Autocostruzione        

Proac 2.5 clone di Claudio

 

 

 Di cosa si tratta

Diffusori due vie componenti Scan Speak

Chi lo ha costruito

Claudio  crm.12@virgilio.it

 

Ciao Davide,

 

da tempo seguo il tuo sito ed il mondo dell’autocostruzione in genere, come prima cosa ringrazio te e tutti coloro che concorrono alla raccolta di informazioni, progetti e idee per il fai da te, il famigerato DIY. Se non fosse per tutto ciò probabilmente non mi sarei deciso a tentare “l’impresa” di cui vado a raccontare.

 

Le foto della costruzione:

 

 

 

Avendo attinto a piene mani dal tuo come da altri portali mi sono detto che come minimo avrei dovuto riassumere la mia esperienza in un po’ di note e relative foto mettendo tutto a disposizione di chiunque in futuro volesse cimentarsi nella costruzione di un paio di diffusori come questi.

 

la fresatura degli scassi per altoparlanti

 

 

Ma veniamo alle casse: si tratta di un clone delle celeberrime ProAc 2.5, penso uno dei diffusori più replicati. Mi sono imbattuto nella presentazione presente su questo sito www.audiocostruzioni.com, quando da tempo girovagato in internet alla ricerca di un progetto per un buon diffusore non troppo complicato da realizzare.

 

                                   

 

  • Per l’acquisto  dei materiali mi sono rivolto ad Audioxcel il sito spagnolo www.audioxecel.com , acquistando il kit classico, quello con il tweeter D2010/8513-00 ed il woofer 18W/8535-00, con l’opzione “notch filter” per il crossover. I cavi per il cablaggio interno Van Den Hull (CS – 122 HYBRID per il woofer, The ROYAL JADE HYBRID per il tweeter) le punte ed altra minuteria sono stati acquistati presso Digitex Firenze.

 

  • Il box è stato realizzato con MDF di 25 e 19 mm come da indicazioni presenti sul sito www.geocities.com/diyproac25/index.htm. La profondità è stata portata a 220 mm (misure interne) in modo da poter ricavare un doppio fondo per l’alloggiamento del filtro crossover, mantenendo lo stesso litraggio senza dover variare le dimensioni del frontale. Le tavole sono state assiemate con viti (provvisorie) e colla vinilica tipo Vinavil.

 

  • Completato l’assemblaggio del mobile escluso il buffle frontale, ho steso 4 – 5 mani di vernice a base bituminosa non diluita sulle pareti interne, il tutto fino a raggiungere uno spessore di 4 – 5 mm, vedi foto 1 e 2.

 

  • Le fresature del buffle sono state effettuate utilizzando una fresa a tuffo montata su un’apposita slitta autocostruita, foto 3. Visto che con il compasso in dotazione alla fresa non consentiva di effettuare fori di piccolo diametro, su geniale intuizione del mio amico Massimo ho approntato questo utile accessorio, vedi foto 4.

 

  • Riguardo la fresatura del tweeter volevo segnalare che la quota bordo buffle/centro foro, così come riportata nello sketch dimensionale presente sul sito www.geocities.com/diyproac25/index.htm è sbagliata. Leggendo le note di realizzazione sempre li riportate la distanza deve essere di 84mm e non di 74,38mm Tweeter positioned 50mm from top of cabinet and off set 35mm from side edge (Note: CAD drawing mistake should read 84mm from side of cabinet not 74mm)”.

 

  • Il bordo interno del foro per l’alloggiamento del woofer è stato smussato, vedi foto 5.

 

  • Prima della chiusura ho passato i cavi e collocato il fonoassorbente (lana di nylon) vedi foto 6.

 

  • Una volta montato anche il frontale, le viti precedentemente usate per tenere assieme le tavole durante l’incollaggio sono state rimosse e sostituite con spine di legno. Ringrazio Claudio Certini della Digitex Firenze per la dritta, le viti avrebbero finito per allentarsi iniziando a vibrare, con conseguenze facilmente immaginabili.

 

  • A questo punto i box sono stati prima sigillati e stuccati (foto 7) per poi procedere con l’impiallacciatura.

Per questa ho usato dei fogli di ciliegio americano spessi 1 mm e larghi una trentina di centimetri, così non ho dovuto fare giunte. Ho montato il tutto usando adesivo a contatto di tipo Bostik secondo la procedura riportata qui nel sito, fondamentale l’uso del ferro da stiro per evitare sorprese con le bolle…..

 

 

·        Con un paio di trincetti, tamponi abrasivi vari, e tanta pazienza ho poi rifilato bordi e fresature, foto 8 e 9.

 

  • Il tutto è stato poi verniciato con 4 mani di trasparente effetto cera steso a pennello, e devo dire che il risultato è stato superire alle aspettative.

 

  • Per le basi, ottenute unendo insieme due fogli di MDF da 15mm, ho fatto prima il fondo con 3 – 4 mani di cementite, scartando via via con carta abrasiva sempre più fina, poi ho finito il tutto con 3 mani di smalto nero satinato. Cementite e smalto sono stati stesi usando un piccolo rullo in gomma piuma.

 

  • Le basi sono state unite ai box usando adesivo da montaggio tipo “millechiodi” e quattro robuste viti a legno. Sul lato inferiore sono state montate 4 punte coniche .

 

  • La placchetta per i morsetti è stata ritagliata da un foglio di PVC nero sul quale è stato poi applicato l’adesivo precedentemente preparato a CAD.

 

  • La basetta per il crossover è stata realizzata con il metodo dei “fogli blu” avendo preventivamente realizzato il layout delle piste su CAD. Le piste sono poi state argentate usando l’apposita pasta per argenteria Argentil gentilmente fornitami dall’amico Mauro, foto 10,11 e 12.

 

         

 

  • Una volta completato il montaggio degli altoparlanti, foto13, con il crossover montato esternamente, sono iniziati i primi test di ascolto, foto14.

La prima versione del filtro comprendeva anche il bipolo risonante o notch filter collegato in parallelo al woofer per linearizzarne la risposta intorno ai 2000 Hz. Dopo una cinquantina di ore di rodaggio ho provato ad escluderlo ed in gamma media è stato un altro mondo. Ho poi aggiunto la resistenza in serie alla capacità da 7,0 uF come indicato nello schema pubblicato sul sito www.geocities.com/diyproac25/index.htm. A mio parere credo che questo sia il miglior compromesso.

 

  • Rivisto il circuito crossover un modo definitivo, ho realizzato una seconda basetta apportando le modifiche necessarie alla nuova circuiteria. Ho montato i componenti bloccando tutto con colla a caldo ed infine ho verniciato le piste con vernice spray trasparente, per evitare che con l’andar del tempo si ossidassero.

Il bloccaggio dei componenti è un particolare da non trascurare, visti i benefici in termini di definizione e trasparenza.

 

           

 

  • Ultima operazione, la sostituzione dei tweeter.

Uno dei due tweeter arrivati con la spedizione di Audioxcel aveva la cupola leggermente fuori centro, nonostante i miei dubbi il rivenditore mi aveva assicurato che non ci sarebbero stati problemi riguardo le prestazioni sonore del driver. Alla prova dei fatti mi sono ritrovato la cassa di dx che in alcune circostanze gracchiava; dopo varie prove fra cui scambio filtri, scambio canali ampli, scambio canali sorgente ecc. sono giunto alla conclusione che il componente era difettoso. Ho riacquistato una nuova coppia di trasduttori presso Digitex Firenze e li ho sostituiti, non ci sono stati più problemi. Devo dire che riguardo Audioexel mi sarei aspettato maggior serietà.

 

 

Tirando le somme posso dire che con circa un migliaio di euro di spesa, molte ore di lavoro (tutti i fine settimana dal Novembre 2005 all’Aprile 2006, e qualcosina in più….) e tanta pazienza, mi sono ritrovato una coppia di validissimi diffusori.

Devo ancora trovare una sistemazione in ambiente definitiva e trattare la stanza adeguatamente (tube traps etc), ma come si dice il buongiorno si vede dal mattino:

- suono molto presente, olografico con alcune incisioni

- fatica di ascolto assente

- microdettaglio

- gamma bassa profonda e ben controllata

 

Ora ho capito a cosa si riferivamo molti autocostruttori nei vari forum quando parlavano di “Tecnicolor Sound”………

 

In ultimo una riga di ringraziamento per Francesco, che con me ha speso molti dei suoi fine settimana in questa cosa, e per Massimo che con le sue “felici” intuizioni spesso mi a tirato fuori dagli impicci.

 

Se qualcuno volesse sapere qualcosa in più il mio indirizzo e_mail è crm.12@virgilio.it

 

Ciao a tutti.

Claudio

 

 

 

 

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