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Era da parecchio tempo che pensavo
che mi sarebbe piaciuto realizzare un semplice diffusore chiuso, a
prima vista molto tradizionale, un sistema da pavimento a due vie
di dimensioni medio-piccole, con caricamento della gamma bassa in
baffle infinito, un sistema oramai giudicato poco interessante e
tecnicamente obsoleto.
Perché proprio il baffle infinito ?
Perché giudico tale principio di carico assai “fisiologico” per
l’udito umano, in grado di riprodurre la gamma bassa in maniera
assai realistica, priva degli “eccessi” e degli “effetti” spesso
presenti nei sistemi accordati ma, talvolta pure nei box chiusi in
sospensione pneumatica, sistema che rappresenta la naturale
evoluzione proprio dei vecchi sistemi in baffle infinito.
Per entrare meglio nel merito del
discorso occorre fare chiarezza tra i sistemi denominati in baffle
infinito e quelli in sospensione pneumatica. In entrambi i casi,
nella pratica si tratta di montare un altoparlante con la faccia
posteriore rivolta in un box chiuso ben sigillato, per cui è molto
facile confondere tra loro i due sistemi.
Chiariamo subito una questione : il
termine “sistema di carico” rivolto al il baffle infinito è
tecnicamente errato, o quantomeno usato in maniera impropria.
Nella teoria il baffle infinito viene rappresentato da un pannello
di dimensioni tali da poter efficacemente schermare la radiazione
posteriore dell’altoparlante da quella anteriore fino alla
frequenza di zero hertz, per cui l’unico modo per ottenere un
qualcosa di simile sarebbe montare un woofer su di un muro
perimetrale della casa! Nella realtà invece si considera un
sistema caricato acusticamente in baffle infinito come la
combinazione tra uno o più woofer ed un box di dimensioni tali che
l’aria entrocontenuta in esso non abbia effetti rilevanti sui
parametri del woofer in bassa frequenza ma che il cabinet sia in
grado di assorbire la radiazione posteriore, annullandola.
In realtà nel baffle infinito non si
carica affatto la membrana in bassa frequenza ma, come per il
dipolo a pannello, ci si occupa solamente di schermare l’emissione
anteriore da quella posteriore, senza però incappare nel
corto-circuito acustico tipico dei sistemi parzialmente o
completamente aperti posteriormente.
Invece, se parliamo di sospensione
pneumatica, ci viene in aiuto proprio il termine con cui tale
sistema viene apostrofato per farci comprendere il principio di
funzionamento. L’aria entrocontenuta nel cabinet agisce come una
sospensione addizionale, frenando il movimento del cono e
spostando verso l’alto i parametri elettrici del woofer. Anche in
questo caso il cabinet si occupa di annullare la radiazione
acustica della faccia posteriore del diaframma vibrante ma ora la
massa d’aria nel cabinet ha un ruolo determinante nelle
prestazioni acustiche ottenibili in bassa frequenza.
Prima ho definito il baffle infinito
un sistema maggiormente fisiologico rispetto alla sospensione
pneumatica. Vorrei motivare questa mia definizione, in realtà
arbitraria e opinabile quanto si vuole ma enunciata su basi
assolutamente non ignorabili.
Il baffle infinito, rispetto alla
sospensione pneumatica è un sistema tecnicamente più semplice
poiché risulta essere definito da due soli fattori : il driver e
il box, mentre l’aria in esso contenuta può essere omessa. Invece
nella sospensione pneumatica troviamo tre fattori : il driver, il
cabinet e la massa d’aria in esso contenuta. Se vale la regola in
cui sistemi semplici sono da preferire rispetto a sistemi
maggiormente complessi e che ogni elemento aggiunto ad un sistema
determina un certo fattore di rischio e di indeterminabilità,
allora possiamo dire che il baffle infinito parte con un certo
vantaggio.
Inoltre la massa di aria contenuta
nel box non possiede un comportamento perfettamente lineare. Vi
sono piccole differenze tra la fase di espansione e quella di
compressione adiabatica da parte del driver che, sebbene alcuni
studiosi le abbiano sempre definite piuttosto innocue, celano
sempre un elemento in più di errore aggiunto.
Nella sospensione pneumatica, il
driver per le note basse viene costruito per funzionare con
l’ausilio della molla d’aria presente nel box. E’ quindi un driver
”imperfetto”, il quale, per operare correttamente ha bisogno di un
elemento estraneo aggiuntivo, l’aria appunto.
Nel baffle infinito invece, il
driver potrebbe tranquillamente funzionare in aria libera (
accettando il corto-circuito acustico ovviamente ) e i suoi
parametri devono giocoforza essere “giusti” in partenza, poiché
nessun ausilio pneumatico viene adoperato per ottenere variazioni.
Il maggior vantaggio della
sospensione pneumatica, innegabile a dire il vero, sta nel fatto
di poter rimpicciolire di molto le dimensioni del box, rispetto ad
un sistema in baffle infinito, ed ottenere le stesse prestazioni
dinamiche in bassa frequenza. Però vi è pure da dire che,
solitamente i piccoli box sono completamente riempiti di
assorbente, mentre i sistemi più grandi possiedono il cabinet
solamente rivestito internamente di assorbente acustico. A parità
di frequenza di risonanza, un box piccolo e farcito di assorbente,
produrrà una pressione sonora inferiore e una estensione
leggermente minore in gamma bassa rispetto che un box più grande e
solamente rivestito al suo interno. Per contro la perdita in SPL è
mitigata dal fatto che un box piccolo possiede un baffle frontale
di minori dimensioni e quindi offre un minore carico d’aria
aggiunto alla membrana.
Ma quando un sistema acustico può
essere definito come operante in sospensione pneumatica e quando
in baffle infinito ? La teoria classica che tutti voi potete
leggere sui testi afferma che un sistema è da ritenersi in
sospensione pneumatica quando il coefficiente alfa, ovvero il
rapporto tra il Vas del driver e il volume effettivo d’aria
contenuto nel box è pari o superiore a tre. Per fare un esempio,
se possediamo un woofer caratterizzato da un Vas pari a 60 litri,
se poniamo tale driver ad operare in un box di 15 litri possiamo
considerare il sistema come una sospensione, mentre se portiamo la
volumetria del box a 30 litri, il sistema può essere considerato
come un baffle infinito.
Tale affermazione è da ritenersi
profondamente errata e vi vorrei spiegare il motivo. Un
coefficiente alfa pari a tre, il quale traccia il confine tra i
due sistemi, provoca un raddoppio della frequenza di risonanza e
del fattore di merito del driver, quindi una loro variazione del
100%. Tale variazione è da considerarsi enorme, per cui se poniamo
alfa pari a due, ovvero in teoria operiamo in regime di baffle
infinito, la variazione nei parametri fondamentali alle
prestazioni del sistema in bassa frequenza sarà ancora del 73% !
Quindi se la teoria afferma che l’aria entrocontenuta in un box di
un sistema operante in baffle infinito dovrebbe avere un effetto
assolutamente trascurabile sui parametri del driver, mi chiedo
come una variazione così grande possa essere considerata
marginale.
Secondo il mio modesto parere, un
sistema in baffle infinito, per essere considerato ragionevolmente
tale, dovrebbe essere caratterizzato da un coefficiente alfa molto
inferiore all’unità ( per alfa pari ad uno si ottiene ancora una
variazione dei parametri del 41% ). In questa maniera la
variazione sarebbe contenuta al di sotto del 10-15 %, ovvero
potrebbe addirittura rientrare nelle tolleranze tipiche tra
driver. In questo caso allora si potrebbe ragionevolmente
affermare che l’aria nel box assume un comportamento realmente
trascurabile nel computo dei parametri del sistema.
Bene, se non vi ho annoiato troppo
finora e avete avuto la pazienza di seguirmi fino a qui, iniziamo
a parlare del midwoofer D165PFW01. Tale midwoofer è stato
pensato e realizzato per l’impiego in baffle infinito. A prima
vista, dalle foto, col suo aspetto dimesso e abbastanza
tradizionale, potrebbe sembrare un prodotto abbastanza economico
e poco innovativo e difatti è proprio così ! In questo driver sono
stati volutamente scartate soluzioni particolarmente complesse,
d’effetto o rivolte all’estetica del prodotto, mentre tutti gli
sforzi progettuali e realizzativi sono stati concentrati per
ottenere le prestazioni previste in sede di progetto e in ambito
operativo ma potendo mantenere l’impegno di acquisto giusto per
tutte le tasche. Non è troppo difficile proporre un altoparlante
di elevate prestazioni e grande qualità globale, basta pagarne il
giusto prezzo, assai più difficile risulta offrire un prodotto
eccellente in tutti i parametri necessari al corretto
funzionamento e contenere i costi in maniera ragionevolmente
giusta.

Vista di tre quarti posteriore, particolare del
potente gruppo magnetico.
Iniziamo quindi ad analizzarne
l’aspetto esteriore e le singole parti che lo compongono.
Il cestello è in solida lamiera
stampata, piuttosto spessa in verità, sufficientemente sordo e
aperto per uno sfogo dell’aria corretto. Il magnete ha il polo
entrale pieno ed è di rassicuranti dimensioni. Il diaframma,
realizzato in polimero plastico, possiede un profilo leggermente
esponenziale ed è trattato con un particolare lattice smorzante,
ricetta esclusiva e segreta di Enrico, che ne ottimizza il
comportamento in gamma media e mediobassa. La sospensione esterna
è in sottilissima gomma mentre lo spider appare molto robusto e
rigido. Le trefole di collegamento elettrico tra bobina mobile e
morsetti sono fissati sullo spider mediante punti metallici. In
questa maniera il diaframma non viene forato e non sostiene il
peso dei cavi di collegamento, inoltre si scongiura rumorosità
date dal contatto indesiderato delle trefole contro il retro del
diaframma quando quest’ultimo vibra in maniera sensibile. La
bobina mobile è da 25mm di diametro e avvolta su supporto non
conduttivo. Il tra ferro è molto contenuto e l’escursione lineare
piuttosto generosa. Un particolare rifasatore ad ogiva realizzato
in legno è ottimamente fissato sul polo magnetico e permette un
ottimale sfogo dell’aria contenuta tra diaframma e polo magnetico.

particolare della membrana e dell’ogiva rifasatrice
in legno.
Sebbene, come è stato appena detto,
tale requisito non è stato preso in considerazione come un
elemento principale, io personalmente trovo l’estetica di tale
prodotto molto interessante. Il cono semitrasparente “stacca”
assai bene cromaticamente con la nera sospensione e con il legno
dell’ogiva. Perdonatemi la divagazione e andiamo avanti.
Dopo una prima analisi del driver
andiamo ora ad approfondire le sue caratteristiche, alcune delle
quali ho espressamente richiesto, altre consigliandomi anche con
Enrico su alcuni parametri, data la sua esperienza, ne è scaturito
un altoparlante dalle caratteristiche che ritengo assolutamente da
adottare per ottenere un driver dalle prestazioni “definitive”
quando questo viene posto ad operare nel corretto sistema di
carico acustico, ovvero il baffle infinito ( almeno in questo
caso, tutti i sistemi di caricamento sono corretti, almeno in
teoria ! ) e quando questo sistema viene impiegato in ambito
domestico, ovvero in ambienti piuttosto piccoli ( meno di 30mq ) e
con potenze piuttosto limitate.
-
ELEVATO
Qms :
Un elevato valore di Qms o fattore
di merito meccanico è riconducibile a limitate perdite per attriti
meccanici dell’equipaggio mobile. Tale parametro non è necessario
per il dimensionamento del box acustico, quindi, a volte la sua
importanza può passare in secondo piano. In realtà un elevato
Qms è spesso garanzia di ottime performance sonore
in gamma mediobassa e media. In particolare ne giova la
definizione e la precisione della gamma mediobassa e la sua
corretta separazione da quella più grave. Essendoci poche perdite
per attriti, le microinformazioni sonore ed il dettaglio non
subiscono impoverimenti di sorta. L’elevato valore di Qms provoca
quindi una limitata Rms o resistenza cinetica delle sospensioni
del cono e viene ottenuto grazie soprattutto al supporto non
conduttivo su cui la bobina mobile viene avvolta.
Infatti, nella stragrande maggioranza dei driver presenti in
circolazione, il supporto della bobina è costituito da alluminio.
Tale scelta viene motivata dai costruttori dall’elevata capacità
dell’alluminio di smaltire il calore prodotto dall’avvolgimento
eccitato ma, essendo il supporto di materiale metallico e quindi
conduttivo, esso si comporta come una spira in costante
cortocircuito.
In realtà l’utilizzo dell’alluminio
in campo commerciale come supporto ideale per la bobina viene
motivato dal fatto che le aziende produttrici di altoparlanti
devono giocoforza dichiarare elevate potenze termiche sopportabili
per i loro prodotti ( attenzione : ho detto potenze TERMICHE, non
dinamiche! ), altrimenti essi non risultano facilmente “vendibili”
ed interessanti per l’acquirente medio. Chi acquisterebbe un
midwoofer di qualità dove il costruttore dichiarerebbe una
potenza termica di soli 20-30 Watt ? Penso assai poche persone, ma
gli autocostruttori più smaliziati hanno capito da tempo che,
nella stragrande maggioranza dei casi, la potenza gestibile da un
midwoofer è quella DINAMICA, quindi determinata dalle capacità di
escursione in bassa frequenza del diaframma vibrante e definita
dal suo sistema di carico acustico per le basse frequenze. A 50 Hz
bastano pochi watt per giungere ai limiti operativi di un
midwoofer da 17 cm mentre a 1000Hz esso potrebbe “digerire”
tranquillamente una cinquantina di watt.
Il nostro midwoofer D165PFB01,
con il suo supporto in cartoncino, può sopportare alcune
decine di watt termici senza che la sua bobina subisca danni, ma
possiede limiti DINAMICI molto elevati, grazie all’attenta
progettazione dell’equipaggio mobile e del suo spider. Il Qms è
superiore a 10 contro i valori medi di 2,5 – 3 che normalmente si
riscontrano nei driver con supporto bobina conduttivo,. Ciò porta
ad una riproduzione della gamma mediobassa e media caratterizzata
da potenza e definizione superiori a quasi tutti i prodotti
commerciali di pari prezzo e dimensioni presenti sul mercato.
-
PARTICOLARE COSTRUZIONE DEI POLI MAGNETICI :
Nel D165PFB01 troviamo una
espansione polare particolare, la quale garantisce una superiore
costanza nei parametri elettrici del driver al variare della
posizione di lavoro della bobina mobile, quindi una garanzia di
corretto funzionamento anche in presenza di elevate escursioni
dell’equipaggio mobile in bassa frequenza e ad elevati livelli di
emissione, Enrico mi garantisce che la variazione dei parametri
elettromagnetici è praticamente inesistente su tutta l’escursione
dichiarata nelle caratteristiche dell’altoparlante, discostandosi
di molto poco oltre il valore di escursione nominale. Inoltre, la
costruzione di questa particolare espansione polare contribuisce
alla diminuzione del tasso di distorsione armonica e di
intermodulazione.
-
ELEVATO
SMORZAMENTO MECCANICO :
Nel baffle infinito lo smorzamento
pneumatico è, come abbiamo visto prima parlando a proposito delle
differenze tra sospensione e baffle infinito, praticamente nullo
per cui il driver deve possedere una capacità di smorzamento
meccanico dei suoi movimenti molto elevata. In particolare, il
driver dovrebbe gestire la potenza immessa in modo assolutamente
autonomo, grazie ad uno spider piuttosto rigido e ad una accurata
progettazione del cono e del gruppo magnetico.
Nel D165PFB01 la voluta
limitata cedevolezza dell’equipaggio mobile viene garantita dal
solido spider mentre la sospensione esterna, di finissima gomma,
mantiene centrato il cono e provvede alla tenuta d’aria. Grazie
alla rigidezza dello spider, il Vas è molto contenuto, di
conseguenza la volumetria del box necessaria a ricavare il giusto
valore per un corretto e reale funzionamento in regime di baffle
infinito garantisce pressioni molto contenute all’interno del box
chiuso.
-
CONO A
MORBIDEZZA CONTROLLATA REALIZZATO CON UN COMPOSITO DI POLIMERI :
Il cono in composito di polimeri del
nostro driver è stato realizzato seguendo una strada diversa da
quella seguita dalla maggioranza dei costruttori di altoparlanti.
Solitamente si cerca di realizzare diaframmi particolarmente
rigidi per approssimare al meglio il comportamento dello stesso
come fosse un pistone rigido. In bassa frequenza il sistema
funziona ma con la controindicazione di spostare le inevitabili
distorsioni armoniche che ogni driver produce a frequenze elevate,
generando una colorazione “fredda” e particolarmente pungente
della gamma media. Il nostro driver invece possiede un diaframma
vibrante a morbidezza controllata su cui viene posto uno speciale
trattamento mediante un apposito lattice smorzante il quale
produce principalmente distorsione di seconda e di terza armonica
non enfatizzando le armoniche superiori. In questa maniera la
colorazione del suono assume la caratteristica di donare calore e
morbidezza armonica alla riproduzione senza inficiare la gamma
media riprodotta.
Per capire meglio quanto è stato
appena detto proviamo a fare un esempio classico : stiamo
ascoltando un coro di dieci uomini, tutti che stanno cantando lo
stesso motivo. Uno di loro è abbastanza “stonato” ma, siccome le
voci hanno più o meno le stesse caratteristiche e lo stesso
livello, lo stonato viene coperto dagli altri nove cantanti e la
sua imperfezione canora non può dare troppo fastidio.
Sostituiamo ora lo stonato
maschio con una stonata femmina soprana, la quale canta lo stesso
motivo ma traslato in alto di due ottave. State tranquilli che
farete caso solamente alla signora stonata la quale, con i suoi
strilli guasterà il risultato dell’intero coro !
-
OGIVA
RIFASATRICE IN LEGNO
L’ogiva presente nel midwoofer
D165PFB01 realizzata in legno al tornio, contribuisce a
migliorare la dispersione delle medie frequenze, spesso un vero e
proprio “tallone d’Achille” per molti midwoofer. Il legno risulta
un materiale adatto a tale realizzazione, poiché assai meno
risonante del metallo con cui si è soliti realizzare tali oggetti
sui prodotti commerciali e dona un tocco di particolarità alla
realizzazione.
-
NOTEVOLE
LINEARITA’ CON RELATIVA ESTENSIONE DELLA RISPOSTA IN FREQUENZA,
OTTENUTA CON UNA ELEVATA INDUTTANZA DELLA BOBINA MOBILE ( Le )
Contrariamente alla stragrande
maggioranza dei costruttori di altoparlanti la ricerca
dell’estensione in frequenza non è determinata da una relativa
bassa induttanza della bobina mobile ma da una attenta ricerca nel
migliorare i rendimenti dei vari componenti del motore e di tutto
l’equipaggio mobile dell’altoparlante al fine di ottenere una
estensione della risposta con un roll-off molto dolce privo di
fastidiosi picchi o buchi nella risposta in frequenza, questa
scelta permette di adoperare l’altoparlante in modo da ottenere
precisi tagli con l’ausilio di pochi componenti in un range di
frequenze utile a produrre ragionevoli sistemi a due vie, volendo
anche senza nessun filtro..

risposta infrequenza in box chiuso di test, senza
filtro crossover
Per mantenere ad un buon livello il
valore di sensibilità e per ottenere un ragionevole rapporto
costruttivo della bobina, l’impedenza nominale è stata fissata a
sei ohm mentre la resistenza in corrente continua è pari a 4,7
ohm.

risposta e fase acustica
Veniamo ora ai parametri di Thiele/Small.
Come potete immaginare i parametri principali sono stati
ottimizzati per il corretto funzionamento in box chiuso senza
freno pneumatico addizionale.
La frequenza di risonanza si assesta
intorno ai 60 Hz mentre il fattore di merito totale arriva a circa
0,60. Il fattore di merito meccanico è molto elevato mentre il Vas
è di poco superiore ai dieci litri.
Ciò permette di realizzare un box di
circa 30 litri netti, poi maggiorati dall’assorbente ed ottenere
un sistema con frequenza di risonanza intorno ai 65-70 Hz e
fattore di merito vicino al canonico Butterworth del secondo
ordine. In tal modo il sistema permette la massima estensione e
linearità della risposta in bassa frequenza senza generare ripple
( picchi ed ondulazioni ) della risposta.

risposta in ambiente, altoparlante montato
nel box di prova
Vediamo quindi tutti i parametri
costruttivi con la seguente tabella :
·
POTENZA NOMINALE : 50W
·
IMPEDENZA NOMINALE : 6 OHM
·
SENSIBILITA’ : 2,83V /m : 91 dB – 2,45V /m : 89,8
dB
·
DIAMETRO BOBINA MOBILE : 25mm
·
DIAMETRO CESTELLO : 165mm (6,5” DIN)
·
FORO DI MONTAGGIO : 142mm
·
RESISTENZA IN C.C. ( Re ) : 4,7 OHM
·
FREQUENZA DI RISONANZA IN ARIA ( Fs ) : 62 Hz
·
FATTORE DI MERITO MECCANICO ( Qms ) : 12,1
·
FATTORE DI MERITO ELETTRICO ( Qes ) : 0,60
·
FATTORE DI MERITO TOTALE ( Qts ) : 0,57
·
MASSA MOBILE ( Mms ) : 13,6 g
·
CEDEVOLEZZA MECCANICA SOSPENSIONI ( Cms ) : 0,49
mm/N
·
DIAMETRO EQUIVALENTE DI EMISSIONE ( De ) : 131mm
·
VOLUME EQUIVALENTE ALLA CEDEVOLEZZA ( Vas ) : 12 l
·
FATTORE DI FORZA O COSTANTE CONVERTITORE ( BxL ) :
6,4 TxM
·
MASSIMA ESCURSIONE LINEARE ( Xmax ) : +/- 3 mm
·
RENDIMENTO PERCENTUALE ( n0 ) : 0,46 %
·
EFFICIENZA DI TRASDUZIONE IN dB SPL : 88,6 con 1 W
elettrico
·
INDUTTANZA DELLA BOBINA MOBILE ( Le ) : 1KHz 0,95
mH / 10KHz 0,40 mH

Prototipo non definitivo in fase di misurazione
con scheda CLIO, in box di prova
L’applicazione da me scelta per il
D165PFB01 è un box chiuso di 30 litri netti, maggiorati da
una massiccia dose di assorbente, attentamente posizionato, il
quale annulla la tipica risonanza del box a sviluppo verticale. Il
diffusore, a due vie è stato battezzato “LOGIKA” ed
impiega, assieme al nostro driver, l’economico ma performante
tweeter MONACOR DT-280. Il filtro crossover è assai particolare
come molte altre soluzioni tecniche ed estetiche scelte. Al più
presto verrà pubblicata l’intera recensione del diffusore e le
misure strumentali ottenute con scheda Clio.
Per chi volesse maggiori
informazioni tecniche o di altro genere sul midwoofer D165PFB01
le potrà ottenere contattandomi direttamente oppure
contattando il progettista e costruttore dell’altoparlante Enrico
Priami :
Alberto Bellino –
audiojam@libero.it
Enrico Priami –
enricopriami@yahoo.it
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