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Ciao Davide, è un po' di tempo che
non ti spedisco mie realizzazioni, ( non ho fatto niente di
interessante ) e dato che mi sono ripreso dalla monotona
routine della vita quotidiana ho intenzione di costruire dei nuovi
apparecchi,
nel frattempo ti invio questa vecchia realizzazione di un theremin
a valvole su progetto di Luciano Loria che ho trovato sul
sito
http://www.leradiodisophie.it/ devo dire che è uno strumento
musicale molto interessante e credo che possa stare nel tuo
sito tra i vari progetti a valvole. Ciao Salvatore


Il progetto del sig Loria , visitate
il suo sito per altre e compete informazioni:
www.leradiodisophie
Prodigi e misteri delle radio-onde: il Theremin
luciano.loria@tiscali.it

Il titolo è di D.E. Ravalico,
preso in prestito (non so più da quale dei suoi numerosi libri)
per presentare uno strumento che si può, a ragione, definire
come il primo, in assoluto, strumento musicale elettronico. Lo
stesso ing. Moog, padre dei primi sintetizzatori musicali, ha
preso spunto dal Theremin e ne produce alcuni kit di montaggio.
Ma cosa è, in sostanza, il theremin? E' uno strumento che si
suona senza toccarlo! L'esecutore si pone in piedi rivolto al
pubblico, davanti a sé ha una scatola da cui spuntano due
antenne: una piana ed una verticale; ad un certo punto agita le
mani, su e giù avvicinandole ed allontanandole dalle antenne,
fino a sfiorarle ma senza toccarle. Sembra un direttore di
un'orchestra fantasma, ed ecco un suono misterioso comincia a
diffondersi per l'aria. Termino qui ritenendo sufficiente la
presentazione; chi già conosce il theremin non ha bisogno di
spiegazioni, per chi è curioso di saperne di più basta che
digiti la parolina magica su di un motore di ricerca e troverà
ampia documentazione; segnalo comunque alcuni siti che paiono
interessanti.
http:Ilmrr3000ot.mvstarband.neUMRT/index.htm
http://en.wikipedia.orq/wiki/Theremin
http://it.wiki
pedia.orq/wiki/Theremi n
http://xoomer.alice.it/ireneber/
http://www.theremin.info/
http://home.att.net/-theremin1/126/126
entN.html
http://www.thereminvox.com/
http://www.thereminworld.com/
Anch'io ignoravo cosa fosse il
theremin fino a quando un appassionato musicista, Agostino
Cinnirella,
non mi ha contattato
chiedendomi aiuto per la realizzazione di uno strumento
valvolare. Così si spiega, finalmente, la presenza del
theremin nel sito, non solo perché si tratta di una costruzione
valvolare, ma perché il suono è generato sfruttando il principio
dell'eterodina, da cui la supereterodina, ampiamente usata negli
apparecchi radio. Su questo sito, in molti articoli di Leonardo
è richiamata e spiegata molto chiaramente la supereterodina. In
ogni caso ripeto il concetto: la frequenza radio selezionata dal
circuito di sintonia si miscela con una seconda frequenza
generata dall'oscillatore locale, in uscita dal mixer si trova
una prima frequenza, somma delle prime due, ed una seconda
frequenza, differenza delle prime due. Nelle radio, facendo uso
di particolari circuiti e di valvole convertitrici costruite ad
hoc, la frequenza risultante, qualunque sia la frequenza della
stazione ricevuta, è tenuta costantemente sul valore della
frequenza degli stadi a FI (da 455 a 470 KHz ). Anche nel
theremin troviamo due circuiti oscillatori che lavorano su
frequenze radio: uno "d'antenna" ed uno "d'oscillatore locale".
Le virgolette sono d'obbligo in quanto non è esattamente questo
il loro compito, l'antenna collegata col primo oscillatore non
capta stazioni radio ma i disturbi provocati dalla mano
dell'esecutore. La mano con l'antenna formano un condensatore la
cui capacità, variabile in dipendenza della distanza
mano-antenna, va a modificare
la frequenza d'accordo del circuito risonante parallelo del
primo oscillatore. Ora se, in fase di messa a punto dello
strumento, facciamo in modo che le frequenze del primo e del
secondo oscillatore siano identiche e, all'uscita del mixer,
tramite un filtro, annulliamo la frequenza somma, la frequenza
differenza ottenuta sarà zero. Avvicinando la mano all'antenna
aumentiamo, sia pur di
poco, la capacità del circuito
risonante, variando la frequenza di funzionamento
dell'oscillatore. Poiché non varia la frequenza del secondo
oscillatore, la differenza fra le frequenze, in uscita dal
mixer, non sarà più zero ma una frequenza ricadente nel campo
della BF (20 / 20.000 Hz) quindi udibile. In base al tipo di
circuito ed alla scelta dei componenti si fa in modo di ottenere
frequenze dai toni più o meno gravi fino a quelle più acute. Le
tonalità di suono così ottenute spaziano dal muggito (ebbene sì)
fino alle tonalità del violino e del violoncello. Questo è ciò
che si può ricavare dalla prima antenna (quella verticale)
chiamata intonazione.
Prendete per buone queste informazioni così come anch'io le ho prese dai
vari siti su indicati. Non essendo un musicista devo
fidarmi ciecamente delle informazioni reperite su internet.
C'è anche da dire che lo
strumento non è molto facile da suonare, anzi è senza dubbio il
più difficile in assoluto. Trovare il LA o il DO in un
punto non meglio definito nell'aria non è certamente semplice,
rimane però uno strumento che ha molto fascino ed ultimamente è
stato riscoperto da numerosi cultori.
Con lo stesso principio agisce
l'altra antenna (quella orizzontale) per comandare il volume
delle note prodotte dall'antenna dell'intonazione. Anche in
questo caso un oscillatore a frequenza radio fa capo ad
un'antenna (quella orizzontale) e l'uscita del segnale prodotto
è inviata ad un filtro passa banda, successivamente il segnale
filtrato è rivelato, e duplicato, ad opera di due diodi, in
maniera da ottenere una tensione variabile in dipendenza della
distanza della mano dall'antenna. Tale tensione, inviata assieme
alla frequenza d'intonazione, all'ultimo stadio (VCA) dello
strumento, ne modifica il guadagno rendendo più o meno ampio il
segnale d'uscita. La frequenza dello stadio regolatore del
volume è abbastanza distante (qualche centinaio di KHz) da
quella degli oscillatori d'intonazione, per evitare che il
fenomeno dell'eterodina intervenga sul funzionamento.
In internet si trovano vari schemi
di theremin, per lo più a stato solido (transistor, integrati)
ed alcuni altri valvolari. I cultori delle valvole (io ne faccio
parte) affermano che il suono prodotto da un amplificatore
valvolare è di gran lunga più caldo e pastoso del suono prodotto
da un ampli a stato solido. La spiegazione non sta solo nelle
personali convinzioni o suggestioni dei singoli, ma nel fatto
che la distorsione prodotta dalle valvole produce armoniche di
ordine pari, al contrario delle armoniche dispari prodotte dai
chip di silicio. Così, un circuito valvolare produrrà, ad
esempio, un LA di prima ottava da 110 Hz, come anche un'armonica
doppia da 220 o terza da 440 e così via. Le armoniche pari
producono ottave superiori "intonate", quelle dispari armoniche
"stonate". Questo è il motivo per cui ad un amplificatore a
stato solido si richiede la minima distorsione possibile, mentre
alle valvole è perdonata (a volte la si cerca) una distorsione
maggiore. Mi accorgo che questo, che doveva essere un piccolo
preambolo, si è rivelato un lungo prologo e passo subito al
dunque. Lo schema base è di un americano, Arthur Harrison, da me
appena rimaneggiato senza grandi sconvolgimenti, altro schema
valido è quello di un altro americano, Doug Forbes, che ho
rimaneggiato pesantemente per semplificarlo al massimo ed
ottenere prestazioni più che accettabili. Gli schemi originali,
dei due autori citati, si trovano in vari siti web (vedere i
link di cui sopra). Inizio con lo schema Harrison/Loria,
ripromettendomi in seguito, se l'argomento susciterà un qualche
interesse, di presentare l'altro, da me chiamato Harrison/Forbes/Loria
che, ripeto, è molto più semplice di questo.
Descrizione dello schema
Seguendo lo schema, nel modo
classico da sinistra a destra, troviamo il primo triodo (V1A)
che provvede a far oscillare il circuito LC formato da L1, C2,
C3; si tratta di un classico oscillatore Colpitts la cui
frequenza di funzionamento dipende dai valori dei tre componenti
citati e che può essere finemente regolata sui 455Khz tramite
CV5 e Cp6. In pratica, con la mano lontana
dall'antenna del volume, occorre regolare CV5 a metà corsa e riuscire ad
ottenere il max segnale sul
catodo di V1B tramite la
regolazione di Cp6 (CV5 è un condensatore variabile montato sul
pannello frontale del mobile che permette d'ottenere il
silenzio o il minimo segnale d'uscita, quando la mano è lontana
dall'antenna: volume zero; Cp6 è un compensatore che, in fase di
messa a punto, si regola una volta per tutte). Il segnale,
prelevato dall'anodo di VIA, tramite C7 è inviato a X1 che è un
filtro ceramico accordato sulla media frequenza di 455 KHz con
una banda passante di 10 kHz.
Ciò significa che sulla sua uscita
(piedino 2) troviamo attenuate tutte le frequenze inferiori a 455
- 10 KHz = 445 e tutte le frequenze superiori a 455+10 KHz = 465.

    Dal
catodo del Buffer (V1B) si preleva un segnale la cui ampiezza
dipende dall'esatto accordo del circuito oscillante con il
filtro X1. Questo segnale è rivelato e duplicato dai due diodi
al germanio D1, D2 ed inviato alla griglia di V2A, che risulterà
più o meno negativa in dipendenza del disturbo apportato,
sull'oscillatore del volume, dalla mano dell'esecutore. V2A e
V2B formano un circuito VCA (Voltage Controlled Amplifier) che
regola l'uscita audio. Sulla griglia di V2A perviene anche il
segnale in uscita dal Mixer, tramite R22 e C11 collegati
all'anodo di V4B. V3B con L2, C16 e C17 forma un altro
oscillatore Colpitts, la cui frequenza di funzionamento (300/350
KHz) cambia per le variazioni di capacità apportate accostando
la mano all'antenna dell'intonazione. La frequenza è inviata
alla griglia del mixer. Sul catodo di V4B perviene anche la
frequenza generata dal terzo oscillatore (V5B) il cui circuito è
identico al precedente. Anche in questo caso occorre procedere
all'accordo fra i due oscillatori tarando il compensatore Cp/L2,
con il variabile CV24 posto a metà corsa e con la mano lontana
dall'antenna dell'intonazione, in maniera da far lavorare i
circuiti alla medesima frequenza e quindi ottenendo, in uscita
dal mixer, la somma delle due frequenze (in questo caso 322 +322
= 644 KHz) e la loro differenza (322-322 = O Hz). La frequenza
somma non occorre e la si attenua tramite un filtro passa basso
a doppio Pigreco,costituito dalla resistenza interna di V4B, R22
e C21, C22. Le sole variazioni di frequenza, dovute alla
differenza fra le due frequenze, sono inviate al VCA.
Analizziamo ora il controllo del tono: con RV1 al limite della
posizione in senso antiorario, l'uscita dell'oscillatore fisso
d'intonazione è accoppiata al miscelatore tramite C28.
L'accoppiamento elettrico fra i due oscillatori (fisso e
variabile) avviene perché il segnale al catodo di V4B include il
segnale presente nella sua griglia. Questo segnale,
dall'oscillatore variabile, è riflesso nuovamente verso
l'oscillatore di riferimento, attraverso il catodo di V5A. In
questo caso, otteniamo il massimo grado di accoppiamento con
grande produzione di armoniche (armoniche superiori fino a 5
ottave). Con RV1 al limite della posizione in senso orario,
l'uscita dell'oscillatore di riferimento è isolata dal
miscelatore tramite V4A. Perciò, il
segnale sul catodo del miscelatore influisce molto meno
sull'oscillatore di riferimento per l'attenuazione introdotta
dalla resistenza di 50k Ohm di RV1. Quindi, il contenuto armonico
in uscita è drasticamente ridotto. Le valvole usate e consigliate
da Harrison sono dei comuni
doppi triodi ECC82, in questa realizzazione però, su consiglio di
G.Paolo Scanu (che me le ha anche fornite) ho usato le
corrispondenti 5814/A, nettamente superiori per prestazioni in
quanto rispondono a specifiche militari U.S.A. Si noti anche la
tensione anodica relativamente bassa, unita al basso consumo di
tutto il circuito (circa 5 mA), che permette l'uso di
trasformatori d'alimentazione di facile reperimento e di pochi
watt di potenza. A questo proposito vediamo lo schema elettrico
relativo alle alimentazioni: anodica e di filamento.

Il primo trasformatore (T1) fornisce
la tensione di 45V che, raddrizzata e filtrata, è applicata,
tramite R2 di caduta, ai due diodi zener posti in serie (da 1 watt
e 24 V) per ottenere in uscita la tensione continua di 48 V
necessaria per l'alimentazione anodica.
Il secondo trasformatore (T2)
fornisce la tensione di 18V - lA che è trasformata, dal circuito
LX.1046 di Nuova Elettronica, nella tensione continua di 12,6 V
necessaria all'alimentazione dei filamenti delle valvole. Il cuore
di questo circuito è l'integrato regolatore di tensione LM317. La
scelta della tensione continua per i filamenti è d'obbligo per
evitare anche il minimo ronzio d'alternata che, amplificato, si
udrebbe in uscita.
Lo chassis dello strumento lo ha
fornito un vecchio ampli da chitarra Marshall fuori uso. Per
coprirne l'etichetta ne ho realizzata una mia, simile per forma e
stile. La sezione alimentazione è
completamente separata e
schermata dal circuito, sempre per evitare le interferenze della
tensione di rete. Il montaggio è, volutamente, "on air" su
basette provviste di capicorda isolati e di massa. La piastra
superiore d'alluminio, che supporto gli zoccoli delle valvole, è
stata verniciata di nero brillante con applicazione successiva di
foglia oro. Il legno di rivestimento dello chassis non è altro che
uno zoccolino batti sedia (sì, quello delle sale d'aspetto di
studi tecnici,medici, eccetera).
Come al solito rimango a
disposizione per quanti, incuriositi ed affascinati dal Theremin,
vorranno riprodurre lo strumento. Segnalo anche l'e-mail
dell'amico Agostino Cinnirella,
acinni@tin.it che ha curato la
traduzione dall'inglese dei testi relativi alle spiegazioni dei
circuiti Harrison e Forbes, chi fosse interessato può richiederne
copia direttamente a lui.
Chiudo con una serie di fotografie
relative alle varie fasi della realizzazione:


10 Cm



Filatura del circuito





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