Prefazione: l'amico Danilo si buttato nella costruzione di questi diffusori, progettati dall'amico Alberto , molto semplici e piuttosto economici da costruire, ma che allo stesso tempo suonano propio bene.

Mi e' capitato di ascoltarli all'incontro di autocostruttori  a  Campogalliano e mi erano molto piaciuti, e come tutte le realizzazioni di Alberto un suono molto lineare e preciso , senza fronzoli e colorazioni particolari del suono.

Questa sua caratteristica lo notata in tutti i suoi diffusori, che ho avuto il piacere di ascoltare ai vari incontri, e che potete trovare  descritti sul sito www.autocostruire.it  .

Invece per chi e pigro e non ha voglia di costruirsi dei diffusori, ma vuole provare un prodotto di questo progettista, sul sito www.autocostruire.com  vi e' in vendita una coppia di diffusori , vedi foto sotto molto interessante.

Come sempre mi piace sottolineare che non prendo provvigioni, non sono stipendiato e non ho nessun utile personale a pubblicizzare queste cose.

Ma veniamo al progetto , questa e la prima parte e a breve arrivera' anche la seconda ed ultima parte , basta che diamo il tempo a Danilo di proseguire con i lavori di costruzione.

Ringrazio Danilo per la sua  descrizione veramente completa e scritta propio bene e vi lascio alla lettura ciaooooo   Davide www.audiocostruzioni.com


Un impianto per studenti squattrinati

Prima puntata: THE “SINGERS”

Prima parte

 

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Il titolo è un po’ provocatorio…ma prende spunto da una situazione frequente e apparentemente senza via d’uscita: quella in cui si trova l’audiofilo con pochi mezzi economici in procinto di farsi il suo primo (e magari definitivo) impianto hi-fi. Io, da bravo studente universitario appassionato di musica e buona riproduzione, rientro nella categoria. Dopo aver girato un po’ di negozi e visitato siti internet, tra cui Ebay, in cerca di usato sicuro, di buona marca e a basso prezzo, mi sono accorto che trovarlo è quasi impossibile: primo perché l’acquisto su Internet da privati è sempre rischioso; secondo perché i negozi che trattano l’usato lo vendono comunque a carissimo prezzo, con la scusa che è “garantito”. L’alternativa mi è stata offerta su un piatto d’argento dal mio carissimo amico Roberto, che qualcuno conoscerà di nome se ha visitato le pagine relative al mio convertitore autocostruito. Dopo che mi ha consigliato la strada da prendere e mi ha incoraggiato, insieme con lui abbiamo deciso di buttarci nell’autocostruzione del resto dell’impianto, a partire dai diffusori, per arrivare all’amplificatore e, infine, ad una nuova sorgente.

In queste pagine cercherò di illustrare  in modo chiaro e completo, anche grazie all’aiuto di molte immagini, le varie fasi che mi hanno portato alla realizzazione del progetto di Alberto Bellino per il diffusore Singer, comparso su Costruire HI-FI n.59. Essendo io assolutamente neofita nel mondo del DIY (Do It Youself = fai da te), incontrerò sicuramente delle difficoltà e dei problemi, la cui risoluzione spero possa essere utile a quanti vorranno cimentarsi nella realizzazione in proprio di un impianto hi-fi.

 

Prima di tutto le SCELTE: occorre individuare il tipo di amplificazione che più ci piace e di conseguenza il diffusore adatto. Qui non mi dilungo oltre…spero che ognuno abbia le idee chiare in proposito e se non le ha deve farsele, sennò come fa a decidere COSA costruirsi? Occorre ascoltare, ascoltare, ascoltare…di tutto, impianti da pochi euro e impianti hi-end, valvole e transistor, casse poco sensibili e casse molto sensibili, tradizionali e non (come ad esempio, larga banda e banda intera, linee di trasmissione, caricamenti a tromba, ecc….).

Io cercavo un diffusore di sensibilità medio-alta, in modo che si potesse interfacciare bene con amplificatori buoni e di bassa potenza: i watt “costano”, nel senso che l’ampli, a parità di qualità, più è potente più costa…..quindi meglio amplificatori semplici, di bassa potenza, con pochi componenti, ma molto raffinati, ben costruiti e ben suonanti. Questa è la filosofia “zen” nell’Alta fedeltà…quello che Van Der Rohe chiamava “less is more” in arhitettura: POCO MA BUONO. Inoltre volevo un diffusore dal suono non affaticante, non squillante, non tendente al freddo…adatto alla muica acustica, alla classica e al jazz, soprattutto.

Le singer in azione con tante altre cose a Campogalliano

 

Il progetto doveva essere però anche economico, perchè i soldi non ci sono, e ben suonante. In una parola: le “Singer” di Bellino, un diffusore da pavimento molto carino e snello, con i trasduttori caricati dalla più classica e semplice delle linee di trasmissione, il LABIRINTO ACUSTICO. Non la faccio lunga con la tecnica, chi vuole può andarsi a leggere l’articolo su CHF n.59, dico solo che si tratta di mettere un altoparlante all’inizio di un condotto dritto la cui sezione è pari alla superficie di emissione dell’altoparlante stesso. Nelle Singer tale condotto è posto in verticale dietro al pannello frontale, e gli altoparlanti sono due: il largabanda Monacor SP-165GI e il tweeter a cono SPP-90. Il primo è un altoparlante per chitarra da 16cm., molto valido e costruito molto bene; ha un cono in carta trattata e una sospendione fatta di ottimo materiale e sottilissima, cosa che rende l’altoparlante molto veloce. Il tweeter è a cono per mantenere coerente con il woofer il tipo di emissione, avvicinando le prestazioni delle Singer a quelle di un monovia.

Il crossover è realizzato con tre soli componenti: un condensatore sul tweeter, un condensatore sul woofer e un’induttanza avvolta in aria.

Il materiale è tutto qui.

Si può completare la realizzazione con cablaggio di buona qualità, ma niente di esoterico, morsetti, piedini smorzanti o punte (a seconda di gusti).

 

COMPONENTI, MATERIALI E COSTI

 

- Altoparlanti:

n.2 Monacor SP-165GI

n.2 Monacor SPP-90

si possono ordinare direttamente sul catalogo Monacor, se trovate un negozio che tratta il marchio (io ne ho trovati due senza cercare troppo, quindi sono componenti reperibilissimi e diffusi). Oppure sui siti Internet come quello della Digitex di Firenze, oppure www.autocostruire.it, dove li ho presi io, pagandoli quasi la metà del prezzo di listino!! Indicativamente: sui 30 Euro cad. il woofer e sui 10 Euro il tweeter.

- Componenti crossover:

            n.2 Condensatori elettrolitici non polarizzati (o poliestere) 3,3uF

            n.2 Condensatori polipropilene o poliestere 2,2uF

            n.2 induttanze 0,42mH

I condensatori in poliestere non si trovano facilmente nei negozi di elettronica, occorrerebbe ordinarli, ma molti obbligano a prenderne un numero minimo. Per quanto riguarda il condensatore da 3,3, Bellino indica l’utilizzo di un comune elettrolitico non polarizzato. Ho chiesto direttamente a lui se era il caso di usarne uno in poliestere e mi ha risposto affermativamente, essendo questi ultimi sonicamente migliori. Tenete però presente che quando si progetta un crossover lo si fa tenendo conto delle caratteristiche dei componenti, quindi l’uso di un elettrolitico np potrebbe avere comunque un senso. Il consiglio sarebbe quello di provarli entrambi…L’ induttanza da 0,42mH praticamente non esiste, occorre prenderne una di valore più alto e sbobinarla secondo le tabelle che vengono fornite dal costruttore (il più diffuso è Ciare, ma anche Monacor). Io ho preso tutto da Autocostruire, e loro gentilmente mi hanno fatto l’induttanza del valore giusto (anzi, no: 0,41mH – le tolleranze sono sempre…tollerate). Per dovere di cronaca devo dire che su tale sito si può ordinare il Crossover già finito, montato e collaudato da Alberto Bellino in persona. Però costa molto di più…credo che ci vogliano più di 50 Euro per entrambi i cross. Io ho comprato i componenti singolarmente e ho speso in tutto meno di 15 Euro.

- Mobile: per il solo MDF da 19mm si spendono sui 30 Euro, già tagliato, ma esclusi i fori. E’ eclusa anche la rifinitura, il cui costo è variabilissimo e dipende da come si vuole procedere: impiallacciatura in essenza naturale, impiallacciatura in vinilico, verniciatura…Io invece di impiallacciare il pannello frontale, ho realizzato un sandwich di mdf da 15mm tra due pannelli di multistrato di noce da 5mm. Spiegherò poi perché. Inoltre ho appesantito la base sovrapponendo una lastra di granito da 3 cm. di spessore. Solo queste lastre sono costate 23 Euro l’una (!!!!).

- Accessori: i morsetti di potenza dorati possono costare dai 3 ai 5 Euro l’uno, ne servono quattro. Per i piedini i costi sono molto variabili…le punte sono le più costose, si va dai circa 12 Euro per una confezione di 4 punte+sottopunte della Monacor, ai 13-15 Euro per UNA SOLA punta di quelle vendute nei negozi di Alta Fedeltà hi- end…Si possono usare bulloni con dado cieco, o piedini in gomma di tutti i tipi. Io ci metto 4 bulloncini fatti apuntire al tornio.

Chi vuole può realizzare una griglia di protezione, mediante un telaio in legno e della tela acustica. Quella della Ciare costa sui 6 Euro.

TOTALE: direi che non si superano i 150 Euro per il materiale più importante, quello che permette di realizzare delle Singer perfettamente funzionanti. Poi vanno aggiunti i costi di accessori e materiali per la rifinitura estetica.

Per avere dei diffusori finiti, anche esteticamente, come i modelli commerciali più costosi direi che si arriva sui 250 Euro.

 

 

REALIZZAZIONE

 

Il diffusore è stato un po’ modificato rispetto all’originale, al fine di migliorarne le prestazioni. Così com’è stato concepito da Alberto Bellino è un progetto pensato per ottenere un buon diffusore al prezzo più basso possibile, per cui ovviamente deve cedere a qualche compromesso: su CHF viene indicato l’uso di un mobile in truciolare da 16 mm. con il condotto posteriore realizzato con pannelli da 10 mm. Inoltre la larghezza è veramente minima, 20 cm., appena superiore al diametro del woofer. Questo, data la considerevole altezza del mobile che arriva a circa 120-130 cm., potrebbe causare problemi di instabilità e di oscillazioni indesiderate. Infine i pannelli non sarebbero trattati in nesun modo contro le vibrazioni, per questo forse all’ascolto è stata lamentata una leggera risonanza del mobile su certe frquenze.

Io, dovendosi trattare di un diffusore (spero) definitivo, ho voluto curare al massimo ogni particolare, a partire dall’uso combinato di MDF da 15mm con multistrato da 5mm, al posto del truciolare. Ho anche aumentato leggermente la larghezza, portata a 22cm. Inoltre al posto del rettangolo in legno sopra la base ho preferito una lastra in granito nero da 3cm. di spessore, con lo scopo di appesantire ulteriormente il mobile per renderlo più stabile abbasandone il baricentro. Per quanto riguarda l’eterna lotta alle vibrazioni, ho applicato della vernice antirombo per carrozzieri sulle pareti interne del condotto posteriore, dentro il quale non va assolutamente posto alcun tipo di assorbente acustico. Infine mentre nella realizzazione di Bellino vengono usati piedini metallici qualunque, io ho preferito accoppiare il diffusore al pavimento mediante bulloncini fatti appuntire al tornio e appoggiati a sottoconi relizzati con monete.

L’ultima modifica, di carattere estetico, è stata l’eliminazione del “baffo” superiore che si può vedere nelle foto sulla rivista: ho chiuso semplicemente il condotto rimanendo “a filo”, ma si tratta di una scelta dettata solo dai propri gusti, ognuno faccia come vuole. Con il “baffo” è più originale, ma senza si inserisce meglio in ambiente…

 

CROSSOVER:

 

La realizzazione del crossover è estremamente semplice e anche io, quasi digiuno di assemblaggio di componenti elettronici, sono riuscito a fare un buon lavoro utilizzando il cosiddetto “montaggio all’americana”, ovvero il cablaggio in aria. Quando si ha a che fare con pochi componenti questo è senz’altro il metodo migliore per collegarli, è infatti sufficiente una basetta in MDF e una pistola per colla a caldo (quella che ho io l’ho pagata 3 euro!). Non è affatto una soluzione di ripiego: se avete modo di guardare una foto del complicatissimo crossover delle Nagra HP vedrete che è montato

esattamente così; e si tratta di diffusori da 24.000 Euro! Come si può vedere dalla foto, ho usato una basetta da 10 cm per lato, ho realizzato i fori per il passaggio dei piedini dei morsetti (sono fori da 5mm.) e quelli per ancorare la fascetta a stringere che blocca l’induttanza. Poi ho incollato su un lato la striscia di ancoraggi per cablaggi in aria, tagliata su misura. A questo punto ho incollato la bobina dell’induttanza e, ai suoi lati, i condensatori.

 

Vista generale del crossover

COLLEGAMENTI: Il condensatore piccolo da 2,2nF ha un reoforo saldato al morsetto  positivo insieme ad un reoforo dell’induttanza, e l’altro reoforo saldato ad un ancoraggio che va a costituire, da solo, il terminale positivo del tweeter. Quello grande da 3,3nF ha un reoforo saldato al morsetto negativo e l’altro reoforo saldato insieme all’induttanza. Al “polo” cui confluisono l’induttanza e il condensatore grosso, vanno saldati il negativo del tweeter e il positivo del woofer, mentre il negativo del woofer va collegato direttamente al morsetto negativo.

Detto così sembra complicato ma basta dare un’occhiata allo schema e alla foto per capire immediatamente.

Per le saldature ho utilizzato stagno al 2% di argento.

Il cablaggio interno è un’altra delle scelte che viene lasciata libera e a discrezione dell’autocostruttore…Ma chi non ha specifiche conoscenze si trova in imbarazzo, perhè rischia di metterci una normalissima piattina per diffusori, vanificando in parte gli sforzi compiuti. Queso perché la piattina, come mi ha spiegato il mio amico Roberto, si comporta un po’ come un condensatore, essendo formata da due fili appaiati e paralleli (paralleli come le facce di un condensatore, appunto). Le soluzioni sono diverse, la più semplice è quella di separare i due fili della piattina, in modo da abbassare la capacità del cavo.

Particolare connessioni

Oppure si può anche usare un cavo di tipo diverso, anche del comune filo elettrico multifilare di adeguata sezione, diciamo da 1,5mmq in su, senza esagerare. Poi ognuno è libero di usare il cavo che vuole…anche più costoso, da un Van den Hul, ad un Naca, ad un Monster Cable…

In ogni caso è preferibile che i cavi interni siano direttamente saldati ai poli degli altoparlanti e del crossover, evitando l’uso dei faston, che non garantiscono un contatto saldo e continuo.

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dpace@libero.it


BRAVO DANILO