Autocostruzione        

Ekta Grande  di Gianni

 

 

 Di cosa si tratta

Diffusori tre vie

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Chi lo ha costruito

Gianni laxity@virgilio.it

Caratteristiche particolari

bass reflex con componenti Scan Speak

Mia presentazione

Un progetto davvero favoloso   realizzato benissimo

Pag 2.

 

Costruzione della parete posteriore.

 

La parte posteriore della cassa è la vera e propria “spina dorsale” della cassa in quanto è costituita da 4 cm di MDF (19mm + 19mm), quindi molto rigida e pesante.

Nella sua preparazione ho preferito realizzare i condotti reflex in legno anziché in plastica e ne ho smussato leggermente le estremità (NB: non si tratta di condotti a clessidra ma è una semplice smussatura). Naturalmente la frequenza di risonanza dei condotti da me realizzati è la stessa di quella adottata da Troels. Cambiano solo la forma e la materia.

Inoltre, prima dell’incollaggio, bisogna realizzare la morsettiera. Nel mio caso ho forato direttamente il legno e fatto passare le boccole. Diversamente dal progetto originario ho voluto adottare il triwiring, molto comodo sia per cablare autonomamente i vari altoparlanti sia per bi-amplificare il diffusore (elemento questo che mi stava molto a cuore). Attenzione a trovare delle boccole che potete fissare bene sul legno e che non inizino a girare ogni volta che serrate un cavo. In questo progetto non sono contemplati questi errori.

 

            

 

 

 

La base.

 

Non volendo inserire il filtro crossover all’interno della cassa, così come faccio sempre, ho realizzato un’apposito spazio nella base d’appoggio del diffusore.

Sul fondo della cassa ho predisposto dei ragni che alla fine consentiranno il montaggio dei piedi. Come sopra per il fissaggio dei ragni.

 

 

Il piede l’ho trovato per puro caso ad Obi, non so bene quale fosse il suo vero impiego ma la struttura era molto resistente e le dimensioni perfette. Inoltre l’alluminio è inossidabile quindi anche in questo ero tranquillo.

 

 

Questa volta, non volendo usare punte che avrebbero prodotto gravi conseguenze al pavimento, oltre che incastrarsi tra le fughe delle piastrelle ad ogni piccolo spostamento, ho usato dei bulloni con testa tondeggiante. Questa configurazione mi avrebbe permesso di calibrare finemente  il piazzamento del diffusore evitando fastidiosi dondolii ma soprattutto di non graffiare le piastrelle. Inoltre le casse scivolano molto facilmente e vista la mole la cosa è gradita.

 

Rivestimento interno.

 

Dopo aver passato l’inevitabile antirombo ho incollato il poliuretano espanso all’interno della cassa. Anche in questo caso ho adottato materiali assorbenti di diversa consistenza. Per i medi in particolare ho girato tutti i negozi che potevano avere questo tipo di materiali; infine ho smantellato tutti i cuscini di casa fino a quando non mi sono imbattuto in una sostanza che mi ha molto incuriosito e ritengo abbia delle ottime caratteristiche assorbenti anche se non so dirvi come si chiama.

 

     

 

Rivestimento esterno.

 

Questa volta, nell’ottica di dover realizzare le mie casse definitive, ho voluto rivestire la parte esterna con del pregiato noce mansonia. Ho chiesto ad una ditta di Lucca (Eurokit) di prepararmi una trentina di tavolette di noce da 1mt di lunghezza per 10 cm di larghezza e 2 mm di spessore. Ne ho presa qualcuna in più per sicurezza.

Dalle immagini non si vede molto, ma la loro bellezza è parsa subito evidente. Ho quindi incollato le tavolette lungo i fianchi, tenendo sempre una distanza tra esse di circa 1 mm. Non è stata semplice come operazione perché per evitare che si muovessero ho dovuto prima incollare la parte dritta, aspettare che asciugasse e poi incollare la parte curva.

 

 

Durante questa operazione, per rendere più gentile la curva ed evitare di spaccare le tavolette, ho inserito una striscia di gomma sotto la piegatura. Dopo l’incollaggio con abbondante colata di Vinavil mi sono accertato che non vi fossero vuoti d’aria. In quel caso ho aggiunto altra colla attraverso la fessura lasciata tra le tavolette.

 

Il trattamento del legno.

 

Il mio scopo era avvicinarmi il più possibile alle realizzazioni Sonus Faber cosa abbastanza chiara. Quindi era necessario avere un legno laccato lucido con le venature ben evidenti. Il legno si prestava, quindi non volevo sprecare questa occasione. Mi sono iscritto per consigli anche sul Forum Il Legno dedicato alla lavorazione del legno.

Ve la faccio breve (cosa che in realtà non è stata, ma nulla di questo progetto lo è stato): ho cartato con grana 320 il legno grezzo, poi verniciato con turapori trasparente, due mani, tra le quali di nuovo carta vetro a grana 400. Una volta ottenuta una levigatezza senza compromessi ho iniziato a dare il lucido. Si tratta di vernice poliuretanica trasparente lucida per esterni. Non l’ho data con il pennello poiché mi venivano fuori tanti granelli di polvere che rendevano orrenda la laccatura. Perciò ho provato a passarlo con lo scottex casa. Mettevo con un cucchiaino del lucido sulla carta e la passavo sul legno. Ci sono volute più mani ma alla fine l’effetto è stato ottimo. Tra le mani eliminavo eventuali impurità con carta a grana 500 (quella per carrozzieri). Nonostante questo avrei voluto ottenere un effetto ancor più bello ma evidentemente le mie poche risorse e conoscenze non me lo hanno permesso…

 

 

Filtro crossover.

 

Per il filtro ho seguito scrupolosamente la versione indicata da Troels e di cui per comodità vi riporto lo schema dallo stesso sito http://www.troelsgravesen.dk/ektagrande.htm a cui comunque vi rimando per i dettagli.

 

 

Ho impiegato materiali di indubbia qualità. Per il condensatore in serie al Tweeter ho usato un Mundorf serie Silver Gold. Per i medi Audin Cap Plus. Tutti i condensatori sono al polipropilene. Tutte le induttanze sono Intertechnik avvolte in aria. Quelle in serie sono del tipo Tritech a bassissima resistenza. Le resistenze sono MOX da 10W. Tutti i cavi interni sono i soliti Van Den Hull argentati (per i Woofer CS12 e per il medio e tweeter CS16).

Ho separato i tre rami del filtro incollandoli su tre distinte basette di compensato per consentire un’introduzione più agevole all’interno della base del diffusore. Calcolate che con tutti quei cavi che usciranno dalla base sarà complicato inserire i filtri se non lasciate abbastanza spazio all’imboccatura. Io inizialmente ho avuto dei problemi a farceli entrare e ho dovuto rimediare ricostruendo i filtri in modo da mettere i componenti più vicini tra loro. Certamente ho evitato di appiccicare tra loro le induttanze più grandi per evitare che si disturbassero. In effetti per evitare fenomeni indesiderati le induttanze andrebbero disposte almeno a 13 cm di distanza l’una dall’altra.

Per dettagli vi suggerisco la lettura del seguente articolo:

http://www.audiofanatic.it/Articoli/Bobine/Induttanze.html

 

Distinta approssimativa del materiale impiegato

 

Lasciamo perdere….

Ho tenuto comunque tutti gli scontrini e potrei calcolare la somma spesa ma non so a chi possa interessare. Si sa che chi si imbatte in una realizzazione simile non può stare li a contare gli Euro.

 

Prime impressioni

 

Anche qui lasciamo perdere…

Drammatica la dinamica, impressionante il basso, rifinitissimi gli alti, mai ripeto mai fastidiosi i medi. Di tutta la musica che ho fatto passare per questi diffusori sinora, anche a volumi da arresto, non ho mai percepito un fastidio, una risonanza in qualche pianoforte, sassofono…. Nulla di nulla…

 

Mio dovere è però specificare la configurazione che ho adottato e che è la seguente:

Lettore CD Naim CD5i, amplificazione principale Unison Research Sinfonia con cui amplifico mid e tweeter e da cui prelevo il segnale preamplificato e lo rimando ad una coppia di Atoll PR200 + AM100 con cui amplifico i doppi woofer.

Dopo aver calibrato con un paio di ore di ascolto il volume su cui fissare il pre Atoll per la sezione bassi, ho subito capito che quello che sentivo era sconvolgente.

Consiglio vivamente la doppia amplificazione a chi volesse sperimentare.

Nonostante le mie amplificazioni fossero agli antipodi come timbrica, non ho mai notato niente di anomalo, il messaggio musicale esce impeccabile, fluido ed equilibrato.

Ho letto in giro che le casse di Troels non suonano… J

Forse ho avuto fortuna non so ma penso che queste casse mi accompagneranno per un bel pezzo. E non ho ancora iniziato il rodaggio…

Vivamente consigliate.

 

 

Buona autocostruzione a tutti.

 

        

 

Prime modifiche dopo il rodaggio

 

Dopo un po’ di ore di ascolto e con la mente un po’ più lucida mi sono trovato ad ammettere che il tweeter era un po’ troppo in evidenza. Non in una particolare frequenza ma in tutto lo spettro ad esso assegnato. Soprattutto quando portavo il volume di ascolto a livelli elevati.

Quindi, per attenuarlo e non alterare i parametri del filtro ho semplicemente sostituito la resistenza da 1,5 Ohm a monte della cella degli acuti con una da 2,7 ohm e devo dire che con questa modifica le casse si sono avvicinate ancor più a quelli che sono i miei gusti personali.

Fatica d’ascolto assente, giusto equilibrio tra le gamme riprodotte, soprattutto nella musica rock che era quella che soffriva di più di questa eccessiva sensibilità del tweeter.

Ora gli alti ci sono comunque tutti (ed il revelator riproduce davvero qualsiasi cosa gli passa attraverso senza alcuna pietà per le cattive incisioni) ma nel complesso si accordano di più con il medio.

E’ da tener presente che la modifica è del tutto legata ai miei “lobi” ed al mio gusto personale, e che magari non sarebbe stata necessaria con un ambiente diverso, altre elettroniche o altri cavi.

Quindi prendetela per quello che è.

 

Per ora va bene così anche se come scrive Marco Benedetti su una famosa rivista italiana “La soluzione definitiva è una brevissima fase transitoria fra una ricerca affannosa e l’altra”.

E come ha ragione!

 

Rodaggio terminato e considerazioni a freddo

 

Man mano che il rodaggio proseguiva mi sono accorto che l’attenuazione sul tweeter era forse eccessiva. Probabilmente perché si stavano sciogliendo sia il medio che i woofer.

Ho quindi provato a sostituire la resistenza da 2,7 ohm con una da 2,2.

Così la resa mi sembrava meglio equilibrata e ancora non affaticante.

In seguito, un po’ per curiosità, un po’ per vedere come si comportava l’Unison Sinfonia, ho provato a collegare le casse al solo amplificatore valvolare e, anche se mi aspettavo un miglioramento sulla qualità dei medi e dei medio-bassi, non mi aspettavo una grossa capacità di pilotaggio soprattutto alle basse frequenze. Invece devo dire che il Sinfonia ha mostrato energia da vendere. Non mi faceva affatto rimpiangere la coppia Atoll.

La risposta sui bassi anche se sufficientemente potente e molto profonda (più profonda dell’atoll) era chiaramente più goffa e meno controllata (anche se non in modo esagerato).

Ho provato a questo punto a collegare i diffusori all’uscita 4 ohm anziché a quella 8 ohm, e così ho ottenuto un basso leggermente più controllato e più snello.

 

Ora queste casse cominciano davvero a farsi ascoltare con facilità e per lunghi periodi senza problemi. Assenza di fatica d’ascolto, ampio palcoscenico, timbrica degli strumenti corretta, nessuna enfasi o colorazione, notevole effetto presenza.

Probabilmente tra non molto proverò a ripristinare la configurazione originaria con la resistenza da 1,5 ohm in serie al tweeter, ma a questo punto si tratta di dettagli.

 

Ancora un saluto a Davide sempre molto disponibile.

Gianni laxity@virgilio.it

 

 

Complimenti Gianni un capolavoro !!!!!!!!  Davide Sbisa'

 

 

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