Autocostruzione       

Lavadischi autocostruita con motore da scopa elettrica

Di Riccardo

 

 

 

 Di cosa si tratta

Lavadischi

Chi lo ha costruito

Riccardo  riccardo.catalano@tin.it

Caratteristiche particolari

Un progetto davvero ingegnoso e spiegato bene

 

Ciao Davide,

 

come promesso ti invio la descrizione della mia macchina lava dischi autocostruita.

La uso ormai da più di un anno e ho lavato con successo un centinaio di LP. E’ stata costruita dopo avere esaminato e utilizzato la Clearaudio Matrix di un amico, e funziona in modo assolutamente analogo.

 

Il motore per l’aspirazione del liquido di pulizia è stato recuperato da una scopa elettrica usata, acquistata per 15 presso un rivenditore locale. Il motore ha una potenza di 1100 W, più che abbondante per lo scopo.

 

 

La struttura interna del mobile è stata realizzata con truciolato da 20 mm incollato con colla vinilica e lamelle. Le incollature sono state sigillate con silicone per garantire la massima tenuta del comparto deputato all’aspirazione.

 

 

Per rendere la macchina più silenziosa ho smorzato i pannelli interni con fogli di materiale bituminoso del tipo utilizzato in edilizia. Il motore è disaccoppiato dal mobile mediante i supporti in gomma di cui era dotato.

 

 

Piatto e perno sono stati recuperati da un giradischi Toshiba anni ’80 mentre Il motore in CC per il movimento del piatto è stato recuperato da un apparecchio industriale. Si tratta di un motore in CC a 12 V dotato di scatola ingranaggi che ne riduce la velocità di rotazione a favore della forza di rotazione. La trasmissione del moto al piatto, ch egira a circa 12 rpm,  avviene mediante una puleggia di gomma calettata sull’asse motore.

Per l’alimentazione del motore ho costruito un alimentatore a tensione variabile con un integrato LM317.

 

 

La sezione comandi comprende il pulsante di avviamento del piatto, uno switch per invertirne la rotazione e il pulsante di avvio dell’aspiratore.

 

Ho predisposto inoltre un pulsante per una futura implementazione che prevede l’inserimento di una pompa elettrica e di una caldaia (entrambe recuperate da un macchina per il caffè) per dosare automaticamente il liquido di lavaggio e mantenerlo a 35-38°C. Quando avrò tempo finirò il lavoro.

 

 

Il sistema di aspirazione è realizzato con tubo di PVC uso idraulico. Nella parte a contatto col disco ho realizzato una fessura da 3 mm di larghezza ai cui fianchi ho applicato le strisce di velluto vendute da Clearaudio come ricambio della Matrix.

All’interno del mobile ho sistemato un contenitore il plastica per il recupero del liquido.

 

 

 

Il mobile è stato rivestito con pannelli melamminici neri e rifinito con profilati in alluminio.

 

 

Anziché utilizzare un tappetino, sul piatto ho applicato delle gocce adesive di gomma siliconica (quelle che si applicano all’interno dei cassetti) in modo che il disco appoggi solo sul bordo esterno e sulla parte interna (la cosiddetta dead wax). Questo evita che la parte dei solchi venga in contatto col piatto o con l’eventuale tappetino.

 

 

Una puleggia in plastica recuperata da un fax funge da clamp. Si inserisce a pressione sul perno e blocca il disco in modo perfetto.

 

 

Ecco quindi il risultato finale. Il funzionamento è analogo a quello di tante altre lavadischi e i risultati sono eccellenti.

Per il lavaggio uso due soluzioni: una  a base di acqua distillata, alcol isopropilico e qualche goccia di tensioattivo e l’altra ottenuta con il liquido l’Art du Son venduto da Loricraft. La spazzola è Clearaudio.

 

Il video You tube

 

Bello vero  e se non riuscite a costruirvela ecco una già pronta:

 

Okki Nokki

Lavadischi

 

Altri video You Tube sul lavaggio dischi:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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