Autocostruzione       

Golem  concentrico di Luigi

 

 

 Di cosa si tratta

Diffusore  autocostruito

Chi lo ha costruito

Luigi   docmelli@libero.it

 

Caro Davide, Rieccomi con un "fai-da-te" di qualche tempo fa, costruito su una idea di   Filippo Punzo. Ti invio la documentazione riguardo i vari passaggi, per   arricchire la parte "no-profit" del sito nel caso in cui tu la ritenga   meritoria di pubblicazione. E' un gioco-esperimento abbastanza interessante
per capire il funzionamento dell'Acustica...  Cari saluti e buon lavoro.

Luigi M . Arezzo 
docmelli@libero.it

 

DER GOLEM … MY GOLEM

 

Ecco un progetto geniale che purtroppo è gravato dalle difficoltà di reperimento dei componenti (altoparlanti in primis).

L’idea di provare a realizzare questo progetto è nata appunto dalla genialità di riadattare una “volgare” plafoniera acustica in un componente per alta fedeltà.

La mia vuole essere una testimonianza della realizzabilità di un progetto apparentemente bislacco ed un ringraziamento agli autori del progetto (Punzo-Toribio), per lo studio accurato effettuato nelle fasi di stesura del progetto.

Rispetto a come esposto nell’articolo di Punzo-Toribio, ho realizzato il progetto in MDF; per comodità di taglio le superfici frontali-posteriori e laterali, sono state realizzate della stessa altezza con un “tappo” in cima ed in fondo.

Tutti i pannelli (tranne quelli interni), sono stati “spinati” per assicurare stabilità e tenuta dell’intera struttura.

 

 

La ricerca dei componenti del filtro di crossover ha comportato qualche difficoltà, soprattutto per la piccola induttanza su nucleo (Digitex - Firenze), e per i condensatori da 1,8 uF.

Personalmente ho voluto provare ad assemblare tutti i componenti su una basetta di compensato (non essendo possibile – per i pesi in gioco -, il montaggio all’americana).

Tentando di rispettare distanze e rapporti adeguati tra i vari componenti.

 

Anche nei miei Golem i bulloni di fissaggio della basetta del crossover (in acciaio inox), portavano il segnale all’interno dei diffusori.


 

Essendo delle torri piuttosto alte (anche se pesanti – circa 20 kg cad.), ho preferito fissare i bulloni di ingresso segnale in una posizione più bassa rispetto al progetto originale, di conseguenza i filtri sono stai alloggiati sopra il divisorio della seconda camera.

Per quello che riguarda i piedi delle casse ho fissato tre bulloni alla base (parzialmente affogati all’interno), e terminati con dadi a testa tonda.

 

 

Inizialmente avevo provato i gommini proteggi porta della UPIM, ma le torri sembravano pericolosamente instabili.

Infine, ho fatto le finiture della struttura: lateralmente con vernice nero opaco sopra un trattamento con tre mani di turapori; sulla testa e sulla fronte delle torri ho incollato dei fogli di “essenza di faggio”?, che ho trattato sempre con tre mani di turapori.

 

Inutile dire che sono più che entusiasta della mia realizzazione.

Suonano veramente forte e chiaro, il suono appare molto più analitico e “live” rispetto alle mie tre vie precedenti (RCF BR 2038); non so se sia dato dalle caratteristiche degli altoparlanti che equipaggiano le casse o dal loro numero (2).

A onor del vero ho iniziato ad ascoltare le “creature” prima dell’applicazione della coibentazione acustica all’interno, e in effetti il suono aveva una sorta di timbro inscatolato. Per fortuna questo timbro si è ridotto notevolmente con l’incollaggio di un foglio di espanso bugnato da 1 + 1 cm sulla parete inferiore del condotto di accordo ed espanso bugnato da 2 + 1 cm nella prima camera.

Ho aggiunto solo una manciata (circa 50 g), di assorbente acustico tipo sintetico per cuscini, poiché (nell’ambiente in cui suonano), tenderebbero ad avere i bassi troppo “controllati”.

Secondo me questi mostri danno il meglio di se con quartetti o piccole orchestre, mentre la grande orchestra manca un po’ di pienezza.

 

Doveroso un sincero ringraziamento alla cortese disponibilità di Filippo Punzo, che con pazienza e tempestività mi ha aiutato, con preziosi suggerimenti, nella realizzazione di questo progetto.

 

 

Luigi M . Arezzo
docmelli@libero.it

 

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