Autocostruzione        

 

Maurizio Daniele e i suoi  Scan Speak Reference Monitor

 

   

 

 Di cosa si tratta

Diffusore  due vie

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Chi lo ha costruito

Maurizio Daniele Maurizio.daniele@marconi.com

Caratteristiche particolari

Un due vie di riferimento

 

Scan Speak Reference Monitor

 

Il progetto originale di questo diffusore è disponibile su questi siti

 

http://www.audiocomponents.nl/speakers/scanspeak/reference/scanspeak-reference_eng.htm

 

http://www.audiokit.it/ITAENG/KitDiffusori/ScanAudiocomp/RefMon/RefMon.htm

 

I progetti originali sono scritti in olandese, e qui ci sono stati un po’ di problemi, grazie ad un collega e ad Internet sono riuscito a venirne a capo.

 

Per chi invece capisce l’olandese:

 

http://members.home.nl/ton.van.der.mark/Scan-Speak%20Reference%20Monitor.htm

 

In breve…

Si tratta di un normale due vie con carico reflex la cui particolarità sta nell’uso di due altoparlanti di assoluto riferimento prodotti dalla Scan Speak:

  • Woofer 18W8546/01

  • Tweeter D2905/9900 o D2905/9700

 

Il progetto è diversificato per l’impiego di due tipi diversi di tweeter. La versione 9900 è il riferimento assoluto per la produzione della casa Danese, infatti è denominato “the revelator”, si tratta di un concentrato di tecnologia in quanto ha struttura meccanica ed elettrica perfettamente ottimizzate.

A prima vista la cupola sembra un normale tipo morbido ma si tratta di un componente tutto particolare dotato di prestazioni eccezionali e di una larga flangia a tazza che oltretutto è pesantissima.

La particolare sagoma della flangia rende obbligatorio il montaggio a filo per avere una risposta in frequenza il più possibile lineare.

Per risparmiare qualcosa si può utilizzare il modello 9700, caratterizzato da una risposta un po’ meno lineare e da un ingombro minore.

La scelta del modello di tweeter è determinante per la foratura del baffle e per il dimensionamento del crossover, quindi occorre prendere una decisione prima di iniziare il lavoro.

Nel mio caso ho scelto fin dall’inizio di utilizzare il modello 9900.

 

Le caratteristiche degi altoparlanti (Link al sito ufficiale Scan-Speak).

 

http://www.tymphany.com/datasheet/pdf/ss/D2905_950000.pdf

http://www.tymphany.com/datasheet/pdf/ss/18W_8546-00.pdf

 

Il crossover è un semplice filtro di ordine II (12dB/ott) e non contiene reti di compensazione per fase e tantomento per impedenza. E’ presente solamente un partitore resistivo per adattare il livello di segnale del tweeter a quello del woofer.

 

 

Il filtro

 

In funzione dell’elevata qualità degli altoparlanti utilizzati sono stati utilizzati condensatori in polipropilene Audin Cap Plus e induttanze Intertechnik avvolte in aria. Le resistenze sono invece ad ossido di metallo del tipo audio-grade.

 

I filtri sono stati montati su circuito stampato da me progettato e realizzato cercando di ottimizzare dimensioni ed evitare pericolosi accoppiamenti. Tutti i componenti sono stati saldati con stagno al 4% di argento e fissati alla basetta con colla a caldo, le bobine sono inoltre fissate mediante perni e dadi di ottone (amagnetico).

La basetta di circuito stampato è a sua volta fissata con viti alla parete posteriore del diffusore.

Nelle foto i fili di cablaggio possono sembrare della comunissima piattina rosso-nera (orrore!), in realtà si tratta di ben più nobili fili Van Den Hul CS-12 (per il woofer) e CS-16 (per il tweeter) in rame OFC halogen free.

 

L’accordo reflex è realizzato con un tubo in PVC di diametro 50mm e lungo 145mm inserito in un recesso nella parte posteriore del cabinet.

Il progetto originale prevede il riempimento del tubo di accordo con cannucce da bibita accorciate a 145mm; occorre utilizzare cannucce poco flessibili altrimenti diventano troppo sottili quando vengono accorciate.

Le cannucce formano una porta reflex multipla che ha il pregio di produrre meno interferenze sonore ed eliminare il tipico “soffio” che affligge questo tipo di caricamento acustico.

E’ comunque consigliabile fare alcune prove di ascolto per verificare la reale necessità di questo accorgimento o se addirittura sia necessario inserire una resistenza acustica in ovatta di poliestere (dacron) in funzione del posizionamento.

 

Costruzione del cabinet

 

Il cabinet è abbastanza piccolo [420x240x290] ma piuttosto pesante in quanto è stato utilizzato MDF da 25mm per il pannello posteriore e il baffle, mentre il corpo centrale è stato realizzato in multistrato marino da 18mm.

Il progetto originale prevede spessori leggermente diversi, in quanto indica 30mm per il baffle e 25mm per tutte le altre parti.

Le riduzioni di spessore sono state consigliate da Giacomo Satta della JSS spiegandomi che utilizzando spessori così elevati risulta molto difficile effettuare uno smorzamento efficace.

 

Uno dei requisiti fondamentali di progetto è quello di montare tutti i componenti a filo, e di smussare i bordi laterali del baffle per ridurre il più possibile le diffrazioni.

Per realizzare questo cabinet occorre quindi lavorare pesantemente di fresatrice (utensile di cui non dispongo ancora) e, a scanso di problemi, ho preferito far realizzare i pannelli a qualcuno esperto in questo tipo di realizzazione.

Mi sono rivolto con fiducia al già citato Giacomo Satta della JSS che mi ha realizzato dei bellissimi pannelli già pronti per essere verniciati. Per migliorare ulteriormente l’estetica, Giacomo ha anche pensato bene di fornirmi il corpo centrale del diffusore già assemblato con incastri a 45 gradi.

In allegato sono fornite le foto dei pannelli e del corpo cassa grezzo.

 

I pannelli in MDF sono stati trattati con quattro mani di vernice turapori alla nitro molto diluita, applicate ad intervalli di quattro ore l’una dall’altra e da una passata di carta vetrata P180.

 

Le pareti interne del corpo centrale e il pannello posteriore sono state rivestite con un foglio di materiale bituminoso per aumentare lo smorzamento. Allo scopo mi sono servito di pannelli utilizzati come antirombo nelle automobili e reperibili presso fornitori di materiale per carrozzieri (indicativamente dimensioni 100x50cm al prezzo di 10 Euro).

Questi pannelli, molto spesso (come nel mio caso), sono forniti con un lato autoadesivo spesso da 3 a 4mm e l’altro lato rivestito da cascami di stoffa; ho rimosso il cascame e ho utilizzato il solo materiale bituminoso.

Per aumentare l’adesione una volta applicati sul legno, ho scaldato i fogli con un phon (possibilmente utilizzare quello per i tubetti termorestringenti).

 

Sul pannello posteriore ho quindi montato il tubo di accordo reflex, il tipo di tubo che ho scelto (HP 50) ha un riporto filettato che ne permette il montaggio senza colla assicurando anche la tenuta pneumatica; per maggior sicurezza ho comunque applicato anche un po’ di colla.

Internamente al pannello ho quindi montato il filtro crossover già completo di tutti i cablaggi.

 

 

 

 

Tra le due pareti laterali è stato inserito un listello di abete a sezione tonda da 3cm di diametro rivestito con cascami di stoffa, questo accorgimento contribuisce ad un ulteriore smorzamento del cabinet. Grazie a Marco Dongu per questo consiglio dettato dall’esperienza.

 

A questo punto ho incollato il pannello posteriore sul corpo cassa centrale serrando il tutto con robusti morsetti e un apposito telaietto costruito allo scopo di distribuire uniformemente la pressione sul perimetro del pannello. Ho utilizzato colla vinilica rapida (fa presa in 5 minuti), comodissima ma non consente errori e ripensamenti!

Ad intervalli di 12 ore (normalmente si aspettano 36 ore se si usa normale colla vinilica) ho rinforzato l’incollatura applicando due passate di colla vinilica nella giunzione interna per essere sicuro di avere una tenuta ermetica.

A questo punto ho inserito il materiale fonoassorbente (poliuretano bugnato da 40mm) sul pannello posteriore.

 

La fase successiva ha visto l’incollaggio del baffle seguendo la stessa procedura utilizzata per il pannello posteriore, l’unica differenza sta nel fatto che il baffle non è rivestito di materiale bituminoso e tantomeno di materiale fonoassorbente.

Anche in questo caso l’incollatura interna è stata ripetuta due volte sempre ad intervalli di 12 ore l’una dall’altra.

A questo punto ho inserito il resto del materiale fonoassorbente per rivestire tutte le pareti del corpo cassa.

 

   

 

 

La fase successiva ha visto la verniciatura dei pannelli in MDF. Ho utilizzato una normale bomboletta spray di colore nero opaco, applicando diverse mani leggere intercalate da una leggerissima passata di carta abrasiva a grana finissima.

Il pannello frontale è stato dotato degli innesti per la griglia di protezione; gli innesti forniti da Giacomo Satta sono veramente precisi e non richiedono incollaggio, basta qualche martellata (sempre con un pezzo di legno tenero in mezzo!).

 

Il corpo cassa in multistrato è stato colorato con mordente di color noce chiaro utilizzando un prodotto a base acqua (Liberon), molto facile da utilizzare. Per ottenere il colore desiderato ho dovuto ricorrere a tre applicazioni.

A questo punto una leggerissima passata di carta vetrata P240 e tre mani di turapori alla nitro, sempre intervallate a quattro ore l’una dall’altra e da passate di carta vetrata P180.

Un’ultima passata di rifinitura con carta vetrata P240 e poi lucidatura con cera colorata (Liberon).

 

Siamo quindi all’ultima fase che ha visto il montaggio della morsettiera previa interposizione di una guarnizione autoadesiva.

La morsettiera è predisposta per il bi-wiring ed è collegata al filtro cross-over mediante i già citati fili Van Den Hul saldati con stagno al 4% di argento.

Per facilitare il fissaggio mediante viti ho praticato dei fori di invito con un diametro pari alla metà di quello delle viti stesse.

 

 

Finalmente i componenti più preziosi, ovvero gli altoparlanti.

Nelle sedi degli altoparlanti sono stati praticati dei fori di invito in corrispondenza dei punti di fissaggio previsti.

Nella sede del woofer è stata inserita una guarnizione autoadesiva, per il tweeter non è necessaria visto che la flangia ne è già provvista.

Si procede a saldare i fili ai terminali degli altoparlanti (sempre con stagno al 4% di Argento), è un’operazione molto delicata che va effettuata con precisione e rapidità perchè insistendo troppo con il saldatore sui terminali si corre il rischio di pregiudicare i collegamenti interni.

 

Gli altoparlanti sono stati quindi fissati serrando le viti gradualmente ed in modo incrociato.

Dulcis in fundo è stata realizzata la griglia parapolvere. A dire il vero Giacomo Satta mi aveva fornito dei pannelli in MDF già sagomati e forati per realizzare i telaietti, sebbene ben lavorati, non mi convincevano in termini di prestazione acustica in quanto troppo massicci. Ho così realizzato ex-novo due cornici con dei listelli di legno leggero combinati in modo da avere il profilo esterno smussato, le cornici sono state poi rinforzate con inserti di legno massello in cui ho realizzato i fori e incollato gli innesti di fisaggio.

La tela acustica è stata poi fissata con colla a caldo.

 

Prestazioni

La documentazione e lo scambio di informazioni su Internet descrivono questo diffusore capace di prestazioni generose ed in grado di riprodurre la musica in modo naturale senza affaticamento.

D’altro canto però, sembra che la qualità sonora tenda a decadere pesantemente ad alti livelli di potenza, anche se questo si verifica in una situazione ben lontana dal normale ascolto domestico (e più vicina all’arresto per disturbo della quiete pubblica!).

 

L’andamento di impedenza è piuttosto vario perché il crossover non ha reti di correzione, questo però non provoca grossi problemi ed il carico presentato all’amplificatore non è dei più difficili. Ho provato il diffusore in laboratorio con un finale a Mosfet e in impianto con il mio finale valvolare senza verificare alcun problema.

 

A parte le misure (disponibili) e le simulazioni (grazie a Marco Dongu) l’ascolto ha confermato il gran bene che si dice di questo diffusore, ha ancora bisogno di rodaggio ma già così suona che è un piacere.

 

Ho capito perché il tweeter è denominato “Revelator” tira veramente fuori ogni dettaglio musicale, la scena sonora è restituita molto bene e la gamma sonora molto equilibrata senza nessuna invadenza.

L’unico difetto, che per qualcuno potrebbe essere un problema, riguarda l’estensione alle basse frequenze, ma con un woofer da 6,5’’ è difficile fare di meglio.

I miei gusti personali non prediligono i bassi da bombardamento ma preferisco piuttosto la precisione, in questo contestso questi diffusori vanno più che bene, al punto che ho deciso di togliere il subwoofer dall’impianto (finora necessario a causa della limitatissima gamma bassa dei piccoli satelliti che dopo 20 anni di onorato servizio passano ad altro impiego).

 

NOTA: I satelliti sono un vecchio progetto che Audio Review aveva presentato negli anni ’80, realizzati con mid-bass Kef B110 e tweeter Scan-Speak D2010. Ancora validissimi ma realizzati con un cabinet alquanto grossolano; questi diffusori dopo un piccolo make-up andranno ad equipaggiare un sistemino per la cameretta di mia figlia.

 

Reperibilità componenti

 

Tutto il materiale elettro-acustico è stato reperito presso Audiokit di Aprilia che ha realizzato una sorta di kit completo. (www.audiokit.it)

 

Come già descritto il materiale semi-assemblato per il cabinet è stato fornito da JSS di Giacomo Satta. http://www.jssystem.it/

 

Un ringraziamento a Marco Dongu per i prezioni consigli durante la fase realizzativa e a Davide per lo spazio concesso sul suo sito.

 

Per qualsiasi contatto

Maurizio.daniele@marconi.com

 

   

 

Altri progetti di Maurizio sul sito:

 

Dac Valvolare

SE con valvole 6L6 da 5 watt

Finale per sub

 

 

 

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