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" Jammy " Di alberto Bellino


 

 

 

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Alberto Bellino

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DIFFUSORI “JAMMY” : AGGIORNAMENTO DEL PROGETTO!

 

 

I diffusori Jammy sono un progetto di sistema quasi-monovia che misi su più di dieci anni fa e che da allora sono stati costruiti da parecchi appassionati. Ho ricevuto negli anni parecchie mail di persone che le avevano realizzate e, in generale, la soddisfazione espressa è sempre stata buona.

 

Qualche anno fa ripresi in mano i diffusori i quali giacevano ormai inutilizzati da parecchio tempo su di una mensola nel mio laboratorio e, accesa la fedele Clio, ripetei alcune misure. La validità della risposta e in generale del risultato sonoro era sempre consistente ma dopo un po’ di tempo mi saltò chiaramente all’occhio quella che era la caratteristica fondamentale delle Jammy : poter anche essere accoppiate con amplificatori di bassa potenza ed esibire una buona dinamica anche con limitate erogazioni di corrente. Il diffusore però soffriva del difetto che hanno quasi tutti i sistemi monovia ed affini, ovvero quella di essere molto efficienti in gamma media e un poco di meno sugli estremi banda. Le Jammy in verità mitigavano tale difetto abbastanza bene, in quanto la presenza di una cella RLC sul solo driver basso permetteva una risposta meno gonfia in gamma media e l’accordo a 60 Hz unito ad un volume pari al Vas della coppia degli altoparlanti garantiva un basso potente anche se non molto esteso. Sulla gamma alta il buon driver Monacor SPH-60X faceva piuttosto bene il suo lavoro anche se all’ascolto si sentiva che non era presente un vero tweeter anche solo per rifinire l’estremo alto.

 

 

Lungi da me l’idea di voler applicare un altro driver di compensazione ma anche quella di stravolgere il progetto originale, mi misi a lavorare affinché il sistema acustico Jammy potesse essere ancora più lineare e, all’ascolto garantire una sensazione di maggiore estensione e naturalezza sonora. Sapevo che dovevo giocoforza rinunciare a dell’efficienza ma mi intrigava il fatto che il diffusore, una volta implementato al meglio  potesse giocarsela alla pari con sistemi multivia.

 

 

Pertanto non mi restava che lavorare alacremente sulla famosa cella RLC, modificandone il comportamento affinché il diffusore risultasse nel comportamento molto simile ad un sistema multivia ma mantenendo ancora alcuni dei vantaggi dei sistemi monovia : coerenza, efficienza, semplicità di realizzazione, pilotaggio e interfacciamento. In questa maniera non ho modificato nulla di basilare del cabinet e non ho cambiato i trasduttori, quindi tutte le persone che hanno già realizzato le Jammy possono, se lo ritengono interessante, attuare la modifica qui proposta senza grossi problemi, solamente modificando il filtro interno.

 

 

La cella RLC che vi propongo, questa volta agisce contemporaneamente su entrambi i trasduttori e ha un’azione molto marcata sulla risposta. L’induttore da 3,5mH piega la risposta già a frequenza mediobassa sottolineando solo la porzione di spettro sonoro inferiore. La piegatura della risposta viene interrotta dalla resistenza da 6R8 ohm in serie alla stessa bobina garantendo il corretto livello di emissione di tutta la gamma media e parte della medioalta. Il condensatore da 5,6uF infine, garantisce che tutta la porzione superiore dello spettro, quella che più viene limitata dalla tipologia del trasduttore impiegato, di fluire libera verso di esso. La combinazione di questi tre elementi filtranti garantisce un comportamento di trasmissione del diffusore invidiabile in termini assoluti di linearità e uno sfasamento acustico limitato

 

 

Come potete vedere dalla risposta ottenuta, la Jammy è ora molto lineare, compatibilmente con il tipico comportamento dei driver a doppio cono. In ambiente l’estensione della risposta è veramente notevole e anche dalle curve MLS, le quali approssimano il comportamento del sistema in anecoica, si può notare come i nostri piccoli diffusori si comportino quasi bene come i migliori sistemi a due o più vie.

 

 

All’ascolto, la caratteristica che più stupisce delle Jammy è la potenza del basso, veramente eccezionale in relazione alle caratteristiche del driver, una prestazione che riesce a competere con diffusori di pari dimensioni ma dotati di veri woofer. La gamma media è chiara e di buon spessore, l’estremo acuto è abbastanza morbido e logicamente un pelo eufonico ma i piatti della batteria vengono riprodotti con sufficiente dovizia di particolari. Ovviamente la fatica di ascolto è pari a zero e la riproduzione degli strumenti acustici sembra quella di un diffusore di alta classe.

 

 

I difetti sono i soliti dei sistemi con altoparlanti a doppio cono, il più evidente è la limitata dispersione la quale obbliga un ascolto in una stretta finestra e con i diffusori bene angolati verso il punto di ascolto e una più limitata scena sonora rispetto a sistemi dotati di tweeter a cupola  derivante dal fatto che qui abbiamo meno campo riverberato in grado di ricostruire l’ambiente sonoro. Comunque sono difetti assolutamente “digeribili” se si pensa che, con una spesa sempre limitata, si ottiene un sistema efficiente, esteso, semplice da costruire e poco sensibile agli abbinamenti con le elettroniche di pilotaggio.

 

 

In conclusione, posso affermare che chi ha già costruito le Jammy e negli anni ha potuto goderne del suono, oggi ha la possibilità di migliorarle ulteriormente, a patto di voler sacrificare un poco di efficienza per una migliore resa timbrica e gradevolezza sonora e, per chi non le ha ancora costruite, oggi ha un motivo in più per iniziare a far tagliare legno per il cabinet e ordinare gli altoparlanti e i componenti del filtro, sapendo che a fine del proprio lavoro si potrà contare su un diffusore solido, onesto e capace di regalare grandi soddisfazioni di ascolto per tutta una vita.

 

 

A proposito della cella RLC, sappiate che posso fornire il tutto già assemblato e cablato, con componenti di ottima qualità.

 

Buon lavoro e buoni ascolti da Alberto.

 

STUDIO ELETTROACUSTICA AUDIOJAM2
di Bellino Alberto
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“La musica è un’arte viva, emozione in movimento perpetuo. Quando potete, spegnete lo stereo e andate ai concerti. Quando non potete farlo, esigete dal vostro impianto la stessa emozione provata all’ultimo concerto.”





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