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COME RISISTEMARE UN VECCHIO GIRADISCHI: PASSO DOPO PASSO, IL CASO DEL LENCO L75 Di Diego Sali diechirico@yahoo.it Pag
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Anche se l’incollagio non dovesse risultare perfetto a causa dello spessore della colla che rende impossibile allineamenti ottimali dei pezzi, non c’è da preoccuparsi. Basterà una buona passata di carta vetrata 180 per sgrossare le parti in eccesso. Poi il lavoro deve essere rifinito con carta più fine (240). Prestare massima cura agli angoli: se li si vuole tutti a 90 gradi è indispensabile non toccare MAI gli angoli con la carta vetrata, altrimenti la base verrà compromessa. Una volta finito di carteggiare, pulire la base con un panno asciutto per eliminare tutta la polvere. Figura 8 - La base grezza, carteggiata e spianata. Dopodichè si può passare a stuccare il tutto con stucco da legno, per eliminare eventuali residue imperfezioni. Attendere che si asciughi lo stucco con pazienza. Poi carteggiare con carta fine (240). Nel frattempo è possibile passare l’antirombo in vernice all’interno della base e sulla parte interna del fondo. Figura 9 - La base stuccata e carteggiata, con il rivestimento interno di antirombo. Figura 10 - La base alla fine dell'ultimo processo di stuccatura con il fondo appoggiato. Quando questo risulterà asciutto (ci vogliono almeno 24 ore) è possibile incollare l’alluminio in fogli con il Vinavil classico. Nel frattempo si può procedere a passare il turapori, che ho diluito al 15%. Quando questo sarà asciutto si dovrà carteggiare (con carta 240) con cura, e le superfici risulteranno molto molto liscie, pronte per la verniciatura finale. Durante questa operazione prestare massima attenzione agli spigoli, cioè ai tagli trasversali nell’MDF, dove il turapori sarà assorbito maggiormente. Passare più volte il turapori in queste zone e rifinire con carta 240. Personalmente ho passato quattro mani di turapori, due al giorno. Anche se il procedimento sembra lungo, è bene depositare un’ottima base di turapori e levigarla per bene. L’ultima carteggiate deve essere effettuata molto bene e prima di cominciare a passare la vernice nera è necessario rimuovere tutta la polvere con un panna leggermente umido. L’umidità del panno ora non può rovinare il legno perché il turapori lo protegge a dovere. Prima ancora di effettuare la verniciatura finale ho collegato tutte le masse: ho inserito spezzoni di cavo di terra fra le parti interrotte di alluminio, per avere una buona continuità elettrica. NB: tutti i fori che vanno fatti, in particolare quelli per le viti, è bene farli dopo la terza mano di turapori. In questo modo è possibile vedere i segni a matita e si è ancora in tempo per carteggiare eventuali sbavature. La base rifinita, prima dell’ultima verniciatura, viene mostrata nella figura seguente. Figura 11 - La base poco prima della verniciatura finale. Il turapori ha reso le superfici liscie come un vetro. La verniciatura a spruzzo ha richiesto due bombolette spray. Durante questa operazione la base risulta apparire nel modo seguente.
Una volta terminata la verniciatura è stato terminato il cablaggio interno della messa a terra del telaio, come si può notare dalle foto seguenti. Si noti che gli spinotti RCA sono montati su uno sportellino rimovibile, il che facilita la saldatura dei cavi di segnale. Alla fine del lavoro, il giradischi pesa circa 13 Kg. Figura 14 - Il fondo, verniciato e rivestito internamente di alluminio. Figura 15 - La base verniciata. Figura 16 - Il cabinet cablato, con vaschetta IEC, spinotti RCA dorati e filo di messa a terra. Figura 17 - Un'altra vista del cabinet. Figura 18 - Il piatto montato sulla base, alla fine del cablaggio. Figura 19 - Si noti a sinistra lo scasso per lo sportellino degli spinotti RCA. Figura 20 - Il lavoro è terminato, mancano solo il ripristino del braccio e i piedini del cabinet. Figura 21 - Confronto diretto tra i cabinet: in alto quello originale riparato e modificato, in basso quello costruito ex novo dal sottoscritto. Materiale utilizzato e prezzi, in riferimento alla data di gennaio 2004 (il materiale senza prezzi è materiale già presente nella mia casa, di cui non ricordo ovviamente il prezzo):
4. Manutenzione del piatto L’opera di manutenzione di tutte le parti è quella standard. Dapprima ho pulito per bene tutte le parti, tranne la puleggia, con ovatta imbevuta di alcool denaturato, stando attento a non lasciare pelucchi in giro. Poi ho spruzzato il CRC su molle e sui gommini per ridargli un po’ di elasticità. Ho pulito per bene l’albero del motore, ma la puleggia non l’ho assolutamente toccata, per evitare di rovinarla. Prima di re-inserire il piatto sulla base ho pulito delicatamente il perno (solidale al piatto) e l’ho bagnato con alcune gocce di olio Castrol GTX (come suggerisce Stefano Pasini sul suo sito www.stefanopasini.it/My%20Turntables-Main.htm). Questo per il momento è tutto, sperando che questo lungo articolo sia di aiuto a chiunque tenti per la prima volta, come me, di affrontare faccia a faccia un vecchio giradischi all’apparenza inutilizzabile… Con la promessa di terminare il lavoro e l’articolo, compresa una dettagliata descrizione del set-up dell’inseime braccio-testina, vi saluto. Diego Sali diechirico@yahoo.it Roma Vi prego di chiedermi l’autorizzazione nel caso qualcuno voglia utilizzare le mie foto.
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