Autocostruzione        

Finale Aleph 30 Clone di Giuseppe

 

 

 Di cosa si tratta

Finale autocostruito

L'importanza di iscrivervi alla newsletter

Chi lo ha costruito

Giuseppe

Caratteristiche particolari

Un vero capolavoro

 

Pass Labs Aleph 30 CLONE

by Giuseppe

Ciao a tutti,

questo è il resoconto del mio primo lavoro, si tratta di un finale di potenza stereo a mosfet di 30 + 30 Watt in pura classe A in configurazione Singol Endend a triodo. E’ il clone del Pass Labs Aleph 30 progettato da Nelson Pass. Spenderò pochissime parole sul progettista, un grande! Basta dire che Hi-Fi News lo ha incluso nella lista dei 50 più importanti pionieri dell’ alta fedeltà! A suo nome sono registrati diversi brevetti, la sua fama lo precede e nella rete e su i siti di diyer è strafamoso. Persona disponibile verso gli autocostruttori, rilascia i suoi progetti, quando usciti di produzione, a beneficio dei dediti al faidatè. Credo sia l’unico! Notizie, manuali e articoli li troverete su www.passlabs.com e www.passdiy.com e la sua disponibilità sul forum del sito www.diyaudio.com.

 

 

 

Veniamo all’oggetto in questione, non vi sarà difficile trovare gli schemi e il manuale utente in rete, a tal proposito vi consiglio proprio di cercarli per rendersi conto della filosofia di progetto che prevede due soli stadi di guadagno e un circuito molto semplice. Nessun componente esoterico, solo attenzione nella selezione dei mosfet ed un ottima capacità dissipante dovuta alla pessima efficienza per cui la classe A è famosa. A questo sito www.kk-pcb.com potete trovare molti schemi e le PCB pronte per il montaggio.

 

Tutto è iniziato quando ho avuto la possibilità di ascoltare, nel febbraio 2006, un Threshold T50 a casa mia. Un finale in classe A, che utilizza IGBT negli stadi finali, e che ha fato uscire dei bassi ed una dinamica che non credevo possibile per le mie “piccole” ls 3/5a! Cerco in rete informazioni e scopro che il principale progettista e tra i fondatori della Thresold è un tale Nelson Pass (che in realtà aveva già fondato la PassLabs nel periodo in cui era costruito questo finale). Vado a cercare informazioni su questo tale e mi ritrovo con una valanga di articoli e progetti (costui è famoso anche per la lunga serie di progetti per l’autocostruzione della serie ZEN). Studio, leggo, mi informo e infine… via con il primo ordine.

 

 

 

Parlo subito di spese, avevo preventivato 500 euro è così è stato. Badate però che si può spendere anche meno tenendo presente che io ho comprato quasi tutto on-line. Aggiungeteci, quindi, le spedizioni (ben più di una) e quando ho comprato negli USA anche le tasse. Sulla gallery di passdiy.com c’è chi si è costruito un Aleph con 300 dollari utilizzando materiale di stock e di recupero.

I costi più alti sono (quasi) nell’ordine: 1- i dissipatori (parliamo di vera classe A, si scalda come un radiatore per il riscaldamento), 2- il toroidale, bello grosso (NP consiglia almeno 7.5 volte la potenza max), 3- i condensatori per l’alimentazione (semplice ma importantissima), 4- i mosfets (bisogna procurarsene qualcuno in più perché bisogna farne il matching).

 

Veniamo al sodo, il contenitore è il modello 1NPD04300 B della bolognese Hi-Fi2000 acquistato su www.audiokit.it. Purtroppo è caro, se qualcuno sa come procurarsi dei dissipatori a meno si faccia avanti in modo che chi si cimenterà su di un progetto del genere avrà vita (economica) più facile. Le uniche lavorazioni che ho fatto sono state le forature del pannello posteriore per alloggiare i connettori e le filettature sui dissipatori per avvitarci le 2 pcb e  le 4 triplette di mosfet.

E’ molto facile costruirsi un circuito così semplice per chi è in grado di farsi da se gli stampati ma, dato che non sapevo neanche da dove iniziare, ho acquistato delle pcb direttamente al sito www.chipamp.com. Gli stampati vanno bene per costruire più di un progetto e sono veramente fatti bene. Essendo ordinati in base ai group-buys su diyaudio.com non so se saranno disponibili in futuro.

 

 

Il toroidale è dell’italiana (CN) Tector, un 625 VA 22+22 Volt che ho ottenuto grazie alla disponibilità di un bravo autocostruttore ad effettuare un ordine insieme. Grazie Andrea (!) anche per le spiegazioni offertemi.

Ho allestito una struttura con 2 piastre d’acciaio da 12/10 (modificata grazie al consiglio di un appassionato danese) per montarci sopra l’alimentazione e per irrobustire il case affinchè sopportasse il pesante toroidale.

La maggior parte dei componenti elettronici è stato acquistato su www.digikey.com anche perché sul sito dove ho preso le PCB c’è la lista esatta dei componenti con relativo codice dello sterminato catalogo. Ad ogni modo, non serve niente che non si trovi in un buon negozio di elettronica. I mosfet sono stati acquistati da Vip Elettronica, in via Arenaccia a Napoli.

Montare il tutto nei week-end liberi è stato divertente ed istruttivo allo stesso tempo, la maggior parte del tempo però l’ho passato a studiare sulla sezione dedicata a PassLabs sul forum diyaudio.com (abusando della funzione search ;-) ). Fondamentali sono state le spiegazioni dell’amico ingegnere Pasquale, grazie mille!

 

 

 

La fase del collaudo è stata la più emozionante, fuori pioveva la prima acqua di settembre ed io intento nelle ultime saldature. Provo prima l’alimentazione, poi la collego ad un canale e dò corrente. Tutto sembra funzionare, faccio le dovute misurazioni e poi collego dei diffusori “da battaglia”. Nessun ronzio di fondo, faccio partire il CD e...... SUONA! Vengo colto dalla “sindrome di Frankenstein”, è la prima volta che “dò vita” ad una MIA creatura, che emozione!

Collego anche il secondo canale e ripeto più volte le misure, tutte come da progetto. La temperatura dei dissipatori sale fino a non poterli toccare per più di 3 secondi! Mi munisco di termometro ed effettuo le misure che mi danno un ΔT (Tcase-Tamb)  di 35°C (superiore agli standard di progetto che prevedono 25-30°C massimo) che significa che in una stanza a 20°C i dissipatori raggiungono i 55°C! Questi sono gli effetti collaterali della classe A, l’efficienza è intorno al 25%, il resto è calore! Non dovrebbe essere un problema viste le ampie tolleranze sopportate dai mosfet. Ho pagato da un lato la mia poca esperienza  sull’argomento e dall’altro il voler ottenere un finale compatto risparmiando il possibile sull’acquisto dei dissipatori. Quindi il cosiglio in questi casi è, come dicono gli americani, “bigger is better”!

Sembra comunque sia andato tutto nel verso giusto, i due canali si comportano alle misure allo stesso modo, nessun fruscio in assenza di segnale, il ronzio emesso dal toroidale è per nulla fastidioso e non c’è alcun colpo nelle casse all’accensione e allo spegnimento.

 

Vabbene che l’autocostruzione è appagante di per sè, ma l’obbiettivo è ben altro, quindi la domanda è: come suona? Lo stesso progettista dice che gli Aleph hanno una scena ed un dettaglio riscontrabili in un ottimo amplificatore a stadio solido e l’autorevolezza e la chiarezza che si trovano nelle migliori amplificazioni valvolari. La rivista Stereophile ha definito la serie Aleph “The Amplifier of the Decade”! Dal canto mio potrei mai parlare male della mia creatura?!

Dopo la prima fase di rodaggio il mio Aleph è approdato al primo impianto. Pilotato dal sempre verde Conrad Jhonson PV7 ha messo subito in evidenza una scena ed una focalizzazione da primo della classe. L’effetto presenza e la ricchezza armonica del registro alto e medio-alto è di quelle che non avevo mai ascoltato nel mio impianto. Uniti alla dinamica, al controllo e al dettaglio sull’intero registro delle frequenze sono le qualità che più hanno contribuito alla fama di questa famiglia di amplificatori. Chi crede che per ascoltare la raffinatezza di un triodo occorrono per forza le valvole, questo scatolotto nero da 16,5 Kg è pronto a smentirvi. Da 1 a 10 direi che sono soddisfatto 15. Non è una battuta ma ho ottenuto almeno il 50% in più di quello che avevo sperato e cioè concretezza in tutti i sensi ed una implacabile voglia di riascoltare tutti i miei dischi!

Il prossimo passo sarà di regalargli un pre bilanciato con il quale le cose dovrebbero cambiare in meglio ed un paio di casse più efficienti in modo da dare la possibilità al mio Aleph di esprimere in scioltezza tutta la sua raffinatenza.

 

 

 

Non nasce come lavoro per neofiti ma se ci sono riuscito io al primo tentativo vuol dire che si tratta di un progetto valido e ben collaudato per gli autocostruttori di cui oggi mi sento parte attiva! ;)

 

Non sono sceso nel dettaglio degli schemi e del montaggio per il semplice fatto che trovate moltissime informazioni già ai link su citati o con una banale ricerca con google. Il filone del PassDIY è molto sviluppato sia a livello mondiale che nazionale. Per sapere se vale la pena cimentarvi nell’impresa fate un salto a trovarmi! J

 

Sarò sempre immensamente grato a questo uomo per la sua disponinilità a dividere il suo lavoro e le sue idee in modo appassionato e divertente. Leggere i suoi manuali, articoli e post sono non solo un insegnamento tecnico. Se sono arrivato a costruire una macchina del genere e scrivere queste parole è soprattutto merito suo.

 

Osservazioni, critiche e consigli sono sempre bene accetti.

giuseppebianco@libero.it

 

 

Hit Counter

Torna alla pagina iniziale