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Prefazione:
L'amico Maurizio questa volta
si e superato , dopo aver costruito il primo DAC , non si e
accontentato ed ha proseguito in questo altro progetto ,
costruito veramente bene e sopratutto spiegato benissimo.
Complimenti............ a fine
pagina troverete tutti gli schemi , foto e le altre realizzazioni
di Maurizio.
Convertitore DAC – Versione II
1.
Introduzione.
2
2.
Stadio Ricevitore.
3
2.1
Ingresso coassiale.
3
2.2
Ingresso ottico.
3
2.3
Decodificatore SPDIF.
3
2.3.1
Impostazioni di modo.
4
2.4
Alimentazione Scheda Ricevitore.
5
2.5
Implementazione.
5
2.6
Elenco componenti
6
3.
Stadio PLL.
7
3.1
Comparatore di fase.
8
3.2
Indicatore di aggancio.
8
3.3
Filtro Passa-Basso.
8
3.4
Oscillatore.
8
3.5
Divisori
9
3.6
Alimentazione.
9
3.7
Implementazione.
9
3.8
Elenco componenti circuito PLL.
10
3.9
Elenco componenti indicatore di stato.
11
4.
DAC.
11
4.1
Filtraggio.
12
4.2
Alimentazione.
13
4.3
Implementazione.
13
4.4
Elenco Componenti
14
5.
Stadio di uscita.
15
5.1
Dimensionamento dello stadio.
16
5.1.1
Dimensionamento per
valvola ECC99.
18
5.2
Alimentazione.
19
5.3
Implementazione.
19
5.4
Elenco componenti
20
6.
Alimentatori
20
6.1
Ingresso Rete.
20
6.2
Blocco Trasformatori
21
6.3
Alimentatori BT.
21
6.3.1
Alimentatori Stadio
PLL e Ricevitore.
21
6.3.2
Alimentatori stadio
DAC.
22
6.3.3
Implementazione.
22
6.3.4
Elenco componenti
22
6.4
Alimentatori stadio di uscita.
23
6.4.1
Implementazione.
23
6.4.2
Elenco componenti
23
7.
Scheda ausiliaria.
24
7.1
Timer
24
7.2
Indicatore di stato PLL.
24
7.3
Implementazione.
25
8.
Controlli e Tarature.
25
9.
Appendice: interferenze
elettromagnetiche.
27
10.
Struttura del cabinet
28
11.
Prove di ascolto.
29
Come illustrato
in Figura 1 il sistema è composto dai seguenti blocchi funzionali:

: Schema a blocchi del sistema
Rispetto alla
prima versione c’è una maggiore integrazione dei circuiti e quindi
una riduzione nel numero di schede e di cablaggi anche se nel
contempo sono aumentate le dimensioni dello chassis.
I miglioramenti
più evidenti sono comunque nelle prestazioni sonore.
Le modifiche
sostanziali sono:
·
Rigenerazione sincrona dei segnali di clock
mediante PLL;
·
Alimentatori migliorati;
·
Stadio di uscita valvolare migliorato.
Fare riferimento
allo schema “RX”.
Lo stadio è
dotato di due interfacce di ingresso, una di tipo ottico e una di
tipo coassiale.
La selezione
degli ingressi è gestita mediante un deviatore (S1) posto sul
pannello posteriore che comanda la commutazione mediante porte
logiche.
La ricezione di
segnale valido è indicata da un led verde posto sulla scheda
stessa.
L’ingresso è
costituito da un connettore BNC isolato dal telaio. Il connettore
è collegato direttamente al primario di un trasformatore di
separazione Lundahl LL1572 per aumentare la reiezione ai disturbi
e separare galvanicamente la meccanica di lettura dal DAC.
Il secondario
del trasformatore è terminato su una resistenza da 75ohm per avere
la corretta impedenza in ottemperanza alle normative SPDIF.
Il segnale in
uscita dal trasformatore è applicato ad un convertitore TTL
incentrato su due porte NAND collegate come inverter, la prima
porta applica una piccola isteresi sul segnale per squadrare la
forma d’onda dell’impulso.
Il segnale così
ottenuto è applicato ad una porta logica NAND che funziona come
selettore di ingresso su comando del deviatore S1.

L’interfaccia di
ingresso ottica è basata sullo standard TOSlink ed utilizza un
modulo integrato che comprende sia il connettore ottico standard
che il ricevitore vero e proprio.
L’uscita del
ricevitore ottico è collegata ad una porta logica NAND che
funziona come selettore di ingresso spostando il deviatore S1.
ll
decodificatore è il chip Crystal CS8412 che consente di ricevere
un flusso SPDIF da cui estrarre tutti i segnali digitali necessari
per il funzionamento del DAC.
Il chip, per
mezzo di un PLL integrato, estrae i segnali di clock e le
informazioni audio digitali.
Il PLL integrato
ha bisogno di un filtro esterno costituito da un resistore e due
condensatori. Il datasheet indica un semplice filtro RC, allo
scopo di ridurre il jitter generato dal circuito oscillatore
interno è stato inserito un ulteriore condensatore.
Il flusso di
dati è inviato ad una porta seriale audio, dove i differenti
contributi di informazione sono organizzati al fine di essere
inviati ai pin di uscita.
I segnali
fondamentali presenti in questa interfaccia sono:
·
SCK: è il clock con il quale i dati sono trasferiti
alla porta seriale; ci sono 32 periodi per ogni campione audio (64
per campioni stereo). La frequenza di questo segnale corrisponde
quindi a 64Fs (in questo caso 64*44.1kHz = 2,8224MHz). Il chip può
essere configurato per generare questo segnale (modalità 2), o per
ricevere il segnale dall’esterno (modalità 3).
·
FSYNC: è il segnale di orologio che delinea i dati
seriali e permette di riconoscere i dati dei due canali trasmessi
serialmente sulla linea SDATA. La frequenza di questo segnale è
pari a Fs e quindi, in questo caso, 44.1kHz. Il chip può essere
configurato per generare questo segnale (modalità 2), o per
ricevere il segnale dall’esterno (modalità 3).
·
SDATA: è l'uscita dei dati audio, in comune per i
due canali destro e sinistro.
·
MCK master clock, è il clock del sistema; la sua
frequenza è 256 volte la frequenza del campione ricevuto, quindi
in questo caso 256*44.1kHz = 11.2896MHz.
Configurazione
del chip (sono indicati solamente i pin utilizzati, gli altri pin
sono sconnessi):
Pin 6 Error
Condition 0: Posto a
livello 1 (modalità consumer)
Pin 7
Digital Power:
Alimentazione +5V
Pin 8
Digital Ground:
Collegato a massa
Pin 9 RXP:
Ricezione segnale digitale
Pin 10 RXN:
Ricezione segnale digitale
Pin 11 FSYNC Frame Sync:
Sincronizzazione di trama, delinea i dati seriali.
Può essere interfaccia di uscita
o di ingresso a seconda della configurazione di modo
Pin 12 SCK Serial Data
Clock: Clock con il quale i dati sono trasferiti
sulla porta seriale.
Può essere interfaccia di uscita
o di ingresso a seconda della configurazione di modo
Pin 13 CS12/FCK:
Posto a livello 1
Pin 16 SEL:
Posto a livello 1
Pin 17
M3: Selettore di modo
Pin 18
M2: Selettore di modo
Pin 19 MCK:
Uscita Master clock
Pin 20
FILT: PLL di estrazione
master clock
Pin 21 AGND:
Collegato a massa
Pin 22 Analog
Power:
Alimentazione PLL +5V
Pin 23
M0: Selettore di modo
Pin 24
M1: Selettore di modo
Pin 26 SDATA:
Uscita seriale dati
Pin 28 VERF:
Indicatore di stato
(in questo caso utilizzato per
pilotare il led di monitor)
Il pin 16 permette di selezionare il modo di
funzionamento del chip. Se posto a livello logico 0 il chip
necessita di un microprocessore esterno di appoggio. Se il pin è
posto a livello logico 1, come in questo caso, il chip opera in
modalità manuale mediante impostazione dei pin M0, M1, M2 e M3.
I convertitori
DA Philips utilizzati in questo DAC operano con bus I2S e quindi
occorre utilizzare la modalità 2 o la modalità 3 (come indicato
nel datasheet).
Sulla scheda a
circuito stampato appositamente realizzata è possibile scegliere
la modalità operativa aprendo o chiudendo un ponticello (TB01
sulla scheda ricevitore).
Modalità 2
In modalità 2 i
segnali SCK e FSYNC sono ricavati internamente dal chip CS8412 a
partire dal segnale di orologio MCK ricostruito in ricezione dal
PLL interno.
NOTA BENE:
in questo caso si devono aprire i ponticelli TB02 e TB03 sulla
scheda PLL
Modalità 3
In modalità 3 i
segnali SCK e FSYNC devono essere forniti esternamente al chip
CS8412, a questo scopo provvede lo Stadio PLL esterno.
NOTA BENE:
in questo caso si devono chiudere i ponticelli TB02 e TB03 sulla
scheda PLL
La scheda è
dotata di quattro stabilizzatori locali che forniscono le tensioni
necessarie al funzionamento dei vari circuiti.
Tutti gli
stabilizzatori sono alimentati con una linea comune a +9V fornita
da un apposito pre-regolatore implementato sull’alimentatore di
bassa tensione centralizzato.
Ogni
stabilizzatore alimenta circuiti che operano a frequenze piuttosto
elevate e potrebbero iniettare disturbi sulla linea comune, a
questo scopo ogni regolatore è separato dagli altri per mezzo di
piccole induttanze.
Le funzioni
degli stabilizzatori sono le seguenti:
-
Alimentazione ingresso ottico.
-
Alimentazione logica di selezione ingresso.
-
Alimentazione sezione digitale chip CS8412.
-
Alimentazione sezione PLL chip CS8412.
Il primo
stabilizzatore è costituito da un regolatore serie e da un
partitore da cui si ricava una tensione di 3,7V con cui pilotare
un inseguitore di emettitore. Il circuito così realizzato consente
di ottenere una tensione di 3V a bassa impedenza di uscita e una
buona reiezione del rumore, diversamente a quanto avviene con un
normale regolatore di tipo serie.
Gli altri
stabilizzatori sono di tipo shunt realizzati con il circuito
integrato TL431 e configurati per una tensione di uscita di 5V.
Un regolatore
shunt non presenta componenti attivi in serie alla linea di
alimentazione, il circuito di regolazione (in questo caso il
TL431) è posto in parallelo al carico e si comporta come una
resistenza variabile che assorbe più o meno corrente in modo da
mantenere costante la tensione di uscita.
Lo stadio
ricevitore è implementato su un’unica scheda di circuito stampato
assieme ai relativi regolatori locali di tensione. I connettori
delle interfacce di ricezione sono montati direttamente sul
circuito stampato per eliminare il cablaggio.
Tutti i circuiti
integrati sono disaccoppiati dalle linee di alimentazione mediante
perline di ferrite e condensatori. Il ricevitore ottico è invece
disaccoppiato mediante un’induttanza e un condensatore.
Come indicato al
paragrafo precedente, il chip di ricezione SPDIF richiede due
tensioni di alimentazione diverse, il datasheet non specifica
l’uso di piani di massa separati; addirittura l’implementazione
più classica è quella di usare un’unica linea di alimentazione
comune e separare i due pin mediante resistenze di
disaccoppiamento.
La soluzione più
elegante è invece quella di utilizzare due regolatori separati e
due linee di massa diverse, il circuito stampato è stato
realizzato in questo modo, con le linee che si congiungono solo
sui regolatori di tensione locali.
Questo
accorgimento è più complicato, ma permette di migliorare la
reiezione ai disturbi e quindi avere un segnale digitale più
pulito.
Le linee FSYNC,
SCK e DATA che formano il bus I2S sono rese disponibili su
connettori di tipo AMP per effettuare il collegamento con il DAC.
Le connessioni sono realizzate mediante doppini intrecciati Cat.5,
ricavati da un cavo di rete Ethernet.
Il lato
superiore della scheda è ricoperto da un piano di rame collegato
alla massa di alimentazione e avente funzioni di schermatura, il
chip CS8412 è ricoperto da uno schermo metallico collegato allo
stesso piano di massa.
La schermatura è
sempre consigliabile per ridurre le emissioni RFI e migliorare il
funzionamento dei circuiti.
R1:
100ohm – 2W
R2, R3, R7, R9,
R10, R12, R13, R20: 1kohm – 1/4 W 1%
R4: 10ohm –
1/4 W 1%
R5: 2,2kohm –
1/4 W 1%
R6: 6,8kohm –
1/4 W 1%
R8,
R11: 100ohm – 2W
R16,
R17, R18, R19: 10kohm – 1/4 W 1%
R21: 5,1kohm –
1/4 W 1%
R24: 220ohm –
1/4 W 1%
C1, C4: 47uF – 6,3V
Sanyo Oscon
C2: 100uF – 25V Elettrolitico
C3,
C12: 100nF multistrato
C5,
C6: 220uF – 35V Elna cerafine
C7: 10nF – 63V Wima MKS-4
C8, C9, C10,
C11: 10nF – 63V Wima MKP-10
C13: 47nF – 63V Evox Rifa
C15,
C16: 100nF – 160V Wima MKP-4
C17, C18,
C19: 1nF ceramico
L1, L2, L3, L4: Induttanza 1mH o
2,2mH Neosid
L5: Induttanza
470uH Neosid
L6, L7,
L8: Doppia perlina di ferrite
DL1: Led verde 3mm
Q1: BC549
Q2: BC557
U1,
U3, U4: TL431
U2: 78L05
U5: 74HC00
U6: CS8412 (Crystal Semiconductors)
OPT1: Fotoaccoppiatore TOSlink (Toshiba
TORX173)
TF1:
Trasformatore Lundahl LL1572
Varie
·
Morsettiere per c.s.
·
Connettore BNC per c.s.
·
Zoccoli per circuiti integrati
·
Terminali a ponticello
·
Deviatore a levetta
Fare riferimento allo schema “PLL”.
Il flusso di dati SPDIF è basato su una particolare codifica che
permette di estrarre il clock dal segnale ricevuto. Purtroppo
tutte le interfacce digitali seriali sono affette da jitter,
ovvero da una variazione del riferimento sul segnale di clock.
Il jitter può produrre effetti spiacevoli sulla qualità del
segnale audio ed è sempre meglio cercare di contenerlo entro
valori ridotti.
Questo non è lo spazio adatto per dare spiegazioni dettagliate sul
jitter, ma, chi è interessato può consultare un interessante
articolo al seguente link.
http://www.tnt-audio.com/clinica/jitter1.html
Il segnale di clock in uscita dal chip Crystal CS8412 (MCK) ha un
jitter di 200psec (dichiarato dal costruttore), il valore è basso,
soprattutto rispetto ai chip di altri costruttori, ma si può fare
ancora meglio.
Un segnale di
clock stabile è di assoluta importanza per le prestazioni soniche
di un DAC e uno dei tanti metodi è quello di generare un segnale
“pulito” con un oscillatore di alta qualità esterno al chip di
ricezione. L’oscillatore esterno deve anche essere controllato in
modo da effettuare piccoli aggiustamenti della frequenza e quindi
“inseguire” il segnale di clock della meccanica di trasporto
(fornito dal segnale MCK). Questa soluzione è definita come
“normal configuration with double PLL” contemplata in questo
interessantissimo articolo
http://www.tnt-audio.com/clinica/diginterf2.html.
Il circuito
adatto allo scopo si chiama Phase Locked Loop o PLL, un circuito
che ha la proprietà di sincronizzare automaticamente le fasi di
due oscillazioni elettriche.
In commercio
esistono diversi circuiti integrati adatti alla realizzazione di
pll, ma, non sono indicati per applicazioni audio. Per questa
applicazione è stato utilizzato lo schema proposto da Guido Tent,
reperibile al seguente link:
http://members.chello.nl/~m.heijligers/DAChtml/dig_r2c.pdf
Lo schema di
Guido Tent si riferisce ad una particolare implementazione per il
suo DAC (realizzato con convertitori Burr-Brown ed Oversampling)
ma lo schema può facilmente essere adattato a qualsiasi
applicazione.
La Figura 2
illustra lo schema di principio e, rispetto all’implementazione
originale di Guido Tent, è stato aggiunto un blocco di divisori
che permette di ricavare i segnali FSYNC e SCK necessari al
funzionamento senza oversampling.

Schema a blocchi dello stadio PLL
Il segnale di
clock a 11.2896MHz ricevuto dall’interfaccia SPDIF è diviso per 16
per ottenere il segnale ck1, così come il segnale a 11.2896MHz
generato dall’oscillatore VCXO è diviso per 16 per ottenere il
segnale ck2 a medesima frequenza.
I due segnali
ck1 e ck2 sono confrontati dal comparatore di fase che produce in
uscita due tensioni di errore V+ e V- proporzionali alla
differenza di fase dei segnali.
In condizione di
“aggancio” i segnali ck1 e ck2 hanno uguale frequenza, ma possono
essere fuori fase.
Il PLL tenterà
di contenere la differenza di fase entro un valore il più vicino
possibile a 0.
Fare riferimento
allo schema “PLL_STAT”.
Lo stato di
funzionamento del comparatore di fase può essere indicato mediante
led pilotati da un circuito ausiliario posto sopra la scheda
principale del PLL.
I collegamenti
del circuito sono realizzati ai punti indicati “UP”, “DOWN”,
“Ck1”, “Ck2” e “+V” dello schema elettrico.
I segnali
uscenti dal comparatore di fase sono troppo veloci per poter
accendere un led in modo stabile, il circuito ausiliario comprende
due monostabili con costanti di tempo di circa 500msec in modo da
poter pilotare agevolmente un led bicolore posto sul pannello
frontale (vedi paragrafo 7.2).
Al fine di
limitare le interferenze lo stadio indicatore è alimentato da un
proprio regolatore di tensione che ricava una tensione di 5V a
partire dalla linea comune per tutti i circuiti del PLL.
Il filtro
passa-basso, per sua definizione, ha la funzione di eliminare le
componenti di alta frequenza dalle tensioni di errore e fornire in
uscita una tensione “quasi” continua per il controllo
dell’oscillatore.
Il filtro
rappresenta la parte più critica dell’intero stadio PLL perché
deve assicurare un aggiustamento di frequenza molto dolce, per
questo motivo il tempo richiesto per l’aggancio è più lungo
rispetto ad un PLL di tipo tradizionale e si aggira intorno a 5
secondi.
Le prove
effettuate hanno comunque dimostrato che, una volta trovata la
condizione di aggancio, gli aggiustamenti di frequenza sono
veramente ridotti.
Se i segnali di
orologio ck1 e ck2 sono uguali ed in fase, le due tensioni di
errore sono uguali in modulo (2,5V circa) e non si ha variazione
in uscita.
Se uno dei
segnali di orologio è troppo veloce, si ha l’innalzamento di una
delle tensioni di errore e l’abbassamento dell’altra. Il filtro
fornisce quindi in uscita una tensione continua proporzionale per
aumentare o diminuire la frequenza dell’oscillatore e ritrovare la
condizione di aggancio.
In condizione di
aggancio la tensione in uscita dal filtro è di circa 2,5V.
L’oscillatore è
implementato sotto forma di VCXO (Voltage Controlled Crystal
Oscillator), in pratica si tratta di un circuito basato su un
quarzo che fornisce un segnale a 11.2896MHz.
Diversamente da
un oscillatore tradizionale, la frequenza può essere variata a
passi di 1.12kHz con un comando in tensione compreso tra 0.5 e
4.5V.
Il comando in
tensione è fornito dall’uscita del filtro precedentemente
analizzato.
Per questa
particolare applicazione si deve utilizzare un componente di
qualità, in questo caso è stato utilizzato un VCXO fornito dalla
TentLabs (ovvero Guido Tent).
http://www.tentlabs.com/Products/Components/VCXO/index.html
Per questo
componente il costruttore dichiara un jitter di soli 3psec e il
contributo di jitter totale del circuito PLL è comunque inferiore
a 10psec, quindi 20 volte inferiore rispetto al decodificatore
SPDIF.
Il segnale a
11.2896MHz generato dal VCXO è inviato a diversi divisori, in
particolare il primo divisore per 16 è utilizzato per ricavare il
segnale ck2. La seconda catena di divisori è utilizzata per
ricavare i segnali di sincronismo da fornire al chip di ricezione
e al convertitore DA.
Dalla prima
divisione per 4 si ricava il segnale SCK (2.8MHz) che fornisce il
clock per il trasferimento dei dati sul bus seriale.
Dalla seconda
divisione per 256 si ricava il segnale FSYNC (44.1kHz) che
fornisce il clock di campionamento dei segnali audio.
I segnali SCK e
FSYNC sono quindi disaccoppiati mediante resistenze e collegati al
bus I2S mediante i ponticelli TB02 e TB03.
I circuiti della
scheda PLL sono dotati di vari stabilizzatori locali che
forniscono le tensioni necessarie al funzionamento dei vari
blocchi.
Una tensione di
alimentazione pulita e stabilizzata è garanzia di basso jitter in
quanto il ritardo delle porte logiche dipende fortemente dalla
tensione stessa.
Gli
stabilizzatori sono alimentati con una linea a +13V fornita da un
apposito pre-regolatore sull’alimentatore di bassa tensione
centralizzato. Ogni stabilizzatore alimenta circuiti che operano a
frequenze piuttosto elevate, quindi c’è il rischio di iniettare
disturbi sulla linea comune, a questo scopo ogni regolatore è
separato dagli altri per mezzo di piccole induttanze.
Il primo
stabilizzatore alimenta a +5V i circuiti logici del comparatore di
fase ed è realizzato con un classico regolatore serie di tipo
LM317.
Il secondo
stabilizzatore alimenta l’amplificatore operazionale del filtro
PLL e il VCXO ed è realizzato con il metodo dell’inseguitore di
emettitore, in questo modo si ha una bassa impedenza di uscita e
un rumore molto basso.
Un regolatore a
tensione fissa di 8V alimenta due partitori di tensione che, a
loro volta, pilotano due inseguitori di emettitore. I due
partitori permettono di ottenere una tensione di +5V per
l’alimentazione del VCXO e una tensione di +6V per l’alimentazione
del filtro passa-basso.
Il circuito di
PLL è implementato sulla stessa scheda a circuito stampato che
ospita lo stadio di ricezione, in questo modo i cablaggi critici
sono molto ridotti.
Le linee SCK e
FSYNC sono collegate al circuito di ricezione mediante apposite
piste stampate, per non complicare eccessivamente il circuito
stampato, il segnale di orologio a 11.2896MHz estratto dal
decodificatore è invece collegato al PLL mediante un doppino
intrecciato Cat.5, ricavato da un cavo di rete Ethernet (uno dei
due doppini è collegato a massa con funzioni di schermatura).
Il circuito
indicatore di stato è montato su una schedina sovrapposta alla
scheda principale, in modo da escluderlo se non desiderato. Il
collegamento tra le schede avviene mediante terminali a passo
2,54.
Il lato
superiore della scheda è ricoperto da un piano di rame collegato
alla massa di alimentazione e avente funzioni di schermatura.
Tutti i collegamenti verso massa sono effettuati sul piano di
schermatura in modo da minimizzare la lunghezza dei percorsi e
quindi limitare l’emissione di disturbi.
Le linee di
alimentazione di ogni singolo circuito integrato sono
disaccoppiate mediante perline di ferrite e condensatori ceramici.
Fare riferimento allo schema “PLL”.
R1, R2, R3, R4: 1Mohm
– 1/4 W 1%
R5,
R6: 470kohm – 1/4 W 1%
R7,
R8: 47kohm – 1/4 W 1%
R9: 4,7kohm – 1/4 W 1%
R10: 47ohm – 1/4 W 1%
R11,
R12: 100ohm – 1/4 W 1%
R13: 330ohm – 1/4 W 1%
R14,
R18, R21: 1kohm – 1/4 W 1%
R15: 10ohm – 1/4 W 1%
R16,
R19: 2,2kohm – 1/4 W 1%
R17: 5,6kohm – 1/4 W 1%
R20: 12kohm – 1/4 W 1%
C1: 68F – 63V Wima MKS-4
C2,
C3: 6,8nF – 63V Wima MKS-4
C4,
C6: 680nF – 63V Wima MKS-4
C5,
C7: 4,7uF – 63V Wima MKS-2
C8: 3,3uF – 63V Wima MKS-2
C9: 100nF – 160V Wima MKP-4
C10, C11, C12,
C13, C14, C15, C16, C17: 100nF, multistrato
C18: 22uF – 50V
Rubycon ZLH
C19, C24, C25:
47uF – 6,3V Sanyo OSCon
C20,
C22, C23: 100uF – 25V Rubycon ZLH
L1, L2, L3, L4,
L5, L6, L7: Doppia perlina di ferrite
L8,
L9:
Induttanza 1mH o 2,2mH Neosid
Q1, Q2: BC549
U1, U3: 74HC393
U2, U4: 74HC74
U5: 74HC00
U6: TLC271 (Texas Instruments)
U7: VCXO 11,2896MHz Tentlabs
U8: LM317
U9: 7808
Varie
·
Morsettiere per c.s.
·
Zoccoli per circuiti integrati
·
Terminali a ponticello
Fare riferimento allo schema “PLL_STAT”.
R1, R4: 2,2kohm
– 1/4W 1%
R2, R5: 4,7Mohm
– 1/4W 1%
R3, R6: 220ohm
– 1/4W 1%
R7: 330ohm
– 1/4W 1%
C1, C3: 22pF – ceramico
C2, C4, C5: 100nF – multistrato
C6: 47uF – 50V elettrolitico
L1: perlina di ferrite
D1, D2: 1N4148
DZ1: Diodo zener 1N4733
U1: 74HC74
Zoccoli per circuiti integrati
Fare riferimento
allo schema “DAC”.
Questo è il
cuore del sistema, ovvero lo stadio che effettua la conversione
del segnale digitale nel segnale audio originale.
In questo
sistema sono utilizzati due chip Philips TDA1541A/R1 posti in
parallelo per avere un’elevata dinamica. Il chip TDA1541 è
purtroppo fuori produzione, ma è ritenuto uno dei migliori
convertitori mai realizzati (assieme al Burr Brown PCM63); ne è
testimone il fatto che è stato utilizzato in molti lettori CD di
fascia alta (vedi Marantz CD7, Revox B-226, Studer A730 e altri).
La tabella sotto
riportata indica le caratteristiche principali di questo
componente nei vari gradi di selezione.
|
Tipo |
Desc |
Formato
Dati |
THD+N
A 0dB (A) |
THD+N
a –60dB (A) |
SNR
Tipico |
Corrente
di uscita |
Diafonia |
|
TDA1541-A |
DAC-16
High Perf |
I2S
fino a 8 fs |
-95dB (0.0018%) |
-42dB (0.79%) |
112dB |
4mA |
98dB |
|
TDA1541A/R1
|
DAC-16
High Perf |
I2S
fino a 8 fs |
-95dB (0.0018%) |
-43dB (0.7%) |
112dB |
4mA |
98dB |
|
TDA1541A/S1
|
DAC-16 single crown |
I2S
fino a 8 fs |
-95dB (0.001%) |
-47dB (0.4%) |
112dB |
4mA |
98dB |
|
TDA1541A/S2 |
DAC-16 double crown |
I2S
fino a 8 fs |
-97dB (0.002%) |
-47dB (0.4%) |
112dB |
4mA |
98dB |
La versione più
selezionata, ovvero la S2 o Double Crown, è veramente difficile e
soprattutto costosa da reperire, sull’ordine di 100 Euro al pezzo.
Qualche chip con
grado di selezione R1 si riesce ancora a trovare a prezzi umani.
Il chip TDA1541
è un convertitore di tipo R-2R che, sulle uscite analogiche,
genera una corrente proporzionale ai livelli logici ricevuti
dall’interfaccia digitale. La corrente ha un valore veramente
irrisorio ed è insufficiente per pilotare l’ingresso di qualsiasi
preamplificatore o amplificatore integrato.
La corrente deve
quindi essere convertita in una tensione a livello di segnale di
linea, almeno 2Vrms.
Ci sono vari
metodi per convertire una corrente in tensione, il più utilizzato
sugli apparati commerciali è un amplificatore operazionale. Questo
sistema è affidabile, compatto e soprattutto economico; tuttavia
il sistema più semplice in assoluto e più “audiofilo” è una
resistenza.
Come insegna la
legge di Ohm, una corrente che attraversa una resistenza provoca
una caduta di tensione ai suoi capi, quindi per avere 2Vrms si
dovrebbe utilizzare un resistore di valore elevato, ma, per il
chip TDA1541, molti autocostruttori hanno sperimentato che è
meglio non eccedere il valore di 100ohm.
Di seguito sono
riportati i risultati di alcune misure effettuate
all’oscilloscopio utilizzando un segnale digitale di prova
(livello analogico equivalente 0dB a 1kHz) su due DAC collegati in
parallelo:
-
Resistenza di carico 22ohm: livello di uscita 64,2mVrms;
-
Resistenza di carico 24ohm: livello di uscita 69mVrms;
-
Resistenza di carico 34ohm: livello di uscita 99mVrms.
E’ evidente che
aumentando il valore del resistore di carico aumenta anche il
livello di uscita, purtroppo il generatore di corrente di un
convertitore di tipo R-2R non è ideale e il suo comportamento
varia in funzione del resistore di carico:
-
più è
basso il valore del resistore, minore è il livello di uscita ma
è anche più bassa la distorsione;
-
più è
alto il valore del resistore, maggiore è il livello di uscita ma
è anche più alta la distorsione.
La misura
all’oscilloscopio è utile per valutare il livello di uscita e la
distorsione a livello generale ma, stiamo parlando di musica e non
di segnali da laboratorio, bisogna quindi provare varie situazioni
di ascolto e trovare la soluzione che soddisfa maggiormente dal
punto di vista sonoro.
Per i miei gusti
personali e, soprattutto per non utilizzare un amplificatore di
uscita con guadagno elevato, il valore di 33-34ohm si è rivelato
un buon compromesso.
NOTA:
Se si utilizza un solo chip TDA1541 il valore del resistore deve
essere raddoppiato rispetto a quanto indicato sopra, il valore di
47ohm si è rivelato il migliore di tutti.
La
configurazione adottata in questo progetto è del tipo Non
Oversampling e si basa sui principi esposti dal fisico giapponese
Kusunoki: predilezione della musicalità a dispetto della
precisione nella risposta in frequenza.
L’operazione di
oversampling permette di spostare fuori dalla banda audio tutte le
frequenze di aliasing prodotte dalla conversione D-A, Kusunoki ha
dimostrato che questa operazione provoca anche ritardi che
peggiorano la risposta musicale del sistema.
Senza
oversampling gli effetti di aliasing si presentano a ridosso delle
frequenze audio superiori provocando una modulazione che, in via
del tutto teorica, dovrebbe essere fastidiosa all’ascolto.
Seguendo i
dettami classici della teoria del campionamento, bisognerebbe
effettuare un pesante filtraggio per eliminare tutto quello che si
trova al di sopra di 20kHz. In realtà l’orecchio umano è un ottimo
filtro passa-basso naturale, quindi è del tutto inutile effettuare
filtraggi pesanti che possono introdurre rotazioni di fase.
NOTA:
L’orecchio umano è più sensibile alle variazioni di fase che alle
variazioni di frequenza
Seguendo quindi
la filosofia di Kusunoki in questo sistema non si effettua
oversampling e si utilizzano due semplici filtri aventi più che
altro lo scopo di rendere meno squadrata la forma d’onda di
uscita:
La frequenza di
risonanza della rete RLC è calcolata per 22,6kHz, quindi un poco
al di sopra della banda audio per non tagliare eccessivamente le
frequenze acute. Il filtro tratta segnali a bassissimo livello, è
pertanto obbligatorio utilizzare induttori su nucleo di ferrite
progettati per uso audio.
Utilizzando un
CD di test con vari toni di prova ho verificato le forme d’onda in
uscita da un DAC con oversampling e dal DAC senza oversampling.
Alle frequenze
più alte l’uscita del circuito con oversampling presenta forme
d’onda più pulite e precise mentre quello senza oversampling
presenta forme d’onda modulate.
Ascoltando
l’uscita del convertitore NOS non si percepisce alcun effetto di
modulazione, a testimoniare che la risposta in frequenza
dell’orecchio umano comincia a calare verso i 3kHz.
P.S.
Ho cercato di essere il più obiettivo possibile, d’altro canto non
sono io il solo a sostenere la musicalità della soluzione NOS
rispetto a quella OS, è questione di gusti…
Il chip TDA1541
necessita di tre alimentazioni: +5V, -5V, -15V che sono fornite da
tre diversi regolatori locali di tensione posti sulla scheda
stessa e alimentati da linee dedicate.
Le alimentazioni
digitali +5V e –5V sono ottenute mediante regolatori serie
incentrati sui classici LM317 ed LM337, mentre l’alimentazione
–15V è ottenuta mediante un regolatore shunt competato da un
trimmer per la regolazione fine della tensione in modo da
compensare le inevitabili tolleranze dei componenti.
Guardando lo
schema elettrico si può notare che il regolatore è configurato per
erogare una tensione positiva ma, essendo il polo positivo
riferito a massa, la tensione di 15V risulta negativa.
Questa
particolare configurazione comporta una maggior complicazione
degli alimentatori ma apporta due vantaggi:
I livelli di
rumore misurati su tutte le tensioni di alimentazione sono di
circa 1,2mV a carico.
Valore
nettamente inferiore rispetto agli standard della maggior parte
degli apparati commerciali.
Come indicato
sul datasheet, ogni chip TDA1541, oltre ai disaccoppiamenti di
alimentazione, necessita di 14 ulteriori condensatori di
disaccoppiamento che devono essere montati il più vicino possibile
ai relativi pin. E’ meglio utilizzare condensatori di ingombro
ridotto per minimizzare la lunghezza delle piste.
Ogni chip
richiede inoltre un condensatore per l’oscillatore interno, anche
in questo caso deve essere saldato molto vicino ai pin (16 e 17).
Allo scopo è stato utilizzato un condensatore Wima FKS specifico
per applicazioni ad impulsi.
Per migliorare
ulteriormente le prestazioni gli oscillatori interni dei due chip
sono sincronizzati collegando assieme i pin 16.
Per minimizzare
l’ingombro orizzontale e ridurre la lunghezza delle connessioni, i
convertitori sono montati uno sopra l’altro. Un convertitore è
montato sulla basetta principale assieme ai regolatori locali, il
secondo convertitore (assieme ai relativi condensatori) è montato
su una piccola basetta che è sovrapposta alla prima e collegato
mediante terminali a passo 2,54.
I collegamenti
condivisi sono rispettivamente:
Il lato
superiore di ogni scheda è ricoperto da un piano di rame collegato
alla massa di alimentazione e avente funzioni di schermatura, così
come ogni chip TDA1541 è ricoperto da uno schermo metallico
collegato allo stesso piano di massa.
Sul convertitore
corrente-tensione e sui filtri occorre utilizzare componenti di
qualità, in questo caso sono state utilizzate resistenze a strato
metallico a basso rumore, condensatori e induttanze audio-grade.
Le tensioni di
alimentazione sono filtrate e disaccoppiate per mezzo di filtri
CLC realizzati con condensatori elettrolitici di qualità, perline
di ferrite e condensatori in polipropilene posti vicino ai pin di
alimentazione.
Per eliminare
ulteriori residui di RF i condensatori in polipropilene sono
bypassati da condensatori ceramici saldati direttamente sul lato
rame.
R1, R3: 2 resistenze da 68,1ohm in
parallelo per ogni canale (totale 4) Holco H4
R2,
R4: 27ohm – 1/4W 1% Beyshlag
R5, R7, R12:
1kohm – 1/4W 1% Beyshlag
R6,
R8: 330ohm – 1/4W 1% Beyshlag
R9,
R10: 150ohm – 1/4W 1% Beyshlag
R11: trimmer multigiri 10kohm in cermet
C1, C2, C3, C4,
C5, C6, C7, C8, C9,
C10, C11, C12,
C13, C14, C21, C22,
C23, C24, C25,
C26, C27, C28,
C29, C30, C31,
C32, C33, C34: 100nF MKP Evox Rifa
C15, C20:
470pF Wima FKP
C16, C18:
330nF MKP Evox Rifa
C17, C19:
47nF MKP Evox Rifa
C39, C41, C47, C49, C53, C55: 100nF –
160V Wima MKP-4
C38, C46, C52:
220uF – 35V Elna Cerafine
C36, C44:
10uF – 63V Elettrolitico
C37, C45:
470nF Multistrato
C40, C42, C48, C50, C54, C56: 47nF
Multistrato
C51:
47uF – 30V Sanyo Oscon
L1,
L2: Induttanza per uso audio su nucleo 150uH (Panasonic)
L3,
L4: Doppia perlina di ferrite
U1, U2: TDA1541R1 (Philips)
U3: LM317 con aletta dissipatrice
U4: LM337 con aletta dissipatrice
U5: TL431
Varie
·
Morsettiere per c.s.
·
Zoccoli per circuiti integrati
·
Terminaliere passo 2,54 per interconnessioni
Fare riferimento
allo schema “OUT”.
Il segnale
fornito in uscita dal DAC è di livello piuttosto basso e deve
essere amplificato con uno stadio avente i seguenti requisiti:
Ø
Bassa impedenza di uscita;
Ø
Bassa distorsione;
Ø
Alta linearità.
Lo stadio può
essere implementato in vari modi e il suo guadagno dipende dal
livello di segnale disponibile sul convertitore corrente-tensione.
In questo caso
avendo circa 100mV in uscita dal convertitore, per avere 2V in
uscita occorre uno stadio con guadagno pari a 20 volte.
Se si vuole
realizzare uno stadio a valvole occorre selezionare il tubo
affinché abbia un fattore di amplificazione adeguato, dopo aver
provato diverse valvole la scelta finale è andata sulla 7119 o
E182CC con “u” pari a circa 23. In questo caso una National NOS
reperita in un mercatino.
Pur contenendo
due triodi di segnale la valvola è alta quasi come un pentodo di
piccola potenza (tipo EL84) e i piedini non sono disposti come
nella maggior parte delle valvole noval.
NOTA:
Un’equivalente della 7119 è la ECC99 presente nell’attuale
catalogo di produzione della JJ, questa valvola ha la piedinatura
standard delle valvole noval, quindi bisogna utilizzare un
circuito stampato diverso.
La valvola è
configurata a catodo comune con carico anodico attivo, in questo
caso un generatore di corrente costante.
Il segnale
fornito dal DAC è applicato sulla griglia, una variazione della
tensione in griglia provoca una corrispondente variazione della
tensione sull’anodo e quindi un’amplificazione del segnale
applicato.
L’uso del
generatore di corrente costante come carico anodico comporta i
seguenti vantaggi:
-
Carico
costante e quindi comportamento lineare su tutto lo spettro di
banda audio, rispetto alla soluzione con resistenze;
-
Aumento della reiezione al rumore sull’alimentazione.
Con un
generatore di corrente costante l’alimentatore di alta tensione
fornisce solamente la corrente continua e, grazie all’elevata
impedenza del carico, il percorso del segnale audio rimane
isolato. Grazie a queste caratteristiche, eventuali disturbi
presenti sulla linea di alimentazione non influiscono sulla
qualità globale del suono.
In questa
configurazione il carico collegato in uscita non deve richiedere
molta corrente e non deve presentare una bassa capacità,
diversamente il circuito esce dalle condizioni operative ottimali
e si produce distorsione.
Un generatore di
corrente può essere realizzato in vari modi, in questo caso è
stata utilizzata la configurazione C4S (Camille Cascode Constant
Current Source) sulla base di informazioni reperite in rete
http://www.ecp.cc/c4s.html,
Il circuito si
basa su due transistor PNP in configurazione cascode e polarizzati
con led speciali a bassa corrente (HLMP4700). La corrente erogata
dal circuito è determinata da un trimmer che può essere regolato
per un minimo di 2,2mA fino ad un massimo teorico di 1 A.
La Figura 3
illustra le caratteristiche di trasferimento della valvola 7119
alimentata a 120V.
La linea
verticale rossa si riferisce alla corrente di lavoro scelta, in
questo caso 12mA, ed incontra la curva relativa al fattore di
amplificazione (u) nel punto rosso; da qui si traccia la linea
orizzontale rossa e si ha il valore teorico pari a 23.
La linea
verticale rossa incontra anche la curva relativa alla tensione di
griglia (Vg) nel punto blu, da qui si traccia la linea orizzontale
blu che corrisponde al valore di -4V.
Infine il punto
verde determina la resistenza interna della valvola (Ri) per il
punto di lavoro scelto, corrispondente a circa 2,5kohm.
Curve caratteristiche della valvola
7119

A questo punto
si deve scegliere il carico da applicare sull’anodo della valvola.
Si utilizzano
quindi le curve caratteristiche che indicano il funzionamento in
funzione di corrente, tensione anodica e tensione di griglia.
Nella
configurazione classica il carico anodico è rappresentato da un
resistore che comporta una retta di carico obliqua (vedi linea
rossa di esempio in Figura 4), si cerca quindi di mantenere la
polarizzazione costante bypassando il resistore catodico con un
condensatore di valore adeguato.
Invece,
utilizzando un generatore di corrente, la retta di carico è
teoricamente orizzontale (vedi linea verde in Figura 4). La
caratteristica di carico orizzontale, in via del tutto teorica,
non richiede il condensatore di bypass, in realtà il resistore
catodico contribuisce all’impedenza di uscita dello stadio e
quindi è meglio mantenere il condensatore di bypass.


4:
rette di carico
Vediamo qualche
calcolo.
Per ottenere la
polarizzazione richiesta il resistore catodico deve avere valore
pari a:
R = Vg / Ia
R = 4 / 0,012 =
333ohm
Con buona
approssimazione si può considerare il valore di 330ohm (si ha una
tensione di 3,96V).
Supponendo di
utilizzare un condensatore di bypass catodico da 1000uF, la
frequenza limite del filtro RC è pari a:
f = 1/2piRC = 1
/ (6,28*330*1000E-6) = 0,48Hz
In questo modo
il bypass è assicurato per tutte le frequenze della banda audio.
Il guadagno
teorico dello stadio è calcolato con la formula:

Dove:
Ro = impedenza
di uscita
ra = resistenza
interna della valvola (2500ohm)
Rp = resistenza
di carico (5Mohm)
Rk = resistenza
catodica (330ohm)
Ro = {5M * [2500
+ (22,9+1)*330]} / [5M + 2500 + (22,9+1)*330] = 10,3kohm
Bypassando il
resistore catodico si annullano vari termini e si ha:
Ro = (5M * 2500)
/ (5M + 2500) = 2498ohm
Praticamente la
resistenza interna della valvola.
Come già
descritto il segnale amplificato è prelevato sull’anodo della
valvola, occorre quindi separare la tensione continua dal segnale
audio mediante un condensatore che deve essere di buona qualità.
In questo caso è
stato utilizzato un componente da 2,2uF in polipropilene e
l’uscita è polarizzata a massa da un resistore di valore 1Mohm.
Si realizza così
un filtro passa-alto caratterizzato da un punto di taglio di:
f = 1 / 6,28 RC
= 1 / (6,28 * 1E6 * 2,2E-6) = 0,07Hz
Lo stadio di
uscita è completato da un circuito di muting che evita di inviare
in uscita i segnali transitori che si verificano durante la fase
di riscaldamento della valvola.
In pratica due
relè, uno per canale, tengono le uscite collegate a massa per un
tempo di circa 30 secondi determinato da un timer posto sulla
scheda ausiliaria (vedi paragrafo 7.1). In questo modo il percorso
del segnale audio non è deteriorato da contatti posti in serie.
Utilizzando la
valvola ECC99 occorre rivedere tutti i calcoli in quanto questa
valvola ha caratteristiche di funzionamento leggermente diverse.
Il datasheet
della JJ indica il punto di lavoro ottimale per una tensione
anodica di 150V, corrente di 18mA e tensione di griglia di –4V.
Per questo punto di lavoro il guadagno risulta pari a 22 e la
resistenza di anodo pari a 2.3kohm.
Per ottenere la
polarizzazione richiesta il resistore catodico deve avere valore
pari a:
R = Vg / Ia
R = 4 / 0,018 =
222ohm
Con buona
approssimazione si può considerare il valore di 220ohm (si ha una
tensione di 3,96V).
Se il
condensatore di bypass catodico ha un valore di 1000uF, la
frequenza limite del filtro RC risulta pari a 0,72Hz
Il guadagno
teorico dello stadio è pari a 22 volte e l’impedenza a resistore
bypassato è di 2300ohm.
La tensione di
alimentazione dipende dal punto di lavoro scelto e dal generatore
di corrente.
Le
raccomandazioni relative all’uso del generatore di corrente C4S
indicano di utilizzare una tensione superiore di almeno 40V
rispetto a quella presente sull’anodo, in questo caso quindi il
circuito viene alimentato con una tensione di 120 + 40 = 160V.
Se si usa una
valvola ECC99 occorrono invece 190V.
Nonostante la
reiezione ai disturbi propria del generatore di corrente, è meglio
filtrare accuratamente le tensioni, anche per aumentare la
separazione tra i canali.
I filtri sono
basati su semplici celle RC che provocano un’ulteriore caduta di
tensione, quindi la tensione totale di alimentazione è aumentata a
220V.
Lo stadio di
uscita è implementato su un apposito circuito stampato che include
tutti i componenti ad esclusione degli alimentatori.
La valvola
E182CC ha un ingombro in altezza superiore rispetto alle altre
valvole noval, per evitare di forare il coperchio superiore è
stata montata direttamente sul circuito stampato senza
interposizione di zoccolo.
In merito a
questa soluzione ho seguito un consiglio che Diego Nardi ha
scritto su costruire Hi-Fi, effettivamente se una valvola è
polarizzata correttamente ha una durata anche superiore
all’apparecchio stesso; se si guasta, si dissalda e si
sostituisce. Uno zoccolo inserisce resistenze addizionali e
ingombro in altezza.
Per saldare
direttamente una valvola su circuito stampato occorre fare un
lavoro di preparazione:
1.
Pulire per bene i piedini con una spazzolina
metallica montata su un trapano da modellismo. Ovviamente se i pin
sono dorati l’operazione di pulitura è inutile e dannosa.
2.
Una volta che i piedini sono ben lucidi si devono
ravvivare con stagno, magari addizionato di argento. E’
consigliabile non insistere troppo con il saldatore per evitare di
danneggiare le giunzioni vetro-metallo, se un piedino proprio non
ne vuole sapere di stagnarsi è meglio ricorrere ad un poco di
flussante (di buona qualità).
3.
Una volta completate le saldature occorre ripulire
accuratamente con un adeguato solvente tutti i residui del
flussante altrimenti lo sporco può provocare contatti indesiderati
e scoppiettii alquanto fastidiosi.
I transistor di
potenza dei generatori di corrente devono essere montati su
dissipatori ed isolati mediante gli appositi kit (ci sono non meno
di 120V sul collettore), per quanto riguarda gli altri transistor
(2N2907) occorre verificare la potenza dissipata, comunque
rimanendo al di sotto di 1/2 W non occorre il dissipatore.
La corrente deve
essere accuratamente regolata a 12mA (18mA per la ECC99), allo
scopo sulla scheda sono previsti due ponticelli per interrompere
il collegamento alla valvola ed effettuare la taratura (vedi
Capitolo 8).
Il collegamento
con i connettori di uscita è realizzato con doppini intrecciati,
ogni filo è di rame OFC argentato ed isolato in teflon.
I connettori di
uscita sono dorati e montati su un’apposita schedina assieme ai
relè di muting.
La massa dei
connettori di uscita è collegata al telaio mediante condensatori
ceramici da 1nF; in questo modo si elimina completamente qualsiasi
traccia di ronzio.
I relè di muting
dovrebbero essere preferibilmente del tipo utilizzato in
telefonia, in questo caso sono stati utilizzati due relè NEC
EAS2-5, si tratta di componenti piuttosto piccoli dotati di
contatti dorati e sigillati. Le bobine operano a 5V nominali e
collegate in serie per utilizzare un’alimentazione di 11V, in
questo modo non ci sono incertezze nell’azionamento.
R1, R9: 1kohm – 1/4W 1% Beyshlag
R2, R10: 100ohm – 1/4W 1% Beyshlag
R3, R11: 330ohm – 1 W 1% Beyshlag
R4, R12: 1Mohm – 1/4W 1% Beyshlag
R5, R13: 12kohm – 1W 1% Beyshlag
R6, R14: 47kohm – 1W 1% Beyshlag
R7, R15: trimmer multigiri 500ohm cermet
R8, R16: 4,7kohm – 2W 5%
C1, C5: 1000uF – 35V Elna Cerafine
C2, C6: 2,2uF – 400V Audin Cap MKP
C3, C7: 22uF – 400V Elettrolitico
C4, C8: 1nF ceramico
DL1, DL2, DL3, DL4: Led HLMP4700 a bassa
corrente
D1: 1N4003
Q1, Q3: 2N2907
Q2, Q4: MJE350 con
dissipatore
V1: Valvola 7119 o
E182CC o ECC99
·
Connettori vari
·
2 Relè NEC EAS2-5
·
2 Connettori RCA isolati
La sezione di
alimentazione è divisa in più parti:
Fare riferimento
allo schema “TRAFO”.
La tensione di
rete è prelevata da una vaschetta IEC protetta con fusibile. Il
cavo di collegamento interno verso l’interruttore di accensione è
dotato di un anello di ferrite allo scopo di sopprimere eventuali
disturbi RF provenienti dall’esterno.
Al fine di
limitare l’emissione di disturbi le linee di alimentazione dei
trasformatori hanno in parallelo un condensatore in classe X2.
Il filo di terra
è collegato ad un punto metallico del telaio a cui fa capo anche
lo schermo elettrostatico del trasformatore toroidale T2. Al fine
di ridurre i disturbi il telaio non è collegato direttamente alla
massa elettrica, bensì mediante un filtro dinamico posizionato
sulla scheda dell’alimentatore centralizzato.
Per minimizzare
le interferenze tra parte analogica e parte digitale sono state
utilizzate alimentazioni separate a partire dai trasformatori,
entrambi di tipo toroidale. La soluzione è più costosa, ma, i
benefici che se ne ricavano ripagano ampiamente l’esborso.
I trasformatori
toroidali hanno un bassissimo flusso disperso e vibrano meno
quindi, teoricamente, presentano minori problemi di posizionamento
rispetto ai normali trasformatori a lamierini.
Il trasformatore
TF1 per la parte digitale è dotato di tre avvolgimenti a 12V e
deve avere una potenza di almeno 20VA, si può tranquillamente
utilizzare un trasformatore toroidale del tipo per
illuminotecnica.
In questo caso
ho utilizzato un trasformatore da 2x12V - 50VA recuperato in una
fiera, il terzo avvolgimento è stato realizzato avvolgendo a mano
le spire necessarie in filo di rame da 0,6mm.
Il trasformatore
TF2 per la parte analogica ha diversi avvolgimenti secondari,
rispettivamente:
-
12 +
12V – 100mA;
-
24V –
100mA;
-
230V –
80mA;
-
9V –
2A.
In questo caso
si tratta di un componente realizzato su misura dalla CEESAS di
Mirko Magrini, un bellissimo toroidale resinato ed incapsulato in
contenitore metallico.
Per informazioni
consultare il link
http://www.ceesas.com/it_contatti.htm
NOTA:
Il trasformatore TF1 senza contenitore stonava un po’ a confronto
con il trasformatore professionale TF2, allora ho realizzato il
contenitore artigianale che si può vedere nelle foto.
Si tratta di una
scatola di lamierino (che conteneva caramelle), adeguatamente
lavorata e verniciata in nero lucido. Internamente la scatola è
stata rivestita di materiale bituminoso avente lo scopo di
bloccare ed isolare il trasformatore.
Fare riferimento
allo schema “PSU_BT”
Gli alimentatori
di bassa tensione sono utilizzati per alimentare rispettivamente:
-
Stadio
PLL e Ricevitore;
-
Stadio
DAC.
Questi
alimentatori sono incentrati su due circuiti di rettifica e
livellamento alimentati da due degli avvolgimenti secondari del
trasformatore toroidale TF1.
Le tensioni sono
raddrizzate mediante ponti realizzati con diodi veloci dotati di
condensatori antidisturbo. Le tensioni sono livellate e filtrate
da celle CRC realizzate con condensatori a bassa impedenza.
In uscita dal
primo alimentatore è così disponibile una tensione non regolata di
13V. Con questa tensione si alimentano i regolatori locali della
scheda PLL.
Il secondo
alimentatore è regolato e funziona in base al principio “Virtual
Battery”.
La regolazione
avviene mediante un MOSFET pilotato da una tensione di riferimento
di 13V, considerando una caduta di 3-4V sulla giunzione DS, si
ottengono 9V in uscita. La tensione di riferimento è ottenuta con
un diodo zener polarizzato da un generatore di corrente costante,
vari accorgimenti consentono di ridurre drasticamente il rumore
termico.
La particolarità
del circuito sta nel fatto che il MOSFET è pilotato in tensione, e
la corrente di pilotaggio richiesta sul suo GATE è irrisoria.
Quindi, se la tensione di pilotaggio è “pulita” da qualsiasi
forma di rumore, anche la tensione in uscita risulta alquanto
pulita, simulando pertanto un’alimentazione a batteria.
Questo blocco
comprende tutti i circuiti necessari per alimentare i tre
regolatori locali della scheda DAC.
Il primo
avvolgimento a 12+12V del trasformatore TF2 alimenta un ponte di
diodi veloci dotati di condensatori di soppressione a cui segue un
filtro CRC realizzato con condensatori a bassa impedenza.
Si ottiene così
una tensione duale di 11V non regolata con cui si alimentano i
regolatori locali a +5V e -5V.
L’avvolgimento a
24V del trasformatore TF2 alimenta un regolatore “virtual battery”,
quindi un ponte di diodi veloci dotati a cui segue un energico
filtro CRC realizzato con condensatori a bassa impedenza. In
questo caso la tensione è regolata a 21V da un MOSFET pilotato con
una tensione di riferimento di 24V considerando una caduta di 3V
sulla giunzione DS.
Gli alimentatori
BT sono implementati su un apposito circuito stampato che
comprende tutti i componenti, ad esclusione dei soli trasformatori
che sono montati su un telaio a parte.
Le masse dei
vari alimentatori sono mantenute separate e si interconnettono
localmente mediante le connessioni di segnale tra le varie schede.
R1, R2: 10ohm – 1W 5%
R3: 2,7kohm – 1/4W 1% Beyshlag
R4, R11: 100ohm –
1/4W 1% Beyshlag
R5, R12: 4,7kohm –
1/4W 1% Beyshlag
R6, R13: 220ohm – 1/4W 1% Beyshlag
R7, R8: 39ohm – 1W 5%
R9: 47ohm – 5W Resista
R10: 5,6kohm – 1/4W 1% Beyshlag
R14: 470kohm –
1/4W 1% Beyshlag
C1, C2, C3, C4, C7, C8, C9, C10, C18,
C19, C20, C21, C26, C27, C28, C29: 470pF
ceramico
C5, C6, C11,
C12, C22, C23, C24, C25: 1000uF – 35V Rubycon ZLH
C13, C14, C34,
C35: 10nF Wima MKS-4
C15, C16, C36,
C37: 22uF – 50V Rubycon ZLH
C17: 100uF –
25V Rubycon ZLH
C30, C31, C32,
C33, C38: 1000uF – 50V Rubycon ZLH
C39: 1uF –
400V MKS
C40, C41, C42,
C43, C44: 1nF ceramico
D1, D2, D3, D4,
D5, D6, D7, D8,
D14, D15, D16,
D17: UF4007
D9, D10, D11,
D22, D23, D24: 1N4148
D12, D13, D25,
D26: 1N4004
D18,
D19, D20, D21: 1N5819
DZ1: Zener 13V
– 1W
DZ2: Zener 24V
– 1W
Q1,
Q3: MPSA92
Q2,
Q4: IRF530 o IRF540
Fare riferimento
allo schema “PSU_OUT”.
Questo blocco
fornisce l’alta tensione e la tensione di alimentazione filamento
per la valvola dello stadio di uscita, si utilizzano gli
avvolgimenti a 230V e 9V del trasformatore TF2.
La tensione
alternata a 230V è raddrizzata da diodi veloci e livellata da un
condensatore elettrolitico a bassa perdita bypassato con un
condensatore in polipropilene.
La regolazione
al valore finale richiesto avviene mediante il circuito “virtual
battery” utilizzando un MOSFET pilotato da un’adeguata tensione di
riferimento.
La tensione di
riferimento è generata da diodi zener collegati in serie e
alimentati da un generatore di corrente costante. Ogni diodo zener
è bypassato da un condensatore per ridurre la tensione di rumore.
La tensione di
riferimento è quindi applicata ai gate dei mosfet mediante filtri
CRC che abbattono ulteriormente il rumore.
Il livello di
rumore misurato all’uscita è di circa 4mV.
La tensione
alternata di 9V è raddrizzata da un ponte e livellata da due
grossi condensatori elettrolitici per ottenere una tensione grezza
di circa 12V. Segue quindi uno stabilizzatore di tipo serie basato
su un regolatore variabile LM317 in grado di sopportare una
corrente di 1.2A e configurato con un trimmer per regolare la
tensione di uscita a 6,3V come richiesto dalla valvola E182CC.
La massa
dell’alimentatore è riferita alla massa di alta tensione.
Gli alimentatori
dello stadio di uscita sono implementati su un apposito circuito
stampato che comprende tutti i componenti.
E’ importante
notare che in questo stadio ci sono alcuni componenti che
dissipano una discreta quantità di calore:
-
La
resistenza di polarizzazione del generatore di corrente costante
sull’alimentatore HT dissipa circa 1,2W; è stata realizzata con
due resistenze antifiamma da 2W cadauna poste in parallelo e
montate sul lato inferiore della scheda in modo che siano a
contatto con il telaio metallico (previa interposizione di
un’adeguata guaina isolante resistente alle alte temperature)
-
Il
MOSFET di regolazione di alta tensione deve essere montato su
un’aletta dissipatrice utilizzando un apposito kit di isolamento
(ci sono circa 310V sull’aletta del componente)
-
Il
circuito integrato di regolazione della tensione dei filamenti
deve essere montato su aletta dissipatrice, in questo caso non è
necessario il kit di isolamento.
R1: 2 resistenze da 150kohm – 2W
antifiamma (in parallelo)
R2: 100W – 1W 5%
R3: 4,7kohm – 1/4W 1% Beyshlag
R4, R6: 220ohm – 1/4W 1% Beyshlag
R5: 15kohm – 1/4W 1% Beyshlag
R7: 680ohm – 1/4W 1% Beyshlag
R8: trimmer multigiri 500ohm
cermet
C1: 330uF – 400V
Elettrolitico Kendeil (bassa ESR)
C2, C10: 100nF – 400V Wima
MKP-10
C3, C4, C5, C6:
10nF – 400V Wima MKS-4
C7,
C8: 10uF - 400V
Elettrolitico
C9: 150uF – 400V
Elettrolitico Kendeil (bassa ESR)
C11, C12: 4700uF – 25V Elettrolitico
C13, C15: 1uF – 63V Wima MKS-4
C14: 10uF – 63V Elettrolitico
D1, D2, D3, D4: UF4007
D5,
D6, D7: 1N4148
D8,
D9: 1N4007
DZ1,
DZ2: Zener 100V – 5W
DZ3: Zener 24V – 1W
B1: Ponte raddrizzatore 4A
Q1: MPSA92
Q2: IRF830 con aletta di dissipazione
U1: LM317 con aletta di dissipazione
Kit di isolamento per TO-220
Morsettiere per c.s.
Fare riferimento
allo schema “AUXI”.
La scheda
ausiliaria comprende il timer che pilota il circuito di muting e
tre led indicatori di stato.
Questa scheda ha
un semplice alimentatore a 12V realizzato con la classica
configurazione ponte, condensatore ed integrato di regolazione
serie.
All’accensione
dell’apparato la presenza della tensione di 12V viene indicata dal
led blu DL1.
Il timer è
basato sul classico LM555 configurato a monostabile.
All’accensione del sistema l’uscita del timer si porta ad una
tensione di 12V per circa 30 secondi. In questa condizione si
provoca l’accensione del led rosso contenuto in DL2.
Scaduto il tempo
di attesa, l’uscita del timer si porta a massa, a questo punto si
spegne il led rosso e si accende il led verde contenuto in DL2, al
tempo stesso si attivano i relè del circuito di muting per
rimuovere il cortocircuito a massa.
Il led bicolore
DL3 è pilotato dai segnali RED, GREEN e COM forniti dal circuito
indicatore di stato del PLL.
Il led può avere
tre stati corrispondenti rispettivamente a:
-
Spento: presenza di segnale in ricezione
e PLL agganciato
-
Verde: presenza di segnale in ricezione e PLL in
ricerca di aggancio
-
Rosso: assenza di segnale in ricezione e PLL in
oscillazione libera
Durante la fase
di ricerca di aggancio il led lampeggia diverse volte prima di
spegnersi, normalmente l’aggancio è trovato dopo circa 5 secondi.
NOTA:
Ho verificato diversi comportamenti delle meccaniche di lettura,
per esempio la meccanica di lettura Philips del mio PC interrompe
il segnale di clock tra un brano e l’altro (probabilmente dipende
dal software) forzando quindi la ricerca di aggancio.
Invece altri
lettori mantengono il segnale di clock sulle interfacce SPDIF in
modo costante, anche in assenza di dischi da leggere. Per esempio
il lettore Yamaha DVD S-550 mantiene costante il clock in uscita e
mantiene il led di monitor (Validità dati ricevuti) sempre acceso.
La prova effettuata con un lettore Meridian 508 ha indicato invece
un comportamento diverso in cui si ha il clock in uscita, ma il
led di monitor si accende solamente se c’è un disco in lettura.
La scheda
ausiliaria è alimentata dal terzo avvolgimento a 12V del
trasformatore TF1 ed è montata a ridosso del pannello anteriore. I
led sono montati su una schedina che è fissata direttamente dietro
al pannello anteriore e collegata mediante un connettore a 8 poli.
La
componentistica utilizzata per questa scheda è di tipo normale.
R1:
1,2Mohm – 1/4W 5%
R2, R3: 680ohm –
1/4W 5%
R4, R5: 10kohm –
1/4W 5%
C1: 1000uF – 35V elettrolitico
C2, C3,
C6: 100nF multistrato
C4: 100uF – 25V elettrolitico
C5: 22uF – 25V elettrolitico
D1: 1N4148
DL1: Led blu 3mm
DL2, DL3: Led bicolore 3mm
Q1,
Q2: 2N5401 o BC557
U1: 7812
U2: LM555
Varie

Nonostante la
complessità del sistema ci sono poche regolazioni da effettuare ma
importanti.
-
Prima
di collegare gli alimentatori ai vari circuiti misurare tutte le
tensioni disponibili in uscita, quindi:
-
+16V
dall’uscita di alimentazione stadio PLL
-
+9V
dall’uscita di alimentazione stadio ricevitore
-
+16
e –16V dall’uscita di alimentazione digitale DAC
-
+21V
dall’uscita di alimentazione analogica DAC
-
+220V dall’uscita di alimentazione alta tensione (con valvola
E182CC)
-
Regolare il trimmer R8 sull’alimentatore filamenti fino a
leggere in uscita +6,3V
-
Verificare che non ci siano circuiti integrati inseriti negli
zoccoli delle schede ricevitore e PLL.
-
Collegare gli alimentatori alla scheda ricevitore.
-
Tra
i pin 14 e 7 del circuito integrato U5 misurare 5V
-
Tra
i pin 22 e 21 del circuito integrato U6 misurare 5V
-
Tra
i pin 7 e 8 del circuito integrato U6 misurare 5V
-
Collegare gli alimentatori alla scheda PLL
-
Tra
i pin 14 e 7 dei circuiti integrati U1, U2, U3, U4 e U5
misurare 5V
-
Tra
i pin 7 e 4 del circuito integrato U6 misurare 6V
-
Tra
i pin 14 e 7 del VCXO misurare 5V
-
Una
volta verificate le tensioni spegnere gli alimentatori, quindi
impostare la modalità di funzionamento:
-
uso
del clock interno al chip CS8412: ponticelli TB01, TB02, TB03
aperti
-
uso
del PLL: ponticelli TB01, TB02, TB03 chiusi
-
Inserire i circuiti integrati nei vari zoccoli prestando
attenzione al verso, alimentare il tutto e ripetere le misure di
tensione come indicato ai punti precedenti.
-
Verificare che non ci siano circuiti integrati inseriti negli
zoccoli della scheda DAC.
-
Collegare gli alimentatori alla scheda DAC.
-
Tra
i pin 28 e 14 dei circuiti integrati misurare 5V
-
Tra
i pin 26 e 14 dei circuiti integrati misurare –5V
-
Regolare il trimmer R6 per misurare una tensione –15V tra i
pin 15 e 5 dei circuiti integrati.
-
Una
volta verificate le tensioni spegnere gli alimentatori,
attendere qualche minuto per scaricare i condensatori. Quindi
inserire i circuiti integrati negli zoccoli e ripetere le
misure, eventualmente ritoccare il trimmer R6 per compensare la
tensione a –15V.
-
Collegare lo stadio di uscita al relativo alimentatore di alta
tensione e filamenti avendo cura di aprire i ponticelli TB04 e
TB05.
-
Accendere l’alimentatore e misurare le tensioni, se necessario
ritoccare R8 per regolare la tensione a 6,3V.
-
Predisporre un tester per misure di corrente continua con fondo
scala 20 o 50mA, aprire il ponticello TB04 e collegare il tester
come illustrato in Figura 5, quindi regolare R7 fino a leggere
una corrente di 12mA.
-
Ripetere l’operazione del punto 12 collegando il tester sul
ponticello TB05 e regolare R15 per leggere una corrente di 12mA.

5:
Collegamento del tester per la misura della corrente
-
Attendere qualche minuto e ripetere le verifiche per controllare
la stabilità dei generatori di corrente.
-
Spegnere gli alimentatori, quindi inserire i ponticelli TB04 e
TB05.
In questo
sistema sono presenti circuiti che operano a frequenza piuttosto
alta, occorre pertanto rispettare alcuni accorgimenti per ridurre
le interferenze elettromagnetiche. Guido Tent (ancora lui)
fornisce delle ottime indicazioni su come procedere
http://www.tentlabs.com/InfoSupport/Technology/page35/files/Supply_decoupling.pdf
Per eliminare le
interferenze, in commercio, sono disponibili degli ottimi filtri
già pronti (Murata), ma si possono facilmente realizzare in
proprio basandosi sul dettaglio di Figura 6.
In pratica si
tratta di realizzare un ponticello di filo di rame stagnato o
argentato (diam. 1mm) su cui inserire due perline di ferrite del
tipo utilizzato nei circuiti RF per evitare oscillazioni
parassite.
Attenzione che
la ferrite è conduttiva e quindi bisogna verificare che le perline
non si trovino a contatto né con il piano di massa né con altri
componenti; occorre pertanto eliminare il rame attorno ai fori in
cui vanno inseriti questi filtri, oppure inserire un anello
isolante tra la perlina e il piano di massa.

6:
Schema di realizzazione del filtro antidisturbo
Il cabinet è
organizzato come illustrato in Figura 7.

7:
organizzazione del cabinet
Esternamente il
cabinet è realizzato con una cornice di mogano alta 80mm, larga
440mm e profonda 320mm. Internamente la struttura è irrobustita da
una cornice di legno alta 70mm che sostiene il pannello di fondo e
il pannello superiore. Per scopi di schermatura la cornice
interna è rivestita con fogli di alluminio.
Considerando gli
spessori dei listelli utilizzati (10mm), lo spazio interno utile è
di 400x300mm.
La struttura di
base è costituita da un pannello in MDF da 4mm a cui sono
applicati quattro piedini cilindrici di alluminio. Internamente il
pannello di fondo sorregge una base realizzata in alluminio da
2mm,
I trasformatori
sono fissati mediante viti passanti 4MA su un controtelaio
realizzato con una lamiera di alluminio spessa 2mm. Al fine di
disaccoppiare meccanicamente i trasformatori, e quindi evitare la
propagazione di vibrazioni, il controtelaio è fissato al pannello
di fondo mediante viti 3MA e l’interposizione di uno strato di
gomma spesso 5mm.
Le schede
elettroniche sono posizionate come illustrato in Figura 7, fissate
sulla base di alluminio mediante viti e dadi M3 in acciaio inox.
La testa delle viti è svasata e posta sul lato inferiore della
base di alluminio, due o tre dadi formano il distanziatore.
La scheda
relativa dello stadio valvolare è distanziata mediante strisce di
gomma spesse 5mm, in modo da avere un disaccoppiamento meccanico
dal telaio e qunidi ridurre la microfonicità della valvola.
Il DAC è stato
provato con varie configurazioni di impianto.
Le prime prove
sono state fatte utilizzando la meccanica di lettura Philips
integrata nel PC che utilizzo per la progettazione e i collaudi.
Non conosco assolutamente il DAC utilizzato per questo lettore,
ma, conoscendo Philips, penso che si tratti di un TDA1543 o un
TDA1545. Il confronto si può dire insegni in quanto ho utilizzato
come preamplificatore il mixer Behringer del mio piccolo studio di
registrazione ed una cuffia AKG. Ad ogni modo il suono fornito dal
DAC valvolare risulta più caldo e corposo rispetto a quello
fornito in uscita dal DAC integrato sulla meccanica di lettura.
Le prove
definitive sono state fatte sul mio impianto domestico
-
Lettore Yamaha DVD S-550
-
Preamplificatore SRPP di 6SN7
(autocostruito)
-
Finale SE di 6L6 (autocostruito)
-
Diffusori Scan-Speak
Reference (autocostruiti).
Il suono che
esce dall’assieme è molto coinvolgente, rotondo e assolutamente
non affaticante. La scena sonora è ben ricostruita e tutta la
banda audio è riprodotta in modo coerente con bassi precisi e non
invadenti, le medie e le alte frequenze sono il punto forte del
sistema (complice la presenza di valvole su tutto il percorso del
segnale) anche grazie ai Tweeter Revelator dei diffusori.
La vera prova
del fuoco è stata fatta su un impianto di riferimento gentilmente
messo a disposizione da un collega:
Il lettore
Meridian 508.24 è dotato di un DAC di tipo Delta-Sigma (Crystal)
con oversampling che porta la conversione a 24 bit e stadio di
uscita a semiconduttori.
Da questo
confronto è stato evidenziato il concetto espresso da Kusunoki: la
soluzione con oversampling predilige la precisione, mentre senza
oversampling si predilige la musicalità.
Il lettore
Meridian restituisce la musica in modo limpido e fin troppo
preciso, con la tipica “freddezza” del digitale, tuttavia
l’amplificatore con le 845 restituisce un po’ di calore e rende
più coerente il tutto.
Il DAC senza
oversampling e con uscita a valvola restituisce un suono più caldo
e musicale, un pochino meno dettagliato rispetto a quello del
Meridian, ma stiamo parlando di micro-dettagli che pochi diffusori
sono in grado di riprodurre (le trombe delle AvantGarde non
lasciano scappare niente).
Ad ogni modo il
proprietario di questo fantastico impianto è rimasto notevolmente
impressionato dalla qualità sonora di questo DAC. Ha definito il
suono molto coinvolgente anche se, a suo dire, troppo “rotondo”
rispetto ai suoi gusti.
Il commento
finale è stato che si tratta di un oggetto sicuramente in grado di
migliorare la qualità di qualsiasi lettore di fascia medio-bassa e
di restituire un po’ di “analogico” alla freddezza del digitale.
Gli schemi:



Alcune foto:

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