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Ciao Davide,
come promesso ti invio la
descrizione della mia macchina lava dischi autocostruita.
La uso ormai da più di un anno e ho
lavato con successo un centinaio di LP. E’ stata costruita dopo
avere esaminato e utilizzato la Clearaudio Matrix di un amico, e
funziona in modo assolutamente analogo.
Il motore per l’aspirazione del
liquido di pulizia è stato recuperato da una scopa elettrica
usata, acquistata per 15€
presso un rivenditore locale. Il motore ha una potenza di
1100 W, più che abbondante per lo scopo.

La struttura interna del mobile è
stata realizzata con truciolato da 20 mm incollato con colla
vinilica e lamelle. Le incollature sono state sigillate con
silicone per garantire la massima tenuta del comparto deputato
all’aspirazione.

Per rendere la macchina più
silenziosa ho smorzato i pannelli interni con fogli di materiale
bituminoso del tipo utilizzato in edilizia. Il motore è
disaccoppiato dal mobile mediante i supporti in gomma di cui era
dotato.

Piatto e perno sono stati recuperati
da un giradischi Toshiba anni ’80 mentre Il motore in CC per il
movimento del piatto è stato recuperato da un apparecchio
industriale. Si tratta di un motore in CC a 12 V dotato di scatola
ingranaggi che ne riduce la velocità di rotazione a favore della
forza di rotazione. La trasmissione del moto al piatto, ch egira a
circa 12 rpm, avviene mediante una puleggia di gomma calettata
sull’asse motore.
Per l’alimentazione del motore ho
costruito un alimentatore a tensione variabile con un integrato
LM317.

La sezione comandi comprende il
pulsante di avviamento del piatto, uno switch per invertirne la
rotazione e il pulsante di avvio dell’aspiratore.
Ho predisposto inoltre un pulsante
per una futura implementazione che prevede l’inserimento di una
pompa elettrica e di una caldaia (entrambe recuperate da un
macchina per il caffè) per dosare automaticamente il liquido di
lavaggio e mantenerlo a 35-38°C. Quando avrò tempo finirò il
lavoro.

Il sistema di aspirazione è
realizzato con tubo di PVC uso idraulico. Nella parte a contatto
col disco ho realizzato una fessura da 3 mm di larghezza ai cui
fianchi ho applicato le strisce di velluto vendute da Clearaudio
come ricambio della Matrix.
All’interno del mobile ho sistemato
un contenitore il plastica per il recupero del liquido.

Il mobile è stato rivestito con
pannelli melamminici neri e rifinito con profilati in alluminio.

Anziché utilizzare un tappetino, sul
piatto ho applicato delle gocce adesive di gomma siliconica
(quelle che si applicano all’interno dei cassetti) in modo che il
disco appoggi solo sul bordo esterno e sulla parte interna (la
cosiddetta dead wax). Questo evita che la parte dei solchi venga
in contatto col piatto o con l’eventuale tappetino.

Una puleggia in plastica recuperata
da un fax funge da clamp. Si inserisce a pressione sul perno e
blocca il disco in modo perfetto.

Ecco quindi il risultato finale. Il
funzionamento è analogo a quello di tante altre lavadischi e i
risultati sono eccellenti.
Per il lavaggio uso due soluzioni:
una a base di acqua distillata, alcol isopropilico e qualche
goccia di tensioattivo e l’altra ottenuta con il liquido l’Art du
Son venduto da Loricraft. La spazzola è Clearaudio.
Il video You tube

Bello vero e se non
riuscite a costruirvela ecco una già pronta:

Okki Nokki
Lavadischi
Altri video You Tube sul lavaggio
dischi:

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