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Il progetto
originale di questo diffusore è disponibile su questi siti
http://www.audiocomponents.nl/speakers/scanspeak/reference/scanspeak-reference_eng.htm
http://www.audiokit.it/ITAENG/KitDiffusori/ScanAudiocomp/RefMon/RefMon.htm
I progetti
originali sono scritti in olandese, e qui ci sono stati un po’ di
problemi, grazie ad un collega e ad Internet sono riuscito a
venirne a capo.
Per chi invece
capisce l’olandese:
http://members.home.nl/ton.van.der.mark/Scan-Speak%20Reference%20Monitor.htm
In breve…
Si tratta di un
normale due vie con carico reflex la cui particolarità sta
nell’uso di due altoparlanti di assoluto riferimento prodotti
dalla Scan Speak:
Il progetto è
diversificato per l’impiego di due tipi diversi di tweeter. La
versione 9900 è il riferimento assoluto per la produzione della
casa Danese, infatti è denominato “the revelator”, si tratta di un
concentrato di tecnologia in quanto ha struttura meccanica ed
elettrica perfettamente ottimizzate.
A prima vista la
cupola sembra un normale tipo morbido ma si tratta di un
componente tutto particolare dotato di prestazioni eccezionali e
di una larga flangia a tazza che oltretutto è pesantissima.
La particolare
sagoma della flangia rende obbligatorio il montaggio a filo per
avere una risposta in frequenza il più possibile lineare.
Per risparmiare
qualcosa si può utilizzare il modello 9700, caratterizzato da una
risposta un po’ meno lineare e da un ingombro minore.
La scelta del
modello di tweeter è determinante per la foratura del baffle e per
il dimensionamento del crossover, quindi occorre prendere una
decisione prima di iniziare il lavoro.
Nel mio caso ho
scelto fin dall’inizio di utilizzare il modello 9900.
Le
caratteristiche degi altoparlanti (Link al sito ufficiale
Scan-Speak).
http://www.tymphany.com/datasheet/pdf/ss/D2905_950000.pdf
http://www.tymphany.com/datasheet/pdf/ss/18W_8546-00.pdf
Il crossover è un semplice filtro di
ordine II (12dB/ott) e non contiene reti di compensazione per fase
e tantomento per impedenza. E’ presente solamente un partitore
resistivo per adattare il livello di segnale del tweeter a quello
del woofer.

Il filtro
In funzione
dell’elevata qualità degli altoparlanti utilizzati sono stati
utilizzati condensatori in polipropilene Audin Cap Plus e
induttanze Intertechnik avvolte in aria. Le resistenze sono invece
ad ossido di metallo del tipo audio-grade.
I filtri sono
stati montati su circuito stampato da me progettato e realizzato
cercando di ottimizzare dimensioni ed evitare pericolosi
accoppiamenti. Tutti i componenti sono stati saldati con stagno al
4% di argento e fissati alla basetta con colla a caldo, le bobine
sono inoltre fissate mediante perni e dadi di ottone (amagnetico).
La basetta di
circuito stampato è a sua volta fissata con viti alla parete
posteriore del diffusore.
Nelle foto i
fili di cablaggio possono sembrare della comunissima piattina
rosso-nera (orrore!), in realtà si tratta di ben più nobili fili
Van Den Hul CS-12 (per il woofer) e CS-16 (per il tweeter) in rame
OFC halogen free.
L’accordo reflex
è realizzato con un tubo in PVC di diametro 50mm e lungo 145mm
inserito in un recesso nella parte posteriore del cabinet.
Il progetto
originale prevede il riempimento del tubo di accordo con cannucce
da bibita accorciate a 145mm; occorre utilizzare cannucce poco
flessibili altrimenti diventano troppo sottili quando vengono
accorciate.
Le cannucce
formano una porta reflex multipla che ha il pregio di produrre
meno interferenze sonore ed eliminare il tipico “soffio” che
affligge questo tipo di caricamento acustico.
E’ comunque
consigliabile fare alcune prove di ascolto per verificare la reale
necessità di questo accorgimento o se addirittura sia necessario
inserire una resistenza acustica in ovatta di poliestere (dacron)
in funzione del posizionamento.
Il cabinet è abbastanza piccolo
[420x240x290] ma piuttosto pesante in quanto è stato utilizzato
MDF da 25mm per il pannello posteriore e il baffle, mentre il
corpo centrale è stato realizzato in multistrato marino da 18mm.
Il progetto originale prevede
spessori leggermente diversi, in quanto indica 30mm per il baffle
e 25mm per tutte le altre parti.
Le riduzioni di spessore sono state
consigliate da Giacomo Satta della JSS spiegandomi che utilizzando
spessori così elevati risulta molto difficile effettuare uno
smorzamento efficace.
Uno dei requisiti fondamentali di
progetto è quello di montare tutti i componenti a filo, e di
smussare i bordi laterali del baffle per ridurre il più possibile
le diffrazioni.
Per realizzare questo cabinet
occorre quindi lavorare pesantemente di fresatrice (utensile di
cui non dispongo ancora) e, a scanso di problemi, ho preferito far
realizzare i pannelli a qualcuno esperto in questo tipo di
realizzazione.
Mi sono rivolto con fiducia al già
citato Giacomo Satta della JSS che mi ha realizzato dei bellissimi
pannelli già pronti per essere verniciati. Per migliorare
ulteriormente l’estetica, Giacomo ha anche pensato bene di
fornirmi il corpo centrale del diffusore già assemblato con
incastri a 45 gradi.
In allegato sono fornite le foto dei
pannelli e del corpo cassa grezzo.
I pannelli in MDF sono stati
trattati con quattro mani di vernice turapori alla nitro molto
diluita, applicate ad intervalli di quattro ore l’una dall’altra e
da una passata di carta vetrata P180.
Le pareti interne del corpo centrale
e il pannello posteriore sono state rivestite con un foglio di
materiale bituminoso per aumentare lo smorzamento. Allo scopo mi
sono servito di pannelli utilizzati come antirombo nelle
automobili e reperibili presso fornitori di materiale per
carrozzieri (indicativamente dimensioni 100x50cm al prezzo di 10
Euro).
Questi pannelli, molto spesso (come
nel mio caso), sono forniti con un lato autoadesivo spesso da 3 a
4mm e l’altro lato rivestito da cascami di stoffa; ho rimosso il
cascame e ho utilizzato il solo materiale bituminoso.
Per aumentare l’adesione una volta
applicati sul legno, ho scaldato i fogli con un phon
(possibilmente utilizzare quello per i tubetti termorestringenti).
Sul pannello posteriore ho quindi
montato il tubo di accordo reflex, il tipo di tubo che ho scelto (HP
50) ha un riporto filettato che ne permette il montaggio senza
colla assicurando anche la tenuta pneumatica; per maggior
sicurezza ho comunque applicato anche un po’ di colla.
Internamente al pannello ho quindi
montato il filtro crossover già completo di tutti i cablaggi.

Tra le due pareti laterali è stato
inserito un listello di abete a sezione tonda da 3cm di diametro
rivestito con cascami di stoffa, questo accorgimento contribuisce
ad un ulteriore smorzamento del cabinet. Grazie a Marco Dongu per
questo consiglio dettato dall’esperienza.
A questo punto ho incollato il
pannello posteriore sul corpo cassa centrale serrando il tutto con
robusti morsetti e un apposito telaietto costruito allo scopo di
distribuire uniformemente la pressione sul perimetro del pannello.
Ho utilizzato colla vinilica rapida (fa presa in 5 minuti),
comodissima ma non consente errori e ripensamenti!
Ad intervalli di 12 ore (normalmente
si aspettano 36 ore se si usa normale colla vinilica) ho
rinforzato l’incollatura applicando due passate di colla vinilica
nella giunzione interna per essere sicuro di avere una tenuta
ermetica.
A questo punto ho inserito il
materiale fonoassorbente (poliuretano bugnato da 40mm) sul
pannello posteriore.
La fase successiva ha visto
l’incollaggio del baffle seguendo la stessa procedura utilizzata
per il pannello posteriore, l’unica differenza sta nel fatto che
il baffle non è rivestito di materiale bituminoso e tantomeno di
materiale fonoassorbente.
Anche in questo caso l’incollatura
interna è stata ripetuta due volte sempre ad intervalli di 12 ore
l’una dall’altra.
A questo punto ho inserito il resto
del materiale fonoassorbente per rivestire tutte le pareti del
corpo cassa.

La fase successiva ha visto la
verniciatura dei pannelli in MDF. Ho utilizzato una normale
bomboletta spray di colore nero opaco, applicando diverse mani
leggere intercalate da una leggerissima passata di carta abrasiva
a grana finissima.
Il pannello frontale è stato dotato
degli innesti per la griglia di protezione; gli innesti forniti da
Giacomo Satta sono veramente precisi e non richiedono incollaggio,
basta qualche martellata (sempre con un pezzo di legno tenero in
mezzo!).
Il corpo cassa in multistrato è
stato colorato con mordente di color noce chiaro utilizzando un
prodotto a base acqua (Liberon), molto facile da utilizzare. Per
ottenere il colore desiderato ho dovuto ricorrere a tre
applicazioni.
A questo punto una leggerissima
passata di carta vetrata P240 e tre mani di turapori alla nitro,
sempre intervallate a quattro ore l’una dall’altra e da passate di
carta vetrata P180.
Un’ultima passata di rifinitura con
carta vetrata P240 e poi lucidatura con cera colorata (Liberon).
Siamo quindi all’ultima fase che ha
visto il montaggio della morsettiera previa interposizione di una
guarnizione autoadesiva.
La morsettiera è predisposta per il
bi-wiring ed è collegata al filtro cross-over mediante i già
citati fili Van Den Hul saldati con stagno al 4% di argento.
Per facilitare il fissaggio mediante
viti ho praticato dei fori di invito con un diametro pari alla
metà di quello delle viti stesse.

Finalmente i componenti più
preziosi, ovvero gli altoparlanti.
Nelle sedi degli altoparlanti sono
stati praticati dei fori di invito in corrispondenza dei punti di
fissaggio previsti.
Nella sede del woofer è stata
inserita una guarnizione autoadesiva, per il tweeter non è
necessaria visto che la flangia ne è già provvista.
Si procede a saldare i fili ai
terminali degli altoparlanti (sempre con stagno al 4% di Argento),
è un’operazione molto delicata che va effettuata con precisione e
rapidità perchè insistendo troppo con il saldatore sui terminali
si corre il rischio di pregiudicare i collegamenti interni.
Gli altoparlanti sono stati quindi
fissati serrando le viti gradualmente ed in modo incrociato.
Dulcis in fundo è stata realizzata
la griglia parapolvere. A dire il vero Giacomo Satta mi aveva
fornito dei pannelli in MDF già sagomati e forati per realizzare i
telaietti, sebbene ben lavorati, non mi convincevano in termini di
prestazione acustica in quanto troppo massicci. Ho così realizzato
ex-novo due cornici con dei listelli di legno leggero combinati in
modo da avere il profilo esterno smussato, le cornici sono state
poi rinforzate con inserti di legno massello in cui ho realizzato
i fori e incollato gli innesti di fisaggio.
La tela acustica è stata poi fissata
con colla a caldo.
La
documentazione e lo scambio di informazioni su Internet descrivono
questo diffusore capace di prestazioni generose ed in grado di
riprodurre la musica in modo naturale senza affaticamento.
D’altro canto
però, sembra che la qualità sonora tenda a decadere pesantemente
ad alti livelli di potenza, anche se questo si verifica in una
situazione ben lontana dal normale ascolto domestico (e più vicina
all’arresto per disturbo della quiete pubblica!).
L’andamento di
impedenza è piuttosto vario perché il crossover non ha reti di
correzione, questo però non provoca grossi problemi ed il carico
presentato all’amplificatore non è dei più difficili. Ho provato
il diffusore in laboratorio con un finale a Mosfet e in impianto
con il mio finale valvolare senza verificare alcun problema.
A parte le
misure (disponibili) e le simulazioni (grazie a Marco Dongu)
l’ascolto ha confermato il gran bene che si dice di questo
diffusore, ha ancora bisogno di rodaggio ma già così suona che è
un piacere.
Ho capito perché
il tweeter è denominato “Revelator” tira veramente fuori ogni
dettaglio musicale, la scena sonora è restituita molto bene e la
gamma sonora molto equilibrata senza nessuna invadenza.
L’unico difetto,
che per qualcuno potrebbe essere un problema, riguarda
l’estensione alle basse frequenze, ma con un woofer da 6,5’’ è
difficile fare di meglio.
I miei gusti
personali non prediligono i bassi da bombardamento ma preferisco
piuttosto la precisione, in questo contestso questi diffusori
vanno più che bene, al punto che ho deciso di togliere il
subwoofer dall’impianto (finora necessario a causa della
limitatissima gamma bassa dei piccoli satelliti che dopo 20 anni
di onorato servizio passano ad altro impiego).
NOTA:
I satelliti sono un vecchio progetto che Audio Review aveva
presentato negli anni ’80, realizzati con mid-bass Kef B110 e
tweeter Scan-Speak D2010. Ancora validissimi ma realizzati con un
cabinet alquanto grossolano; questi diffusori dopo un piccolo
make-up andranno ad equipaggiare un sistemino per la cameretta di
mia figlia.
Reperibilità
componenti
Tutto il
materiale elettro-acustico è stato reperito presso Audiokit di
Aprilia che ha realizzato una sorta di kit completo. (www.audiokit.it)
Come già
descritto il materiale semi-assemblato per il cabinet è stato
fornito da JSS di Giacomo Satta.
http://www.jssystem.it/
Un
ringraziamento a Marco Dongu per i prezioni consigli durante la
fase realizzativa e a Davide per lo spazio concesso sul suo sito.
Per qualsiasi
contatto
Maurizio.daniele@marconi.com

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