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Autocostruzione |
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Modifica Lettore CD Marantz 6000 Di Maurizio
Daniele
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Di cosa si tratta |
Modifica lettore CD |
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Chi lo ha costruito |
Maurizio Daniele maurizio.daniele@ericsson.com |
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Caratteristiche |
Spiegato benissimo |
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1. Introduzione
Il lettore Marantz CD6000 sostanzialmente ricalca la filosofia dei famosi modelli CD63 e CD67. In rete è presente un interessante articolo di Dejan Veselinovic che parla di questo lettore
http://www.tnt-audio.com/sorgenti/marantz6000.html
In rete è inoltre possibile reperire parecchio materiale che riguarda i modelli CD63 e CD67 e ci sono parecchi siti che indicano quali modifiche apportare. È interessante notare che alcune delle modifiche illustrate su vari siti sono già presenti sulla circuiteria di base del CD6000, evidentemente le lezioni apprese con i precedenti modelli sono servite a qualcosa.
Di seguito è riportata una foto dell’interno del lettore CD6000 originale.
La meccanica è una Philips L1210 che comprende il cassetto di caricamento ed un gruppo di lettura VAM1202. L’interno è molto pulito e curato con un cablaggio veramente ridotto al minimo indispensabile. Da notare il trasformatore di alimentazione ben fissato a scheda e telaio con i terminali saldati sulla scheda principale. A testimonianza della cura messa dai progettisti Marantz si possono notare ben sei regolatori di tensione che forniscono tutte le tensioni necessarie per le varie funzioni di cui si parla più avanti. La qualità globale dei componenti è buona, il livello è adeguato alla fascia di prezzo dell’oggetto, nelle sezioni più importanti sono montati condensatori elettrolitici Elna Silmic e condensatori in polipropilene Elna for audio.
Per quanto riguarda la conversione digitale/analogica è presente una coppia di convertitori SM5872BS della Nippon Precision montati sul lato rame della scheda principale. Uno solo di questi chip è in grado di effettuare la conversione digitale/analogica per i due canali del programma stereo ma i progettisti Marantz hanno sviluppato una soluzione piuttosto interessante di cui si parla più avanti.
Continuando il giro sulla scheda passiamo ad analizzare la sezione analogica, questa è formata da due amplificatori operazionali NJM2114. Questi circuiti integrati sono una versione moderna dei famosi NE5532 sviluppati dalla Philips negli anni ’80, in questo lettore funzionano come amplificatori differenziali per le uscite dei DAC. I due scatolotti metallici montati a ridosso del pannello posteriore contengono gli stadi di uscita HDAM. Il termine HDAM significa Hyper Dynamic Amplifier Module (brevetto Marantz) e si tratta di un amplificatore di segnale realizzato interamente a componenti discreti (fet a basso rumore) e caratterizzato da elevato guadagno (circa 70dB) ed elevato slew-rate (70-80V/usec).
Di questo lettore la Marantz ha realizzato inoltre due versioni superiori chiamate rispettivamente OSE e KIS. La descrizione della versione OSE si può leggere qua:
http://www.tnt-audio.com/sorgenti/marantzose00.html
La versione OSE ha due ulteriori stadi HDAM in luogo degli amplificatori operazionali, condensatori elettrolitici di valore più elevato sugli alimentatori e altri condensatori Elna Silmic sulle alimentazioni della sezione analogica. Dulcis in fundo il trasformatore è avvolto con filo di rame OFC. Ma le differenze sono anche meccaniche, infatti il telaio è molto più rigido grazie ad un doppio fondo e ad una barra di metallo trasversale che si può vedere nella foto. La barra contribuice ad irrobustire il telaio e renderlo meno risonante. La versione KIS (Ken Ishiwata Signature) è praticamente una versione OSE con telaio ramato internamente, trasformatore toroidale e qualche altra piccola modifica a livello elettrico che riguarda principalmente i condensatori.
Dopo aver letto le differenze tra le varie versioni mi sono deciso per l’acquisto del modello base che ho trovato ad un prezzo interessante su Ebay, seguendo il consiglio di Dejan Veselinovic, sia per risparmiare sia per poter sviluppare le mie modifiche passo dopo passo.
L’ascolto del lettore nella sua versione base mi ha subito colpito. Il suono è veloce, preciso e soprattutto caldo, non come quello di uno stadio valvolare ma ci si avvicina molto.
2. Modifiche
Controllando le varie versioni e guardando lo schema elettrico sull’ottimo manuale di servizio, ho deciso di modificare il lettore portandolo ad un livello paragonabile a quello della versione KIS, ma con qualche tocco personale. Le modifiche sono divise in due sezioni: · Modifiche meccaniche; · Modifiche elettriche. Per tutte le modifiche si fa riferimento al manuale di servizio. Attrezzatura Per le modifiche meccaniche occorrono i soliti attrezzi che si trovano nel laboratorio di ogni hobbista. Per le modifiche elettriche sono fondamentali un buon saldatore a punta sottile, meglio se a temperatura controllata, una pompetta dissaldante, treccia dissaldante e stagno di buona qualità (meglio se addizionato di argento). Risultano molto utili vari tipi di pinzette a becchi piatti e curvi. In termini di strumentazione, il tester è fondamentale ma, per questo tipo di lavorazioni, è indispensabile l’oscilloscopio. Per il test finale è necessario un CD di test contenente vari tipi di segnali.
2.1 Modifiche meccaniche
Materiale necessario
La prima cosa da fare è di smontare il lettore in modo da avere il telaio nudo. In questa fase torna molto utile il manuale di servizio che illustra chiaramente la struttura e dove sono posizionate le viti evitando così operazioni errate. 1. Bisogna rimuovere il coperchio svitando quattro viti laterali e due viti posteriori.
2. A questo punto si accede all’interno del lettore e si smonta tutto. Per prima cosa bisogna scollegare la meccanica di lettura dalla scheda di lettura, l’operazione è piuttosto semplice ma richiede un po’ di attenzione per non danneggiare nulla. a. Scollegare il connettore siglato 1400 su cui sono collegati i fili di controllo della meccanica di lettura. Bisogna fare molta attenzione in quanto i fili sono piuttosto sottili.
a. Estrarre il cavo piatto dal connettore siglato 1402. Fare molta attenzione a non danneggiare nulla, questo cavo collega la scheda dell’amplificatore HF al sistema di decodifica e controllo. b. Scollegare il connettore siglato 1401 su cui sono collegati i fili di controllo dil telaio ella slitta di caricamento del disco.
1. A questo punto è possibile smontare la meccanica di lettura, però bisogna fare una piccola operazione, altrimenti non si riesce ad estrarla dal telaio. · Bisogna estrarre manualmente il cassetto di caricamento e, con molta cautela, aiutandosi con un piccolo cacciavite a lama piatta rimuovere la copertura fissata a scatto sul cassetto di caricamento (riferimento 104 nella figura riportata di seguito).
1. Con il cassetto estratto si può accedere alla vite posteriore di fissaggio (rif. 157) che va rimossa con un cacciavite a croce. Rimuovere quindi le viti laterali (riff. 155 e 156). Richiudere il cassetto.
1. Applicare bitume nei punti evidenziati dalla fotografia. Per aumentare la stabilità del clamp si può incollare al centro di esso una moneta da 50 Eurocent.
a. Il pannello è fissato al telaio principale mediante diverse alette di ritenuta a scatto, usando un cacciavite a lama e con delicatezza è possibile aprire le alette e rimuovere il pannello. b. Riporre il pannello.
2. Smontare i quattro piedini di supporto rimuovendo le relative viti di fissaggio.
3. A questo punto il telaio è libero e pronto per le modifiche meccaniche.
a. La prima cosa da fare è ricoprire tutta la parte interna con un sottile foglio di rame che può essere incollato con un collante tipo Bostik superchiaro o simile. Forare il rame in corrispondenza dei vari punti di fissaggio. b. Una volta completata la “ramatura” bisogna applicare del materiale antirombo come illustrato in fotografia. Il materiale deve essere spaziato in modo da “spezzare” i moti di risonanza. c. Occorre prestare attenzione allo spessore del rame e del materiale smorzante nel punto in cui passa la prolunga di azionamento dell’interruttore di accensione in quanto potrebbe incepparsi.
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