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Costruzione della parete posteriore.
La parte
posteriore della cassa è la vera e propria “spina dorsale” della
cassa in quanto è costituita da 4 cm di MDF (19mm + 19mm), quindi
molto rigida e pesante.
Nella sua
preparazione ho preferito realizzare i condotti reflex in legno
anziché in plastica e ne ho smussato leggermente le estremità (NB:
non si tratta di condotti a clessidra ma è una semplice
smussatura). Naturalmente la frequenza di risonanza dei condotti
da me realizzati è la stessa di quella adottata da Troels.
Cambiano solo la forma e la materia.
Inoltre, prima dell’incollaggio, bisogna realizzare
la morsettiera. Nel mio caso ho forato direttamente il legno e
fatto passare le boccole. Diversamente dal progetto originario ho
voluto adottare il triwiring, molto comodo sia per cablare
autonomamente i vari altoparlanti sia per bi-amplificare il
diffusore (elemento questo che mi stava molto a cuore). Attenzione
a trovare delle boccole che potete fissare bene sul legno e che
non inizino a girare ogni volta che serrate un cavo. In questo
progetto non sono contemplati questi errori.



La base.
Non volendo
inserire il filtro crossover all’interno della cassa, così come
faccio sempre, ho realizzato un’apposito spazio nella base
d’appoggio del diffusore.
Sul fondo della cassa ho predisposto dei ragni che
alla fine consentiranno il montaggio dei piedi. Come sopra per il
fissaggio dei ragni.

Il piede l’ho trovato per puro caso ad Obi, non so
bene quale fosse il suo vero impiego ma la struttura era molto
resistente e le dimensioni perfette. Inoltre l’alluminio è
inossidabile quindi anche in questo ero tranquillo.

Questa volta, non volendo usare punte che avrebbero
prodotto gravi conseguenze al pavimento, oltre che incastrarsi tra
le fughe delle piastrelle ad ogni piccolo spostamento, ho usato
dei bulloni con testa tondeggiante. Questa configurazione mi
avrebbe permesso di calibrare finemente il piazzamento del
diffusore evitando fastidiosi dondolii ma soprattutto di non
graffiare le piastrelle. Inoltre le casse scivolano molto
facilmente e vista la mole la cosa è gradita.
Rivestimento interno.
Dopo aver passato l’inevitabile antirombo ho
incollato il poliuretano espanso all’interno della cassa. Anche in
questo caso ho adottato materiali assorbenti di diversa
consistenza. Per i medi in particolare ho girato tutti i negozi
che potevano avere questo tipo di materiali; infine ho smantellato
tutti i cuscini di casa fino a quando non mi sono imbattuto in una
sostanza che mi ha molto incuriosito e ritengo abbia delle ottime
caratteristiche assorbenti anche se non so dirvi come si chiama.

Rivestimento esterno.
Questa volta,
nell’ottica di dover realizzare le mie casse definitive, ho voluto
rivestire la parte esterna con del pregiato noce mansonia. Ho
chiesto ad una ditta di Lucca (Eurokit) di prepararmi una trentina
di tavolette di noce da 1mt di lunghezza per 10 cm di larghezza e
2 mm di spessore. Ne ho presa qualcuna in più per sicurezza.
Dalle immagini
non si vede molto, ma la loro bellezza è parsa subito evidente. Ho
quindi incollato le tavolette lungo i fianchi, tenendo sempre una
distanza tra esse di circa 1 mm. Non è stata semplice come
operazione perché per evitare che si muovessero ho dovuto prima
incollare la parte dritta, aspettare che asciugasse e poi
incollare la parte curva.

Durante questa operazione, per rendere più gentile
la curva ed evitare di spaccare le tavolette, ho inserito una
striscia di gomma sotto la piegatura. Dopo l’incollaggio con
abbondante colata di Vinavil mi sono accertato che non vi fossero
vuoti d’aria. In quel caso ho aggiunto altra colla attraverso la
fessura lasciata tra le tavolette.
Il trattamento del legno.
Il mio scopo era
avvicinarmi il più possibile alle realizzazioni Sonus Faber cosa
abbastanza chiara. Quindi era necessario avere un legno laccato
lucido con le venature ben evidenti. Il legno si prestava, quindi
non volevo sprecare questa occasione. Mi sono iscritto per
consigli anche sul Forum Il Legno dedicato alla lavorazione del
legno.
Ve la faccio
breve (cosa che in realtà non è stata, ma nulla di questo progetto
lo è stato): ho cartato con grana 320 il legno grezzo, poi
verniciato con turapori trasparente, due mani, tra le quali di
nuovo carta vetro a grana 400. Una volta ottenuta una levigatezza
senza compromessi ho iniziato a dare il lucido. Si tratta di
vernice poliuretanica trasparente lucida per esterni. Non l’ho
data con il pennello poiché mi venivano fuori tanti granelli di
polvere che rendevano orrenda la laccatura. Perciò ho provato a
passarlo con lo scottex casa. Mettevo con un cucchiaino del lucido
sulla carta e la passavo sul legno. Ci sono volute più mani ma
alla fine l’effetto è stato ottimo. Tra le mani eliminavo
eventuali impurità con carta a grana 500 (quella per carrozzieri).
Nonostante questo avrei voluto ottenere un effetto ancor più bello
ma evidentemente le mie poche risorse e conoscenze non me lo hanno
permesso…

Filtro crossover.
Per il filtro ho seguito scrupolosamente la
versione indicata da Troels e di cui per comodità vi riporto lo
schema dallo stesso sito
http://www.troelsgravesen.dk/ektagrande.htm a cui comunque vi
rimando per i dettagli.

Ho impiegato
materiali di indubbia qualità. Per il condensatore in serie al
Tweeter ho usato un Mundorf serie Silver Gold. Per i medi Audin
Cap Plus. Tutti i condensatori sono al polipropilene. Tutte le
induttanze sono Intertechnik avvolte in aria. Quelle in serie sono
del tipo Tritech a bassissima resistenza. Le resistenze sono MOX
da 10W. Tutti i cavi interni sono i soliti Van Den Hull argentati
(per i Woofer CS12 e per il medio e tweeter CS16).
Ho separato i
tre rami del filtro incollandoli su tre distinte basette di
compensato per consentire un’introduzione più agevole all’interno
della base del diffusore. Calcolate che con tutti quei cavi che
usciranno dalla base sarà complicato inserire i filtri se non
lasciate abbastanza spazio all’imboccatura. Io inizialmente ho
avuto dei problemi a farceli entrare e ho dovuto rimediare
ricostruendo i filtri in modo da mettere i componenti più vicini
tra loro. Certamente ho evitato di appiccicare tra loro le
induttanze più grandi per evitare che si disturbassero. In effetti
per evitare fenomeni indesiderati le induttanze andrebbero
disposte almeno a 13 cm di distanza l’una dall’altra.
Per dettagli vi
suggerisco la lettura del seguente articolo:
http://www.audiofanatic.it/Articoli/Bobine/Induttanze.html
Distinta approssimativa del materiale impiegato
Lasciamo
perdere….
Ho tenuto comunque tutti gli scontrini e potrei
calcolare la somma spesa ma non so a chi possa interessare. Si sa
che chi si imbatte in una realizzazione simile non può stare li a
contare gli Euro.
Prime impressioni
Anche qui
lasciamo perdere…
Drammatica la
dinamica, impressionante il basso, rifinitissimi gli alti, mai
ripeto mai fastidiosi i medi. Di tutta la musica che ho fatto
passare per questi diffusori sinora, anche a volumi da arresto,
non ho mai percepito un fastidio, una risonanza in qualche
pianoforte, sassofono…. Nulla di nulla…
Mio dovere è
però specificare la configurazione che ho adottato e che è la
seguente:
Lettore CD Naim
CD5i, amplificazione principale Unison Research Sinfonia con cui
amplifico mid e tweeter e da cui prelevo il segnale preamplificato
e lo rimando ad una coppia di Atoll PR200 + AM100 con cui
amplifico i doppi woofer.
Dopo aver
calibrato con un paio di ore di ascolto il volume su cui fissare
il pre Atoll per la sezione bassi, ho subito capito che quello che
sentivo era sconvolgente.
Consiglio
vivamente la doppia amplificazione a chi volesse sperimentare.
Nonostante le
mie amplificazioni fossero agli antipodi come timbrica, non ho mai
notato niente di anomalo, il messaggio musicale esce impeccabile,
fluido ed equilibrato.
Ho letto in giro
che le casse di Troels non suonano… J
Forse ho avuto
fortuna non so ma penso che queste casse mi accompagneranno per un
bel pezzo. E non ho ancora iniziato il rodaggio…
Vivamente consigliate.
Buona autocostruzione a tutti.

Prime modifiche dopo il rodaggio
Dopo un po’ di
ore di ascolto e con la mente un po’ più lucida mi sono trovato ad
ammettere che il tweeter era un po’ troppo in evidenza. Non in una
particolare frequenza ma in tutto lo spettro ad esso assegnato.
Soprattutto quando portavo il volume di ascolto a livelli elevati.
Quindi, per
attenuarlo e non alterare i parametri del filtro ho semplicemente
sostituito la resistenza da 1,5 Ohm a monte della cella degli
acuti con una da 2,7 ohm e devo dire che con questa modifica le
casse si sono avvicinate ancor più a quelli che sono i miei gusti
personali.
Fatica d’ascolto
assente, giusto equilibrio tra le gamme riprodotte, soprattutto
nella musica rock che era quella che soffriva di più di questa
eccessiva sensibilità del tweeter.
Ora gli alti ci
sono comunque tutti (ed il revelator riproduce davvero qualsiasi
cosa gli passa attraverso senza alcuna pietà per le cattive
incisioni) ma nel complesso si accordano di più con il medio.
E’ da tener
presente che la modifica è del tutto legata ai miei “lobi” ed al
mio gusto personale, e che magari non sarebbe stata necessaria con
un ambiente diverso, altre elettroniche o altri cavi.
Quindi
prendetela per quello che è.
Per ora va bene
così anche se come scrive Marco Benedetti su una famosa rivista
italiana “La soluzione definitiva è una brevissima fase
transitoria fra una ricerca affannosa e l’altra”.
E come ha
ragione!
Rodaggio terminato e considerazioni a freddo
Man mano che il
rodaggio proseguiva mi sono accorto che l’attenuazione sul tweeter
era forse eccessiva. Probabilmente perché si stavano sciogliendo
sia il medio che i woofer.
Ho quindi
provato a sostituire la resistenza da 2,7 ohm con una da 2,2.
Così la resa mi
sembrava meglio equilibrata e ancora non affaticante.
In seguito, un
po’ per curiosità, un po’ per vedere come si comportava l’Unison
Sinfonia, ho provato a collegare le casse al solo amplificatore
valvolare e, anche se mi aspettavo un miglioramento sulla qualità
dei medi e dei medio-bassi, non mi aspettavo una grossa capacità
di pilotaggio soprattutto alle basse frequenze. Invece devo dire
che il Sinfonia ha mostrato energia da vendere. Non mi faceva
affatto rimpiangere la coppia Atoll.
La risposta sui
bassi anche se sufficientemente potente e molto profonda (più
profonda dell’atoll) era chiaramente più goffa e meno controllata
(anche se non in modo esagerato).
Ho provato a
questo punto a collegare i diffusori all’uscita 4 ohm anziché a
quella 8 ohm, e così ho ottenuto un basso leggermente più
controllato e più snello.
Ora queste casse
cominciano davvero a farsi ascoltare con facilità e per lunghi
periodi senza problemi. Assenza di fatica d’ascolto, ampio
palcoscenico, timbrica degli strumenti corretta, nessuna enfasi o
colorazione, notevole effetto presenza.
Probabilmente
tra non molto proverò a ripristinare la configurazione originaria
con la resistenza da 1,5 ohm in serie al tweeter, ma a questo
punto si tratta di dettagli.
Ancora un saluto
a Davide sempre molto disponibile.
Gianni
laxity@virgilio.it
Complimenti Gianni un capolavoro
!!!!!!!! Davide Sbisa'
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