Autocostruzione        

Amplificatore per cuffie di Marco

 

 

 Di cosa si tratta

Ampli per cuffie

Chi lo ha costruito

Marco  mdondi@yahoo.it

 

Ciao,

sono Marco e mi dedico da anni (piu' di 20) all'hobby dell'elettronica.

Da quando ho scoperto il sito di Davide mi sono accorto che le mie realizzazioni, pur essendo curate circuitalmente, hanno spesso un aspetto orrendo: scatole di multistrato con viti in bella vista ed altre brutture... fortuna che si puo' sempre migliorare!

 

La gattina di Marco sul suo pianoforte

 

Spesso mi capita di dover trascorrere qualche ora sul treno e cosa c'e' di meglio se non un libro e un lettore MP3? Un lettore MP3 collegato ad un ampli portatile che dia un po' piu' di birra alle cuffie!

Ok, le cuffie non sono quelle dell'MP3, sono migliori (le Grado comunque rimangono a casa), altrimenti non ne varrebbe la pena.

Trovato lo schema elettrico e modificato ad hoc (per i miei gusti), mancava solo il contenitore.

Dopo aver navigato e poi navigato facendomi venire il mal di mare, ho finalmente trovato quello che faceva al caso mio: l'amplificatore Grado RA1.

Lo so, costa un occhio, ma dovevo solo copiare l'estetica, non tutto quanto!

 

 

Corro subito dal mio fornitore di legname di fiducia, economico e sempre a disposizione: mio suocero! Non vende legname ma raccoglie la legna per il camino e spesso trova delle bellissime querce e roveri sradicate e lasciate sulla ghiaia dal Ticino quando si ritira dopo la piena. Scelgo subito un bell'asse massiccio di circa 5cm stagionato da circa 3 anni e me ne faccio tagliare due pezzetti.

A causa di impegni e rimandi, ecc.. i due ritagli rimangono in casa per circa un altro annetto e finalmente mi metto a lavorare.

Non vi dico la soddisfazione di scavare il legno massello con le mani, il profumo di tannino che si sprigiona dal rovere, la sensazione di avere tra le mani un oggetto 'vivo'!

 

Siccome non ho attrezzature specifiche ho adoperato quello che ho in cantina:

 

- un trapano a mano (prima o poi gli affianchero' un trapano a colonna)

- punte da ferro di varie misure

- una levigatrice a nastro comprata in offerta al brico o al supermercato, non ricordo bene

- un set di scalpelli di qualita'

- carta vetrata di diverse gradazioni

- una tonnellata di sudore

- una vescica nella mano sinistra

- senno e ponderatezza come si legge al comma 3 dell'articolo 1 dell' "Istruzione per il servizio del Personale di Condotta delle Locomotive" (IPCL)

- non ho utilizzato ne' polveri magiche ne' riti propiziatori, tanto so che con me non funzionano.

 

Ho fatto tagliare in misura abbondantina il legno per poter lavorare in sicurezza.

Con la levigatrice ho dato una prima sgrossata per squadrare bene il blocchetto; col trapano ho costellato il fondo di fori stando bene attento a non fare fori passanti!

Poi con gli scalpelli e molta attenzione ho iniziato a scavare:

 

 

Dopo aver rifinito per bene lo scavo e praticato le aperture necessarie, sono passato all'esterno con la carta abrasiva fino ad ottenere una superficie praticamente lucida.

Il tutto e' stato rifinito con la cera per mobili di colore neutro per preservare il colore naturale.

La schermatura e' fatta con il foglio di alluminio per cucina, economico e ottimo.

Una volta riempito il contenitore con del buon vino..

ops, il contenitore con il circuito, ho trovato un bel pezzo di faesite per il fondo.

Si' la faesite, non l'alluminio perche' non ne avevo neanche una briciola e poi volevo finirlo per portarlmelo in giro! Appena ho un po' di tempo lo sostituisco, promesso! Anzi, non mettero' piu' i feltrini ma dei gommini autoadesivi che mi ha gia' procurato mia moglie.

 

Ecco le foto:

 

 

Lo schema elettrico e' una modifica di un articolo comparso sul sito Headwize:

 

http://headwize.com/projects/showproj.php?file=equal_prj.htm

(inserire SCHEL.JPG)

In pratica ha uno stadio di ingresso che separa l'equalizzatore di tipo 'tilt' e uno stadio di uscita preso pari pari dal datasheet dell'OPA2604 della Burr-Brown.

Il prototipo era cablato in aria ma poi ho fatto di corsa lo stampato con il pennarello usando una basetta doppia faccia: una faccia per la schermatura e l'altra per le piste su cui ho saldato anche i componenti, facendo solo i fori per gli zoccoletti degli operazionali.

 

Dettaglio della spesa:

 

CONTENITORE:

- Blocchetto di legno di rovere massello: regalo del suocero = 0.00Euro

- Vari attrezzi: li avevo gia'

- Senno e ponderatezza: fanno parte del mio lavoro

- Cera per mobili di colore neutro: 7,50Euro (ne e' avanzata abbastanza per farne circa un migliaio!!)

- Gommini autoadesivi : 1,50Euro

TOTALE: 9,00Euro

 

CIRCUITO:

- Amplificatori operazionali: 20Euro circa

- Una manciata di resistenze: pochi cents

- Una manciata di condensatori: circa 4Euro

- 2 potenziometri: forse 5Euro (li avevo in casa)

- Presa Jack stereo: 1Euro

- 2 prese RCA dorate: 1,50Euro

- Deviatore: 1Euro

- 2 morsetti per pile da 9 Volt: 1 Euro

TOTALE: 35Euro circa

Insomma, non e' una cifra spropositata, mi pare e soprattutto il lavoro e' alla portata di tutti!

Certo che se avessi avuto una fresa...

Il circuito non ha grosse pretese nel campo dell'Hi-Fi ma si destreggia bene, considerato il fatto che lo uso in treno, non in casa senza rumore di sottofondo.

Ciao a tutti e buon lavoro!

Marco.

 

Lo schema:

 

 

Il cavo adattatore:

 

Appena ho letto che qualcuno suggeriva di fare i cavi di segnale con il cavetto USB mi si e' accesa la lampadina: corro a guardare nel cassetto e guarda un po'! Un cavo USB corto che non utilizzo! Subito lo taglio in due e mi sorge un dubbio: come lo incastro nel jack, visto che e' da tre millimetri? Niente paura: tolgo la guaina esterna ai due spezzoni di filo per qualche centimetro senza intaccare la schermatura e li infilo in un tubetto termorestringente per tenerli insieme.

Mi sono trovato cosi' un cavo ad Y con due pezzi colorati di grigio e l'altro di nero.

Brutto.

Fortuna che c'e' il sito di Davide e cosi' , girando un po', ho visto che alcuni cavi costosi hanno un pezzetto di legno che li abbellisce ancora di piu'!

Rovisto nei ritagli di legno e trovo un pezzettino ad hoc che foro immediatamente per accogliere il cavetto che incollo con la colla a caldo, cosi' non si sfila.

Ora va un po' meglio.

Prendo una stringa di un vecchio paio di scarpe e rivesto gli spezzoni di cavo e, per abbellirlo (in foto non si vede), con del filo da cucire un po' spesso faccio una legatura per ogni lato della stringa, come faceva mio papa' con gli anelli della canna da pesca.

Un tocco civettuolo: saldo dei connettori dorati tanto per rendere un po' piu' vistoso il tutto!

Ecco fatto!

Spesa irrisoria e suono pulito, lo sentiro' bene quando sara' rodato

 

        

 

 

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