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Le 99 (+1) di Angelo Bonavera
Un saluto a
tutti, sono Angelo Bonavera di Imperia e finalmente mi sono deciso
a inviare un resoconto sulla costruzione dei diffusori.

Dopo aver
navigato a lungo sulla rete e cercato di valutare i pro e i contro
dei diversi progetti, ho infine scartato le casse a tromba, che mi
avevano a lungo stuzzicato, per rivolgermi ad un diffusore, forse
più semplice nella costruzione, che sembrava potesse darmi tante
soddisfazioni. Parlo delle ormai mitiche 99, cioè dei
monovia con altoparlanti Fostex Fe206E (a proposito,
devo dire che i miei diffusori sono alti
100 cm., ma
continuerò, per dovere di copyright, a chiamarle ‘le 99
(+1)’ ).
Innanzi tutto un
ringraziamento doveroso a chi, con pazienza e disponibilità, ha
sempre risposto alle mie domande e ai miei problemi: grazie
Massimo (vedi Massimo di Salsomaggiore e il suo bellissimo
e dettagliato progetto sulla costruzione di 2 monovia Fostex:
in questo sito, sezione diffusori ).
Ho acquistato
gli altoparlanti da una ditta tedesca, tramite Internet, al
sito
www.boxen-baustelle.de/ , per 195 euro, compreso iva e
spese di spedizione, anche perché non avrei saputo come
comportarmi con l’iva nel caso di acquisto al di fuori della
Comunità Europea; e poi, sinceramente, a meno non ho trovato
niente, neanche negli USA. La Ditta si è rivelata serissima e, in
poco tempo, ho ricevuto la merce perfettamente imballata e
funzionante.
Per quanto
riguarda il legno, ho alla fine utilizzato del multistrato
di pioppo di 25 mm di spessore, che mi sono fatto tagliare sul
posto. Occorre precisione nelle misure e, se posso dare un
consiglio, cercate di controllare sempre il tutto quando vi viene
consegnato; io, purtroppo, non l’ho fatto ed ho poi dovuto
faticare non poco per rettificare dei tagli imprecisi.
Ci sono sul sito
già diversi articoli su queste monovia, per cui cercherò di dare
solo un elenco sommario della lavorazione, soffermandomi
maggiormente sui particolari che differiscono dagli altri
progetti.
Per prima cosa, ho fatto i
buchi per il diffusore e il tubo reflex,

prima un foro con una punta da legno

e poi utilizzando lo strumento hobbistico evidenziato nelle foto.
Per l’assemblaggio,
ho fatto la spinatura con un aggeggio per spinare da pochi
soldi ed è venuta benissimo; sono comunque convinto che non sia
strettamente necessaria, in quanto il vinavil è un collante
perfetto.
Ecco dei
particolari.

Continuo l'assemblaggio

Il risultato finale (i due pannelli interni sono in mdf, ma solo
perché avevo finito il multistrato).

L’isolamento interno
è stato fatto usando catramina in abbondanza, per
impermeabilizzare il tutto, e incollando poi dei pannelli di
antirombo per auto su tutta la superficie interna.

Per
quanto riguarda il pannello posteriore, mi è piaciuta
l’idea di Massimo di non chiuderlo in modo definitivo, ma di poter
all’occorrenza accedere all’interno delle casse, per eventuali
modifiche ai collegamenti o all’insonorizzazione.
Come si può
vedere dalle foto, la parte superiore, dove ci sono i connettori
per i cavi di potenza, fa parte integrante del mobile: in questo
modo, il cavo altoparlante-connettore non viene mai spostato
quando si toglie lo sportello e può essere fatto il più corto
possibile.
Inoltre,
nella parte inferiore, un secondo sportellino rende indipendente
il pannello principale dal luogo dove viene messa la sabbia; si
potrebbe fissare una volta per tutte questo secondo sportello, e
forse sarebbe meglio per rendere il tutto un po’ più rigido e
con meno viti (quello che non c’è non può creare problemi!),
ma, devo dire, anch’io non amo le cose definitive.
Certo che
occorre isolare bene i pannelli, in modo che non possa
fuoriuscire alcun suono! Io ho usato, per la sigillatura, delle
guarnizioni per finestre (di quelle garantite 8 anni) e ben 13
vitine: state sicuri che non esce alcun spiffero (addirittura ho
provato a soffiare aria con un compressore, dal buco degli
altoparlanti, e il risultato è stato più che rassicurante!)

Altoparlanti
con il pon-pon
Ho poi fatto
le saldature sulla parte posteriore dell’altoparlante,
collegando anche un filo di terra tra il polo negativo e la
carcassa metallica dell’altoparlante stesso, come indicato
nell’articolo di Tony Gee al sito:
http://www.humblehomemadehifi.com/Solo206.html (Update
January 2005).
Onestamente
devo dire che non ho la minima idea di come (e se) tutto questo
possa portare ad un qualche miglioramento del suono, ma mi sono
fidato di chi ne sa certamente molto più del sottoscritto.
Ho riempito
le casse con del materiale acrilico, quello in sostanza che
si usa per i cuscini, anche perché ho letto da qualche parte che
l’acrilico dovrebbe servire a ridurre principalmente i toni medi.
Per il
colore, ho usato un piccolo rullo, in quanto non volevo
sporcare con lo spruzzo. Da notare che il colore del frontale ha
la stessa tonalità degli altoparlanti (fatto fare su ordinazione
da un colorificio), mentre i lati e il pannello posteriore sono in
nero opaco.
Infine, ho
usato 3 piedini per reggere i diffusori (ormai sono
quasi un esoterico… ah ah ah), i soliti paracolpi trasparenti
comprati alla Bennet per pochi euro…..
Et
voilà …
(non male)

bang1949@tin.it
Il disegno:

Gli altri articoli su questo
diffusore:
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Massimo da Salsomaggiore e le
sue Monovia Fostex 206 |
Le Blue99 di Giorgio
con Fostex 206 |
Le 99 di Andrea
sempre con Monovia Fostex 206
ottimo articolo |
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