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Quadro

Introduzione
L’esigenza nella quale mi
sono trovato è stata quella di ridurre
lo spazio occupato dall’impianto Ht a
favore del classico due canali. Da tempo ho scelto
infatti di tenere completamente separati i due impianti,
anche se fisicamente sono nella stessa stanza, per cui ho pensato
di ridurre la dimensione dei frontali dell’Ht
per poter lasciare campo libero ai classici diffusori da pavimento
per gli ascolti stereo. Volendo comunque
una qualità decente, e cercare di utilizzare componenti già in mio
possesso, invece di realizzare i classici mini diffusori stile “Bose”
ho preferito sfruttare lo spazio sulla parete alle spalle della
televisione, che presenta parte della superficie sgombra.
La soluzione quindi è stata quella di
realizzare un diffusore da parete, profondo circa 8 centimetri,
che risulta poco invasivo ma comunque
dotato di un suono completo su tutta la gamma audio.
Il progetto
Gli altoparlanti utilizzati sono
entrambi Coral, il
woofer è un componente da macchina da
13cm di diametro, modello Sd130; il tweeter
è un componente a cupola della serie Home, 8 ohm di impedenza,
modello El10.


Sono componenti non costosi, ma
comunque dotati di una buona qualità. Il
woofer in particolare è dotato di un
qts non bassissimo, in grado di comportarsi bene sia in
casse bass reflex che in cassa chiusa,
e si è rivelato adatto a lavorare in un volume limitato, resosi
necessario vista la disposizione non “convenzionale”. Questo
volume di caricamento gonfia leggermente il suono intorno ai 200
hz rendendolo più corposo e ben
godibile in un impianto ht. La tenuta
in potenza è comunque buona, circa 100 watt nominali, ha una
valida escursione, ha una gamma media pulita e, grazie al diametro
contenuto, è dotato di una buona dispersione.
Il tweeter
da 25mm ha una frequenza di risonanza abbastanza bassa
(circa 900 hz), però con un picco
piuttosto pronunciato visto che non usa il
ferrofluido, e una classica cupola in seta senza carico
posteriore.
Per il caricamento del
woofer ho scelto un volume di circa 4
litri completamente chiuso, riempito di assorbente acrilico
(quello per le imbottiture dei cuscini), ma vanno bene qualsiasi
tipo di assorbente, basta che il volume sia ben riempito e
pressato. Questo consente di limitare l’aumento verso i 200
hz, visto che fa “vedere” al
woofer un volume più grande; non
utilizzare l’assorbente peggiora notevolmente la resa
, con un suono decisamente gonfio ed innaturale. Di seguito
la simulazione sul woofer:

Quella che sarebbe una risposta poco
utilizzabile con una cassa posizionata su uno stand, va
considerata nell’insieme cassa+ambiente,
con un contributo non indifferente dato dalla parete
di fondo.
Lo svantaggio di avere una dimensione
molto più piccola delle altre (internamente la profondità è di 5
cm, sufficiente ad accogliere il woofer
e poco di più) è minimizzato dal riempimento di assorbente, che
inibisce le risonanze interne. La controparte è che lavorare su
dimensioni così piccole non è agevole per infilarci assorbente e
componenti del crossover, comunque con
un po’ di pazienza si riesce a trovare una sistemazione per tutto.
Mi raccomando però di fare i fori per gli altoparlanti sul
pannello frontale prima di tutto: nel mio caso la lama del
seghetto elettrico era ben più lunga della profondità della cassa,
impedendo il taglio una volta incollato
il pannello frontale; per fortuna, utilizzando la fresatrice, sono
riuscito ugualmente a fare i fori.
Le dimensioni esterne sono le
seguenti: 28,5 cm di larghezza, 8 cm di profondità e 42 cm di
altezza. Il pannello frontale (27.5x41), in multistrato, è di
18mm di spessore, mentre il posteriore
(27.5x41), in mdf, è di 14mm di
spessore. I lati sono derivati da listelli da
5cm e 2cm di spessore; per estetica i lati sono stati
rivestiti esternamente con listelli di ramino spessi 5mm e come
larghezza lo spessore della cassa (8 cm quindi). Nella foto un
dettaglio dello spigolo visto da dietro e una vista d’insieme:

Per il collegamento ho scelto di
affidarmi a dei classici mammout,
visto che raramente si presenterà l’occasione di dover staccare i
fili; un’alternativa potrebbe essere
quella di utilizzare una morsettiera, ovviamente da incasso.
Importante utilizzare un filo piuttosto
sottile o fare una scanalatura per far passare il filo. Per
appendere il “quadro al muro” le scelte
possono essere molteplici, io ho utilizzato una semplice
piastrina di metallo nella quale incastrare la testa della vite
fissata a muro. Qualche immagine per spiegare le soluzioni scelte:

Importante mettere un sistema per
disaccoppiare la cassa dal muro; al
momento ho utilizzato dei feltri adesivi, prossimamente
vorrei provare qualche sistema più
rigido, alla stregua delle punte che si mettono sotto i diffusori.
In questa situazione è ancora più importante per evitare
che la parete vibri e si comporti da
“membrana”.
Per la protezione anteriore ho
aggiunto una classica tela acustica supportata da una griglia
ricavata da un pezzo di mdf da
10mm di spessore, attaccata alla cassa
dalle classiche clip:

Per il crossover
ho scelto un classico secondo ordine elettrico su entrambe le vie,
con in più un filtro
rc sul tweeter.

La sezione passa alto è analoga a
quella utilizzata nei progetti
Coral per lo stesso
tweeter, mentre il passa basso è
ricalcolato sul
woofer. Si tratta comunque di un
crossover non simulato ma verificato
ad orecchio con numerose prove, una cosa in generale che
sconsiglio di fare, in questo caso comunque si tratta di un
progetto piuttosto semplice, dove gli altoparlanti non hanno
bisogno di grosse correzioni da fare tramite il
crossover. In un secondo tempo ho
aggiunto del ferrofluido sul
tweeter; non è indispensabile, il
suono si ammorbidisce e diventa più piacevole. Lo stesso risultato
si potrebbe avere utilizzando una cella lc
o rcl.
La differente efficienza tra
woofer e tweeter
è compensata dal posizionamento a muro:
gli stessi altoparlanti (con un crossover
sostanzialmente analogo) li avevo già utilizzati in altra casse (Monoblock);
in quell’occasione avevo dovuto
abbassare il livello del tweeter
tramite una resistenza posta prima del condensatore da 4.7uF. In
questo caso la resistenza si è rivelata inutile visto che il
livello della gamma bassa viene in qualche modo
equalizzato ed aumentato proprio
grazie al posizionamento, visto che l’emissione avviene solo su
180°. Come contropartita, il posizionamento a muro garantisce una
minore profondità dell’immagine e una gama
bassa leggermente meno precisa, ma comunque decisamente corposa,
tanto che il subwoofer si rivela
necessario solo per la gamma più profonda.
Di seguito riporto una misura
effettuata in ambiente con rumore rosa e microfono posto angolato
di circa 15-20° (che è l’angolo con l’ascoltatore seduto sul
divano) a circa 50cm dalla cassa:

La risposta si mantiene compresa in
circa 5db tranne per lo stretto avvallamento a circa 1200hz, sul
quale prossimamente ci lavorerò un po’ sopra, ma che non escludo
dipenda da qualche riflessione con qualche mobile vicino. Come si
vede, comunque, che la gamma bassa
risulta allineata al resto fino ai 60hz, cosa difficile in
assoluto pensando ad un woofer da 13 i
4 litri di volume, mentre fattibile dato il particolare
posizionamento. Per curiosità, si riporta una simulazione dello
stesso woofer in una cassa
tradizionale reflex, di circa 13 litri accordati a 55hz:

In questa situazione, attaccare al
muro o avvicinare alla parete di fondo la cassa provocherebbe un
esaltazione innaturale delle basse frequenze, con un risultato
difficilmente godibile e apprezzabile.
Nel grafico successivo viene riportata
la misura a terzi di ottava del rumor rosa con il microfono posto
a circa 2 metri dalla cassa in posizione frontale; le
mediobasse sono in leggera evidenza ma
comunque la regolarità è discreta, considerando anche che
l’arredamento e le dimensione della stanza non vengono certamente
in aiuto. Ben evidenti sono i 63 hz
ancora a livello, mentre sotto la risposta cala rapidamente, con
un vantaggio in più per l’interfacciamento
con il subwoofer. La presenza delle
frequenze mediobasse rende più corposa
e godibile la visione dei film , con un risultato meno
audiofilo ma molto piacevole.

Nel seguente grafico viene riportata
la risposta a terzi d’ottava, sempre fatta con rumore rosa, dei 2
canali in funzione e con microfono posto nella posizione di
ascolto, sul divano in posizione centrale; la presenza in gamma
mediobassa diventa ancora più
evidente, soprattutto nella zona tra i 100 e i 200hz, in aggiunta
ad un calo in gamma alta dovuto anche alla posizionamento dei
tweeter rispetto al punto di ascolto,
un po’ angolati, anche se comunque la dispersione dei componenti
resta valida, ed alla presenza della televisione che ostacola
leggermente l’emissione. L’aumento della gamma 100-200hz è dovuto
sia al raddoppio della superficie di emissione che a risonanze
della stanza; il divano infatti si trova in posizione centrale sia
per la larghezza che per la lunghezza e ciò non aiuta molto. Il
picco a 50hz è sicuramente dovuto anche lui da qualche risonanza
dell’ambiente, sulla quale indagherò ulteriormente; in ogni caso
all’ascolto è ininfluente. Più influente è la gamma
100-200hz, piuttosto piacevole nella
visione dei film con una gamma bassa presente, voci corpose e
dialoghi comunque intelligibili; nell’ascolto di solo musica con
un certo spirito “critico”, dà invece una certa sensazione di
lentezza e un po’ di chiusura all’insieme, ovviamente non aiutato
anche dalla posizione attaccata al muro delle casse che non
privilegia certo profondità della scena sonora.

Conclusioni
Con poco impegno (ed una spesa non
elevata, al di là del fatto che i
componenti erano già in mio possesso, ma il costo totale si aggira
sui 180-200 euro) il risultato è soddisfacente: spazio occupato
pressochè nullo, buona sonorizzazione
dell’ambiente, buona pressione e un buon risultato nella visione
di film e nell’ascolto delle stazioni radiofoniche. La spesa non
elevata permette anche di utilizzarli come canali posteriori, per
poter avere una coerenza tra i vari canali. I possibili
miglioramenti ci sono, e col tempo arriveranno, anche se
comunque si tratta di ritocchi..
Il sito di antonello :
http://it.geocities.com/antonellosanti/index.html
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