Autocostruzione       

Un due vie a torre di Gianni

Componenti Scan Speak

 

 

 Di cosa si tratta

Diffusori due vie bass reflex con componenti Scan Speak

Chi lo ha costruito

Gianni laxity@virgilio.it

 

La costruzione di questa torre a due vie è stata decisa quando sono venuto in possesso di un amplificatore integrato a valvole di un certo livello qualitativo (Unison Research Sinfonia), quindi non ho potuto più accontentarmi delle precedenti casse auto costruite con componenti  Ciare a 3 vie (HW321, HW135, TS038) che, anche se pur molto buone dal punto di vista del suono, sapevo che avrei potuto puntare più in alto.

Quindi dopo svariate ricerche on-line e soprattutto con l’aiuto degli amici del forum ho individuato questi splendidi componenti:

 

Woofer Revelator 6½″ Midwoofer

Type Number: 18W/8531G00

Caratteristiche in dettaglio: http://www.tymphany.com/datasheet/printview.php?id=85

 

Revelator 1″ Tweeter

Type Number: R2904/700009

Caratteristiche in dettaglio:

http://www.tymphany.com/datasheet/printview.php?id=71

 

La progettazione del cabinet

 

Dopo aver scelto i componenti  ho trovato sull’intrigante sito di Audiokit un progetto Scan Speak  che impiegava gli stessi componenti, il progetto “Ultimo”, a cui farò riferimento per la costruzione del filtro. Tuttavia il cabinet lo volevo realizzare tenendo conto dei miei gusti estetici e delle mie passate esperienze.

Come estetica mi sono rifatto al marchio che più di tutti ha suggestionato gli autocostruttori rispetto all’impiego del marchio Scan Speak. Parlo chiaramente di Proac.

Per disassare il tweeter mi sono rifatto allo schema per le proporzioni ben descritto da Alberto Bellino in una delle pagine del suo libro (http://www.autocostruire.it/group1/alberto/gentleman.pdf ), mantenendo comunque la distanza tra gli interassi dei trasduttori tale e quale al progetto Scan Speak “Ultimo”.

Ecco la tebella di Bellino:

 

 

Chiaramente ho riadattato proporzionalmente le misure alle dimensioni delle mie casse.

Ma ora passo a descrivervi il mio lavoro.

 

Scelta del legno:

 

Ho impiegato truciolare da 19, per tutti i pannelli escluso il frontale. Mi sembrava più pesante dell’MDF. Per il frontale invece ho usato l’MDF da 10 mm, meglio lavorabile per i tagli circolari e si presume più sordo.  Questo spessore è stato scelto affinché l’emissione posteriore del woofer non venisse perturbata dall’eccessivo spessore del  legno.  Stesso motivo per cui successivamente ho smussato anche lo spigolo vivo dietro il taglio circolare del woofer, anche questo per evitare turbolenze (ho letto di questo accorgimento su vari articoli e test di famosi diffusori).

Il pannello, nelle aree non a ridosso del woofer ,  è stato rinforzato e portato a spessori maggiori (non mi sarei mai sognato di lasciare a 10mm lo spessore di tutto il frontale). Potete notare il foro inferiore che utilizzerò per l’accordo:

 

Costruzione

 

Qui procedevo nell’incollaggio di listelli di rinforzo, sia in prossimità del woofer, che negli angoli. In questo modo viene assicurata la sordità e rigidità più totale del mobile. Notare il “tetto” messo inclinato in modo da evitare onde stazionarie dovute all’eccessiva altezza del mobile. Il condotto è sulla parte inferiore, una scelta che permette di incrementare di qualche dB la resa alla frequenza di risonanza Fb ed evitare che suoni indesiderati, provenienti dall’emissione  posteriore del woofer,  possano fuoriuscire dal tubo di accordo e sporcare l’emissione anteriore, così come può accadere con l’accordo sul frontale.

 

   

 

Successivamente all’interno del pannello anteriore ho incollato (con Vinavil a iosa) uno strato di neoprene smorzante spesso 3-4 mm, che una volta incollato con abbondanza di vinavil è diventato durissimo.

 

 

Il tutto tassativamente e abbondantemente spalmato di bitume a pennello, in più mani in modo da sigillare ancor di più il mobile:

 

 

Ho poi aggiunto un materiale poliuretanico che ho trovato in un negozio di articoli sportivi, usato come tappetino per fare ginnastica, e che ho tagliuzzato ben bene e appiccicato negli interstizi.

 

Prima di incollare anche il classico bugnato ho praticato i fori per il fissaggio dei ragni. Questa volta ho evitato di applicare le viti direttamente sul legno in quanto dopo un po’ di volte che sviti e avviti, il legno tende a deteriorarsi e le viti a non far presa più in modo saldo. In questo modo si può serrare l’altoparlante in modo più stabile e duraturo nel tempo.

 

 

Ho incollato successivamente  il bugnato sulle superfici interne utilizzando sempre il vinavil. Diciamo che per costruire queste casse ho impiegato un paio di chilogrammi di Vinavil per ogni cassa…. O forse di più?

 

 

L’ultima fase è stata quella dell’incollaggio del rivestimento esterno.

Certo il truciolare non è molto bello a vedersi!

Ho scelto dei fogli di economico compensato che, una volta tagliato a misura, incollato e lisciato con levigatrice orbitale (innumerevoli volte) mi ha permesso di ottenere un risultato decente, aumentando  ulteriormente lo spessore del mobile di qualche millimetro. Ho usato un fondo color Noce scuro e un flatting per la lucidatura finale. Tutte le vernici impiegate erano ad acqua in quanto ho dovuto lavorare in interno.

Mi raccomando la levigatura… Per il compensato di pioppo la cosa è stata dura: dopo aver incollato i pannelli li ho bagnati con una spugna facendo “alzare il pelo” come dicono gli addetti ai lavori e appena asciugati ho usato la levigatrice con carta vetro a grana spessa (diciamo tra 150 e 180).

Ribagni e ripassi la levigatrice a grana sempre più sottile e ripeto l’operazione fino a quando il risultato non ti piace.

Il fondo l’ho passato utilizzando una spugnetta. Nuova levigatura a grana ancora più fine (si arriva a 320) e di nuovo il fondo. Una volta ottenuto il colore desiderato si passa il flatting. Un paio di mani con abbondanti pennellate sono bastate ad ottenere un effetto lucido abbastanza decente. Non badate a spese per le vernici, tanto non ve ne servirà moltissima, e fate prima delle prove su materiale di scarto

 

                           

 

Certo, con un legno nobile come il ciliegio o il noce sarebbero venute molto più belle ma in fin dei conti quello che importa è altro.

 

Calcoli e realizzazione del condotto reflex.

 

Per il calcolo del condotto di accordo e del volume, ho utilizzato il software WinISD che, una volta impostato correttamente, tira fuori gli stessi dati di altri software molto più blasonati.

La soluzione che veniva fuori con questo woofer era un volume di 33 litri circa e un accordo a 29Hz, più o meno la Fb dell’altoparlante (28Hz). La risposta teorica che veniva simulata era bellissima, molto lineare ed estesa. Insomma prometteva bene. Dopo un primo tentativo con un tubo in PVC che sembrava troppo sproporzionato in lunghezza, e che emetteva un orrendo suono ad alcune frequenze basse, ho provveduto a costruire un altro accordo sfruttando 4 tubi di materiale spugnoso da 3 cm di diametro, infilati ed incollati in un apposito mobiletto costruito ad hoc. Essendo di materiale spugnoso ho potuto facilmente smussare gli imbocchi con un taglierino per un miglior deflusso dell’aria. Ho incollato il tutto in modo maniacale per una tenuta eterna.

 

 

      

 

Il primo condotto che avevo realizzato teneva conto del particolare sbocco rivolto verso la base del diffusore, con le classiche aperture laterali tipo Proac serie Response. Avevo previsto che l’ allungamento del condotto mi avrebbe costretto  a tagliare qualche cm di tubo. Dopo pazienti calcoli arrivai a stabilire che quell’allungamento del condotto nel mio caso era equivalente a circa 3 Hz, quindi per avere la lunghezza reale del tubo avrei dovuto inserire in WinISD una Fb di 32 Hz anziché 29.

Tuttavia ad un primo ascolto con un cd test da me realizzato ho potuto verificare che in realtà questo allungamento non c’era stato e la Fb si era posizionata allegramente intorno ai 33 Hz. Quindi successivamente, quando ho ricostruito il condotto come lo vedete ho evitato di aggiungere quei 3 Hz in WinISD ed ora in effetti la Fb è stabilmente a 29Hz. Evidentemente nel mio caso gli sfoghi laterali, essendo abbastanza ampi, concedono un ampio sbocco all’aria e non alterano i parametri dell’accordo.

 

 

Non ho sigillato immediatamente il pannello posteriore in quanto se avessi avuto la necessità di rimettere mano all’interno del mobile non avrei potuto farlo, così ho momentaneamente utilizzato delle guarnizioni di tenuta d’aria, facilmente reperibili anche in un supermercato. A tempo debito avrei provveduto all’incollaggio del pannello posteriore e del piede della cassa che per il momento ho lasciato solo avvitati.

 

  

 

Alla fine dei test di ascolto ho incollato i pannelli posteriori e li ho rivestiti di uno strato di gomma spessa e pesante per appesantire e smorzare maggiormente tutto il diffusore:

 

Prima di chiuderle definitivamente ho riempito lo spazio in basso attorno al condotto con del materiale assorbente di tipo fibroso diverso dal bugnato in modo da intervenire su un range di frequenze più ampio. La parte appena retrostante il woofer l’ho resa più assorbente da un triplo sandwich di materiali spugnoso e fibroso, arrivando ad uno spessore di circa 10cm.

 

Il piede

 

La base del diffusore ricalca alcuni progetti Proac che hanno le aperture laterali per l’accordo del condotto.

E’ importante realizzarla bene in quanto c’è il famoso condotto di accordo che tende a sollecitarla parecchio. Ho fatto tagliare al falegname due pesanti  blocchi di truciolare da 3 cm di spessore. Successivamente ho acquistato dei listelli angolari che ho dovuto tagliare ad angolo di 45° ed incollare lungo il bordo con il risultato che vedete nell’immagine. Non è stato semplicissimo ma esteticamente non è da disprezzare.

 

 

Gli angolari al centro li ho messi per favorire il deflusso dell’aria.

 

La parte inferiore è altrettanto curata. Innanzitutto non ho utilizzato punte, ma dei piedini con ruote sferiche che ho trovato per puro caso a Castorama e che permettono piccoli spostamenti senza graffi sul pavimento. Consentono lo stesso disaccoppiamento praticato dalle punte coniche ma evitano graffi sui pavimenti. Li ho avvitati sul legno interponendo una sostanza gommosa spalmabile trovata ad Obi, con la quale ho ricoperto anche le viti, in modo che nulla potesse emettere suoni indesiderati. Le due sfere anteriori sono più grandi di quella posteriore in modo da dare una leggera inclinazione alla cassa.

 

 

Inutile dire che se un giorno volessi sostituirle con le punte coniche non devo fare altro che svitarle.

Una volta montate le basi avrei ottenuto questo risultato estetico, che a me piace particolarmente.

 

Il filtro

Il filtro crossover per questa realizzazione l’ho ripreso tale e quale dal progetto Scan Speak chiamato “Ultimo” che ho indicato sopra, progetto che potete trovare su vari siti tra i quali www.audiokit.it .

 

 

Per i componenti mi sono attenuto scrupolosamente a quelli suggeriti (che tra l’altro costano parecchio).

Qualche variante:  il condensatore da 220uF destinato alla cella antirisonante R-L-C  del tweeter l’ho ottenuto con un parallelo di 4 condensatori, 2 da 100uF (elettrolitici) e 2 da 10uF (MKT); la polarità degli altoparlanti e dei terminali di ingresso l’ho invertita in modo da avere i componenti del filtro sul negativo degli altoparlanti, tecnica che adopera anche Proac.

Ovviamente manco a dirlo ho adottato il bi-wiring.

 

 

Dopo aver studiato bene la geometria del filtro ho saldato i componenti l’uno all’altro senza utilizzare spezzoni di cavo e ho incollato il tutto su una tavoletta di compensato; le saldature le ho eseguite con dello stagno Cardas di buona qualità. Ho schermato la induttanza più vicina al tweeter con due strati di alluminio, uno strato di nastro isolante e uno di teflon. Il cavo è il classico Van DenHull oxigen free argentato che trovate in rete.

 

 

Ultimo scoglio: il frontale

 

Per creare la famosa fresatura in cui incassare a filo gli altoparlanti ho usato una soluzione un po’ cervellotica. Ho utilizzato un sandwich costituito da uno strato di sughero, uno di gomma e uno di similpelle per il rivestimento, fino ad arrivare ai 6/7 mm necessari. La soluzione non è male anche se l’ermeticità di quel tessuto fa asciugare il vinavil dopo 3 giorni. Forse più. Comunque sfido qualsiasi tipo di onda sonora a tentare di divincolarsi dai cestelli degli altoparlanti.

 

Questo è il risultato finale, certo sicuramente migliorabile … ma che suono!

 

 

      

 

Dulcis in fundo: Il suono e la soddisfazione.

 

Che dire; sono diffusori per palati raffinati. Non che il mio palato lo sia.

La mia affermazione è dettata dai vari ascolti che ho potuto fare dopo la loro realizzazione. Amano gli strumenti musicali veri, le ottime incisioni. In una parola la Musica.

Con il valvolare si percepisce maggiormente la loro capacità di restituire tutto il bouquet di suoni che ogni singolo strumento musicale tira fuori. Forse la sorpresa maggiore è la ricostruzione spaziale del palcoscenico virtuale, soprattutto dell’orchestra sinfonica .  

Devo ammettere che molto del bel suono di queste casse è dovuto all’eccellenza del  tweeter, elemento di altissima qualità che non ha deluso le mie aspettative. Probabilmente il woofer ha bisogno di un rodaggio più lungo ma si esprime già in modo convincente. Unico neo la poca sensibilità.

Nell’evoluzione della mia esperienza audiofila mano a mano che passavo da elettroniche più economiche a componenti di fascia superiore andavo a ripescare i cd abbandonati sul ripiano più alto, cd che prima non riuscivo proprio ad ascoltare.

Oggi su quel ripiano non ci sono più cd.

 

Distinta approssimativa del materiale impiegato

 

Materiale impiegato per costruzione cabinet:

 

·         Legni: circa 150,00 €, tra truciolare, compensato, listelli di rinforzo, angolari interni, angolari per la base, ecc..

·         6 barattoli di Vinavil da 1Kg (24,00 €),

·         1 barattolo di Vernice all’acqua color Noce scuro (7,00 €),

·         1 barattolo di Flatting all’acqua per lucidatura (12,00 €),

·         pennelli per vernici ad acqua, per il vinavil, e per l’antirombo (circa 10,00 €),

·         1 barattolo di antirombo asfalto liquido (5,00 €);

·         1 foglio di poliuretano grigio bugnato (12,00 €)

·         1 foglio di poliuretano da 5mm (4,00 €)

·         4 set di ragni per legno da 4 mm (gratis);

·         2 ml di tubo PVC da 10 cm

·         2 ml di tubi isolanti per idraulica da 3 cm (diametro interno) (5,00 €);

·         Vari fogli di carta vetro per la levigatrice;

·         1 mq circa di gomma spessore 3 mm (31,00 €);

·         0,5 mq di sughero spessore 4 mm;

·         Gomma liquida, Colla a caldo, Colle varie per incollaggi; (circa 10 €)

·         Nastri isolanti, nastro telato,

 

Altoparlanti e materiale elettrico:

 

·         2 Scan Speak: 18W/8531G00 Revelator (€ 380,00)

·         2 Scan Speak: R2904/700009 (€ 580,00)

·         6 ml di Cavo Van Den Hull CS16 (3 mt rosso e 3mt nero) (22,00 €)

·         2 ml di cavo Van Den Hull CS12 (1 mt rosso e 1 mt nero) (8,00€)

·         3 ml Stagno Cardas: (7,00 €)

·         N.8 Boccole BJX 660/661 (44,00 €)

·         N. 2 Condensatori Audin Cap Plus 6,8 uF (33,00 €)

·         N. 2 Condensatori  Audin Cap MKP 15 uF (12,00 €)

·         N. 4 Condensatori Audin Cap MKT 10 uF (11,00€)

·         N. 4 Condensatori Elettrolitici Audin Cap Elko Rauh 100 uF (10,00 €)

·         N. 2 Induttanze Tritech Intertechnik  L1 0,39 mH (26,00 €)

·         N. 2 Induttanze Tritech Intertechnik  L3 2,7 mH (154,00 €)

·         N. 2 Induttanze in aria Intertechnik 0,33 mh (8,00 €);

·         N. 8 Resistenze Mox 10W (10,00 €);

 

Materiale acquistato per l’occorrenza ma reimpiegabile:

 

·         Levigatrice orbitale (40,00 €);

·         5 morse (circa 10,00€);

·         2 cavalletti (10,00 €);

·         Frese per trapano (7,00 €);

·         Sega taglia-cornici per i tagli a 45° (€ 16,00)

 

Perdonatemi se scordo qualcosa ma dopo tutto il tempo (luglio-dicembre 2007), i giri nei negozi (Obi, Brico, Castorama e altri), le spese inutili, ecc… non sono riuscito a tenere traccia di tutto.

Non oso fare il totale… calcolatelo voi se ne avete voglia ma vi prego non comunicatemelo!

Alla prossima.    Gianni laxity@virgilio.it

 

Hit Counter

Torna alla pagina iniziale