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Salve, Mi chamo Alessandro
Palpini e scrivo perche mi ha convinto a farlo jbsteepl
alias Giovanni Campanile, da cu i ho acquistato quattro lm3886
scopo gainclone e che ha pubblicato alcuni suoi lavori sul suo
sito.
Mi sembra doveroso passare alle presentazioni: sono un'ingegnere
elettronico, ho quasi 40 anni e mi laureai al Politecnico di
Milano.
Nonostante gli studi il lavoro mi ha portato verso l'informatica e di
elettronica non ho mai fatto niente.
Ho costruito il mio primo(e
non ultimo) amplificatore e vorrei raccontare le mie peripezie.
Tutto è cominciato quando il mio vecchio Clarion ma7800 di quasi
30 anni si è ammalato; l'ho riparato, ma poi non sapevo più più
dove mettere le mani quando si è guastato di nuovo; a
questo punto sono andato a fare un giro per un buon ampli,
ma a meno di 500 euro... Allora mi sono detto: "Sarei anche
un ingegnere elettronico... devo solo rispolverare un po di
cose..." e cosi ho comprato gli op, mi sono documentato, ho
reinterpretato il circuito di chipamp e di nuova elettronica e da
uno e dall'altro ho preso le cose migliori.
Ne è nato un progetto personale molto minimalista con una parte
dei

componenti saldati
direttamente sull'op. Il circuito restante è stato
molto semplice da progettare e lineare.
Per l'alimentazione mi sono poi ispirato a un progetto di
alimentatore tratto da TNT audio e ho realizzato anche
quello, anche in questo caso cercando di migliorarlo. Mi
sono poi cimentato con un semplice cad (FIDOCAD) per
circuiti, ho stampato tutto su quella maledetta carta blu
(che basta un'impronta digitale perchè non si attacchi alla
basetta), poi il ferro da stiro, i ritocchi con lo
smalto da unghie vecchio della mamma, poi infine l'acido e
finalmente.. i circuiti.
Il resto fatto con il solo saldatore e un tester che mi sono comperato.
Ho preso pezzi da ebay, da vecchie fotocopiatrici (un
sovradimensionato filtro di rete rc con induttanze
visibile in foto), connettori nuovi, cablaggio riciclato da cavi
VGA di vecchi monitor (i coassiali per il segnale e le calze
recuperate per schermare i cavi di rete).

Ho recuperato anche un sacco di traferri che ho disseminato in giro. Il
mio motto è stato: "Esagera con tutto altrimenti se non funziona
non sai trovare il guasto" (sigh!!) e infatti la prima prova
l'ho fatta con quasi tutto montato......
Poi ho dovuto decidere sul problema delle masse, infatti sembra
che sia cosi banale che nessuno ne parla, e ho fatto di testa mia:
lo chassis è a massa di rete, mentre ho creato una massa
virtuale isolata dallo chassis che unisce lo "0"
dell'uscita del trafo, e i negativi degli ingressi e
delle uscite di potenza; non si sente un disturbo nemmeno con
un phon acceso e attaccato alla stessa presa, con il volume al
massimo e in assenza di segnale. Ho provato in tutti i
modi a sentire se vi fosse un disturbo ma non ci sono riuscito. Ne
deduco che la mia supposizione sulle masse fosse
corretta.
Le invio le foto che ho fatto; il telaio è di un vecchio pc
desktop slim 486 (tutto cromato!!! non li fanno più
cosi...). Mancano le foto del frontale che farò in
questi giorni. Per il led di accensione, visto che ho
messo un piccolo trafo ausiliario da 12V per la ventola ho montato
dei neon (quelli per il modding dei computer!!!) sotto lo chassis
e ho ottenuto un effettone.

Incidenti di percorso... op bruciato perchè ho messo pasta
termoconduttiva all'argento (quella per i processori)
che poi è colata sui piedini; dopo l'errore ho applicato
quella siliconica bianca e poi ho pulito tutto con trielina
per togliere anche i residui della pasta salda.
Alimentazione: trafo comatec 630VA 24+24; Caps: 6
Nippon Chemi-con da 4700microF 100V, 3 per ramo di
alimentazione, 2 ponti di diodi da 400V con involucro in
metallo, condensatori di filtro per alte frequenze. In
effetti l'alimentazione in accensione mi ha fatto saltare una
volta il salvavita.
Le casse... Le mie finanze sono limitate...ma ho una coppia di Polk
Audio 2 vie il modello non lo ricordo ma volendo lo
trovo. Sono state il mio massimo investimento. Poi ho
una coppia autocostruita su progetto Ciare modificato da me:
ci sono una coppia di RCF da 13cm, più di 90db di
sensibilità e 200W nominali. 4Ohm con cono in carbonio che sono
fuori produzione e venivano utilizzati come monitor
negli impianti di registrazione; hanno il magnete
grande quanto il cono, ma la loro caratteristica è di essere
molto sensibili, peccato che non si trovino più; sono
collegati in serie per dare 8Ohm e rinforzare i bassi; seguono
due filtri enormi (oltre il Kg) sempre per monitor, poi un tweeter
a cupola di marca Sipe, che secondo me suona molto bene. Il
tutto montato in Bass REflex con tubo di accordo che
da sul retro. Devo dire che suonano meglio delle Polk, solo
che ci vuole un filo di volume in più.
L'ampli ha quattro finali che piloto a coppie a seconda del genere
musicale. Quando vedo un film in dvd le faccio andare tutte e
quattro (non mi interessa la qualità...basta che
tremino i muri...) allego le foto preliminari senza il
frontale che è di compensato marino tinto in mogano e
lucidato con tre grosse manopole in alluminio per il selettore e i
due volumi.
Grazie per avere letto questa mia mail; il progetto è semplice, lo
so, ma può servire a chi come me è solo agli inizi, poi ci
sono un paio di soluzioni che trovo interessanti(i finali sono
completamente isolati da disturbi nella ex scatola di
alimentazione) Ho provato una gioia indescrivibile, da fare
venire le lacrime agli occhi quando ho acceso e tutto
funzionava, e con un suono invidiabile....
Ho in progetto e sto realizzando un secondo ampli molto più pretenzioso
per le mie capacità; si tratta di un ibrido con circuito SIMPRE e
Gainclone come finale.
Se potrà interessarle per una eventuale pubblicazione, spedirò
anche le foto del frontale (veramente bello con il
neon rosso...) . In ogni caso sono contento anche solo di
avere scritto e di essere stato letto.

Ciao Davide,
eccomi con un po di ritardo con le foto del frontale finito.
L'effetto notturno dei due neon, uno montato al di sotto del
pannello di legno e uno all'interno proprio sulle feritoie di
areazione, è molto suggestivo, ma forse un pò troppo appariscente,
comunque accetto consigli. Un ultima cosa riguarda il logo (c'è
scritto AlpaClone...) che è una fusione di stagno fatta in casa su
uno stampo di legno che ho scavato tutto a mano con una fresina
tipo Dremel. Trovo che il risultato complessivo sia tipo anni
50/60 epoca dei JukeBox tutti neon e curve, o almeno mi ispira a
una cosa del genere.
Sto già lavorando al nuovo progetto, che documenterò in modo meno
caotico...
Attendo con ansia la pubblicazione.
.
Ti allego gli schemi dei pcb adatti a una stampa 600 dpi
purtroppo non sono indicati i componenti, così te li devo
descrivere:
per l'alimentazione (un ramo) ho utlizzato tre nippon chemi-con
4700uF 100V, un ponte di diodi da 400V con capsula in metallo, un
condensatore da 0,1uF in parallelo e una RF con una resistenza 1R
1W con un cap 0,1uF. Il circuitino che si vede su un ramo serviva
per alimentare un led, che però non ho utilizzato.


Per il pcb dei finali elenco i componenti a partire da sinistra:
- pin 11 (che non è utilizzato) stagnato direttamente sull'op con
il 10 e quindi è l'ingresso: la prima resistenza è da 22k la
seconda da 1k; il terminale va al potenziometro logaritmico da 20k
alps green (e questo direi che è stato un errore; troppo
sensibile, meglio un lineare)
- pin 9 resistenza 680, cap 27uF; la reazione (22k) è saldata
direttamente sul chip tra il pin 3 e 9
- pin 7 massa
- pin 5 ponticellato sul chip con il pin 1
- pin 3 (uscita di potenza) 2,7ohm in serie con un cap da 0,1 uF
(a massa) poi prima dell' uscita una bobina da 11 spire di rame da
1mm in parallelo con una resistenza da 10 ohm
- pin 1 (V+) due cap in parallelo da 100 e 0,1 uF
- pin 2 (non usato e unito al 4, V-) come per il pin 1
inoltre saldati direttamente sul chip: tra il pin 4 e 8 una res da
22k (disabilita il mute); tra il pin 10 e 9 un cap da 220pF per
filtrare spike e autooscillazioni.
Ho visto circuiti completamente in aria e altri tutti su pcb;
io ho costruito un pcb molto piccolo (si può ridurre ancora...) e
dove era semplice ho saldato i componenti sul chip; ne è risultato
un circuito molto lineare e minimale, che era il mio scopo. tutto
(4 canali) è ingabbiato all'interno dell'ex alimentatore da pc con
una ventola schermata e a bassa rumorosità (che direi che nemmeno
serve). Per l'alimentazione invece non ho fatto una scelta
minimale, ma ho optato per una alta riserva di energia, un buon
filtraggio, buona velocità e bassa impedenza (3 cap da 4700 invece
che uno da 15000).
Dovrebbe essere tutto chiaro... mi scuso per la poca
professionalità ma è stato il mio primo progetto, molto
casereccio, ma devo dire che suona veramente al di sopra delle
mie aspettative.
Ciao, sono a disposizione al limite anche per riscrivere tutto con
ordine ...
Alessandro.
iniplap.ordnassela@alice.it
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