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La costruzione di questa torre a due
vie è stata decisa quando sono venuto in possesso di un
amplificatore integrato a valvole di un certo livello qualitativo
(Unison Research Sinfonia), quindi non ho potuto più accontentarmi
delle precedenti casse auto costruite con componenti Ciare a 3
vie (HW321, HW135, TS038) che, anche se pur molto buone dal punto
di vista del suono, sapevo che avrei potuto puntare più in alto.
Quindi dopo svariate ricerche
on-line e soprattutto con l’aiuto degli amici del forum ho
individuato questi splendidi componenti:
La progettazione del cabinet
Dopo aver scelto i componenti ho
trovato sull’intrigante sito di Audiokit un progetto Scan Speak
che impiegava gli stessi componenti, il progetto “Ultimo”, a cui
farò riferimento per la costruzione del filtro. Tuttavia il
cabinet lo volevo realizzare tenendo conto dei miei gusti estetici
e delle mie passate esperienze.
Come estetica mi sono rifatto al
marchio che più di tutti ha suggestionato gli autocostruttori
rispetto all’impiego del marchio Scan Speak. Parlo chiaramente di
Proac.
Per disassare il tweeter mi sono
rifatto allo schema per le proporzioni ben descritto da Alberto
Bellino in una delle pagine del suo libro (http://www.autocostruire.it/group1/alberto/gentleman.pdf
), mantenendo comunque la distanza tra gli interassi dei
trasduttori tale e quale al progetto Scan Speak “Ultimo”.
Ecco la tebella di Bellino:

Chiaramente ho riadattato
proporzionalmente le misure alle dimensioni delle mie casse.
Ma ora passo a descrivervi il mio
lavoro.
Scelta del legno:
Ho impiegato truciolare da 19, per
tutti i pannelli escluso il frontale. Mi sembrava più pesante
dell’MDF. Per il frontale invece ho usato l’MDF da 10 mm, meglio
lavorabile per i tagli circolari e si presume più sordo. Questo
spessore è stato scelto affinché l’emissione posteriore del woofer
non venisse perturbata dall’eccessivo spessore del legno. Stesso
motivo per cui successivamente ho smussato anche lo spigolo vivo
dietro il taglio circolare del woofer, anche questo per evitare
turbolenze (ho letto di questo accorgimento su vari articoli e
test di famosi diffusori).
Il pannello, nelle aree non a
ridosso del woofer , è stato rinforzato e portato a spessori
maggiori (non mi sarei mai sognato di lasciare a 10mm lo spessore
di tutto il frontale). Potete notare il foro inferiore che
utilizzerò per l’accordo:
Costruzione
Qui
procedevo nell’incollaggio di listelli di rinforzo, sia in
prossimità del woofer, che negli angoli. In questo modo viene
assicurata la sordità e rigidità più totale del mobile. Notare il
“tetto” messo inclinato in modo da evitare onde stazionarie dovute
all’eccessiva altezza del mobile. Il condotto è sulla parte
inferiore, una scelta che permette di incrementare di qualche dB
la resa alla frequenza di risonanza Fb ed evitare che suoni
indesiderati, provenienti dall’emissione posteriore del woofer,
possano fuoriuscire dal tubo di accordo e sporcare l’emissione
anteriore, così come può accadere con l’accordo sul frontale.

Successivamente all’interno del
pannello anteriore ho incollato (con Vinavil a iosa) uno strato di
neoprene smorzante spesso 3-4 mm, che una volta incollato con
abbondanza di vinavil è diventato durissimo.

Il tutto
tassativamente e abbondantemente spalmato di bitume a pennello, in
più mani in modo da sigillare ancor di più il mobile:

Ho poi
aggiunto un materiale poliuretanico che ho trovato in un negozio
di articoli sportivi, usato come tappetino per fare ginnastica, e
che ho tagliuzzato ben bene e appiccicato negli interstizi.
Prima di
incollare anche il classico bugnato ho praticato i fori per il
fissaggio dei ragni. Questa volta ho evitato di applicare le viti
direttamente sul legno in quanto dopo un po’ di volte che sviti e
avviti, il legno tende a deteriorarsi e le viti a non far presa
più in modo saldo. In questo modo si può serrare l’altoparlante in
modo più stabile e duraturo nel tempo.

Ho incollato successivamente il
bugnato sulle superfici interne utilizzando sempre il vinavil.
Diciamo che per costruire queste casse ho impiegato un paio di
chilogrammi di Vinavil per ogni cassa…. O forse di più?

L’ultima fase è stata quella
dell’incollaggio del rivestimento esterno.
Certo il truciolare non è molto
bello a vedersi!
Ho scelto dei fogli di economico
compensato che, una volta tagliato a misura, incollato e lisciato
con levigatrice orbitale (innumerevoli volte) mi ha permesso di
ottenere un risultato decente, aumentando ulteriormente lo
spessore del mobile di qualche millimetro. Ho usato un fondo color
Noce scuro e un flatting per la lucidatura finale. Tutte le
vernici impiegate erano ad acqua in quanto ho dovuto lavorare in
interno.
Mi raccomando la levigatura… Per il
compensato di pioppo la cosa è stata dura: dopo aver incollato i
pannelli li ho bagnati con una spugna facendo “alzare il pelo”
come dicono gli addetti ai lavori e appena asciugati ho usato la
levigatrice con carta vetro a grana spessa (diciamo tra 150 e
180).
Ribagni e ripassi la levigatrice a
grana sempre più sottile e ripeto l’operazione fino a quando il
risultato non ti piace.
Il fondo
l’ho passato utilizzando una spugnetta. Nuova levigatura a grana
ancora più fine (si arriva a 320) e di nuovo il fondo. Una volta
ottenuto il colore desiderato si passa il flatting. Un paio di
mani con abbondanti pennellate sono bastate ad ottenere un effetto
lucido abbastanza decente. Non badate a spese per le vernici,
tanto non ve ne servirà moltissima, e fate prima delle prove su
materiale di scarto

Certo, con
un legno nobile come il ciliegio o il noce sarebbero venute molto
più belle ma in fin dei conti quello che importa è altro.
Calcoli e realizzazione del condotto reflex.
Per il calcolo del condotto di
accordo e del volume, ho utilizzato il software WinISD che, una
volta impostato correttamente, tira fuori gli stessi dati di altri
software molto più blasonati.
La soluzione che veniva fuori con
questo woofer era un volume di 33 litri circa e un accordo a 29Hz,
più o meno la Fb dell’altoparlante (28Hz). La risposta teorica che
veniva simulata era bellissima, molto lineare ed estesa. Insomma
prometteva bene. Dopo un primo tentativo con un tubo in PVC che
sembrava troppo sproporzionato in lunghezza, e che emetteva un
orrendo suono ad alcune frequenze basse, ho provveduto a costruire
un altro accordo sfruttando 4 tubi di materiale spugnoso da 3 cm
di diametro, infilati ed incollati in un apposito mobiletto
costruito ad hoc. Essendo di materiale spugnoso ho potuto
facilmente smussare gli imbocchi con un taglierino per un miglior
deflusso dell’aria. Ho incollato il tutto in modo maniacale per
una tenuta eterna.

Il primo condotto che avevo
realizzato teneva conto del particolare sbocco rivolto verso la
base del diffusore, con le classiche aperture laterali tipo Proac
serie Response. Avevo previsto che l’ allungamento del condotto mi
avrebbe costretto a tagliare qualche cm di tubo. Dopo pazienti
calcoli arrivai a stabilire che quell’allungamento del condotto
nel mio caso era equivalente a circa 3 Hz, quindi per avere la
lunghezza reale del tubo avrei dovuto inserire in WinISD una Fb di
32 Hz anziché 29.
Tuttavia ad un primo ascolto con un
cd test da me realizzato ho potuto verificare che in realtà questo
allungamento non c’era stato e la Fb si era posizionata
allegramente intorno ai 33 Hz. Quindi successivamente, quando ho
ricostruito il condotto come lo vedete ho evitato di aggiungere
quei 3 Hz in WinISD ed ora in effetti la Fb è stabilmente a 29Hz.
Evidentemente nel mio caso gli sfoghi laterali, essendo abbastanza
ampi, concedono un ampio sbocco all’aria e non alterano i
parametri dell’accordo.

Non ho
sigillato immediatamente il pannello posteriore in quanto se
avessi avuto la necessità di rimettere mano all’interno del mobile
non avrei potuto farlo, così ho momentaneamente utilizzato delle
guarnizioni di tenuta d’aria, facilmente reperibili anche in un
supermercato. A tempo debito avrei provveduto all’incollaggio del
pannello posteriore e del piede della cassa che per il momento ho
lasciato solo avvitati.

Alla fine
dei test di ascolto ho incollato i pannelli posteriori e li ho
rivestiti di uno strato di gomma spessa e pesante per appesantire
e smorzare maggiormente tutto il diffusore:
Prima di
chiuderle definitivamente ho riempito lo spazio in basso attorno
al condotto con del materiale assorbente di tipo fibroso diverso
dal bugnato in modo da intervenire su un range di frequenze più
ampio. La parte appena retrostante il woofer l’ho resa più
assorbente da un triplo sandwich di materiali spugnoso e fibroso,
arrivando ad uno spessore di circa 10cm.
Il piede
La base del diffusore ricalca alcuni
progetti Proac che hanno le aperture laterali per l’accordo del
condotto.
E’
importante realizzarla bene in quanto c’è il famoso condotto di
accordo che tende a sollecitarla parecchio. Ho fatto tagliare al
falegname due pesanti blocchi di truciolare da 3 cm di spessore.
Successivamente ho acquistato dei listelli angolari che ho dovuto
tagliare ad angolo di 45° ed incollare lungo il bordo con il
risultato che vedete nell’immagine. Non è stato semplicissimo ma
esteticamente non è da disprezzare.

Gli angolari
al centro li ho messi per favorire il deflusso dell’aria.
La parte inferiore è altrettanto
curata. Innanzitutto non ho utilizzato punte, ma dei piedini con
ruote sferiche che ho trovato per puro caso a Castorama e che
permettono piccoli spostamenti senza graffi sul pavimento.
Consentono lo stesso disaccoppiamento praticato dalle punte
coniche ma evitano graffi sui pavimenti. Li ho avvitati sul legno
interponendo una sostanza gommosa spalmabile trovata ad Obi, con
la quale ho ricoperto anche le viti, in modo che nulla potesse
emettere suoni indesiderati. Le due sfere anteriori sono più
grandi di quella posteriore in modo da dare una leggera
inclinazione alla cassa.

Inutile dire che se un giorno
volessi sostituirle con le punte coniche non devo fare altro che
svitarle.
Una volta
montate le basi avrei ottenuto questo risultato estetico, che a me
piace particolarmente.
Il filtro
Il filtro crossover per questa
realizzazione l’ho ripreso tale e quale dal progetto Scan Speak
chiamato “Ultimo” che ho indicato sopra, progetto che potete
trovare su vari siti tra i quali www.audiokit.it .
Per i componenti mi sono attenuto
scrupolosamente a quelli suggeriti (che tra l’altro costano
parecchio).
Qualche variante: il condensatore
da 220uF destinato alla cella antirisonante R-L-C del tweeter
l’ho ottenuto con un parallelo di 4 condensatori, 2 da 100uF
(elettrolitici) e 2 da 10uF (MKT); la polarità degli altoparlanti
e dei terminali di ingresso l’ho invertita in modo da avere i
componenti del filtro sul negativo degli altoparlanti, tecnica che
adopera anche Proac.
Ovviamente manco a dirlo ho adottato
il bi-wiring.

Dopo aver
studiato bene la geometria del filtro ho saldato i componenti
l’uno all’altro senza utilizzare spezzoni di cavo e ho incollato
il tutto su una tavoletta di compensato; le saldature le ho
eseguite con dello stagno Cardas di buona qualità. Ho schermato la
induttanza più vicina al tweeter con due strati di alluminio, uno
strato di nastro isolante e uno di teflon. Il cavo è il classico
Van DenHull oxigen free argentato che trovate in rete.

Ultimo scoglio: il frontale
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Per
creare la famosa fresatura in cui incassare a filo gli
altoparlanti ho usato una soluzione un po’ cervellotica. Ho
utilizzato un sandwich costituito da uno strato di sughero,
uno di gomma e uno di similpelle per il rivestimento, fino ad
arrivare ai 6/7 mm necessari. La soluzione non è male anche se
l’ermeticità di quel tessuto fa asciugare il vinavil dopo 3
giorni. Forse più. Comunque sfido qualsiasi tipo di onda
sonora a tentare di divincolarsi dai cestelli degli
altoparlanti. |
Questo è il
risultato finale, certo sicuramente migliorabile … ma che suono!

Dulcis in fundo: Il suono e la soddisfazione.
Che dire; sono diffusori per palati
raffinati. Non che il mio palato lo sia.
La mia affermazione è dettata dai
vari ascolti che ho potuto fare dopo la loro realizzazione. Amano
gli strumenti musicali veri, le ottime incisioni. In una parola la
Musica.
Con il valvolare si percepisce
maggiormente la loro capacità di restituire tutto il bouquet di
suoni che ogni singolo strumento musicale tira fuori. Forse la
sorpresa maggiore è la ricostruzione spaziale del palcoscenico
virtuale, soprattutto dell’orchestra sinfonica .
Devo ammettere che molto del bel
suono di queste casse è dovuto all’eccellenza del tweeter,
elemento di altissima qualità che non ha deluso le mie
aspettative. Probabilmente il woofer ha bisogno di un rodaggio più
lungo ma si esprime già in modo convincente. Unico neo la poca
sensibilità.
Nell’evoluzione della mia esperienza
audiofila mano a mano che passavo da elettroniche più economiche a
componenti di fascia superiore andavo a ripescare i cd abbandonati
sul ripiano più alto, cd che prima non riuscivo proprio ad
ascoltare.
Oggi su quel ripiano non ci sono più
cd.
Distinta approssimativa del materiale impiegato
Materiale impiegato per costruzione
cabinet:
·
Legni:
circa 150,00 €, tra truciolare, compensato, listelli di rinforzo,
angolari interni, angolari per la base, ecc..
·
6
barattoli di Vinavil da 1Kg (24,00 €),
·
1
barattolo di Vernice all’acqua color Noce scuro (7,00 €),
·
1
barattolo di Flatting all’acqua per lucidatura (12,00 €),
·
pennelli per vernici ad acqua, per il vinavil, e per l’antirombo
(circa 10,00 €),
·
1
barattolo di antirombo asfalto liquido (5,00 €);
·
1
foglio di poliuretano grigio bugnato (12,00 €)
·
1
foglio di poliuretano da 5mm (4,00 €)
·
4 set
di ragni per legno da 4 mm (gratis);
·
2 ml
di tubo PVC da 10 cm
·
2 ml
di tubi isolanti per idraulica da 3 cm (diametro interno) (5,00
€);
·
Vari
fogli di carta vetro per la levigatrice;
·
1 mq
circa di gomma spessore 3 mm (31,00 €);
·
0,5 mq
di sughero spessore 4 mm;
·
Gomma
liquida, Colla a caldo, Colle varie per incollaggi; (circa 10 €)
·
Nastri
isolanti, nastro telato,
Altoparlanti e materiale elettrico:
·
2 Scan Speak: 18W/8531G00 Revelator
(€ 380,00)
·
2 Scan Speak: R2904/700009 (€ 580,00)
·
6 ml
di Cavo Van Den Hull CS16 (3 mt rosso e 3mt nero) (22,00 €)
·
2 ml
di cavo Van Den Hull CS12 (1 mt rosso e 1 mt nero) (8,00€)
·
3 ml
Stagno Cardas: (7,00 €)
·
N.8
Boccole BJX 660/661 (44,00 €)
·
N. 2
Condensatori Audin Cap Plus 6,8 uF (33,00 €)
·
N. 2
Condensatori Audin Cap MKP 15 uF (12,00 €)
·
N. 4
Condensatori Audin Cap MKT 10 uF (11,00€)
·
N. 4
Condensatori Elettrolitici Audin Cap Elko Rauh 100 uF (10,00 €)
·
N. 2 Induttanze Tritech Intertechnik L1
0,39 mH (26,00 €)
·
N. 2 Induttanze Tritech Intertechnik L3
2,7 mH (154,00 €)
·
N. 2
Induttanze in aria Intertechnik 0,33 mh (8,00 €);
·
N. 8
Resistenze Mox 10W (10,00 €);
Materiale acquistato per
l’occorrenza ma reimpiegabile:
·
Levigatrice orbitale (40,00 €);
·
5
morse (circa 10,00€);
·
2
cavalletti (10,00 €);
·
Frese
per trapano (7,00 €);
·
Sega
taglia-cornici per i tagli a 45° (€ 16,00)
Perdonatemi se scordo qualcosa ma
dopo tutto il tempo (luglio-dicembre 2007), i giri nei negozi
(Obi, Brico, Castorama e altri), le spese inutili, ecc… non sono
riuscito a tenere traccia di tutto.
Non oso fare il totale… calcolatelo
voi se ne avete voglia ma vi prego non comunicatemelo!
Alla
prossima.
Gianni
laxity@virgilio.it
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