Autocostruzione

Ciare 3.2 di Michele e Simone
 

 

 

 

Di cosa si tratta

Diffusori due vie



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Chi lo ha costruito

Michele e Simone MCAPRETZ@libero.it

Caratteristiche

Strepitose !!!

 

 

Il progetto


 

Le CIARE H3.2 per Raffy ed Ermanno

di Michele e Simone Capretti

 

Dopo alcune realizzazioni mi propongo a due cari amici per la costruzione di un sistema di

diffusori dedicato.

La situazione in partenza si presentava più o meno così:

- musica preferenziale pop e rock;

- impianto di buon livello da potenziare con una nuova coppia di diffusori;

- posizionamento a scaffale con limiti definiti di spazio, per la sonorizzazione di un

piccolo salotto;

- massima libertà di scelta sul sistema ed estetica.

 

Vista l’installazione bookself abbiamo scelto un sistema che avesse un’emissione frontale, reflex compreso, scegliendo tra vari modelli quello volumetricamente più ampio, nei limiti dello spazio disponibile, limitato particolarmente in altezza a 405 mm. Così la scelta è caduta su queste Ciare H3.2, che ci sono parse subito adatte a soddisfare la maggior parte delle necessità.

 

 

 

In alto il disegno originale della Ciare H3.2 e in basso il modello rivisto al cad. le misure interne del mobile sono HxLxP: 350x255x310 mm, volume inalterato di 26 litri. Le distanze tra gli altoparlanti e il foro reflex sono rimaste quelle originali Ciare, il tutto”ricentrato” nel mobile.


 

FALEGNAMERIA

 

 

Per la costruzione del mobile ho seguito le indicazioni del progetto di Ciare, con alcune modifiche dovute alla necessità di abbassare il mobile di un cm. Conseguentemente, per mantenere inalterato il volume interno ho aumentato la profondità di un cm.

Tutte le pareti del mobile, ad eccezione del frontale sono state realizzate in mdf da 19 mm di spessore, fissate con collante vinilico e viti autofilettanti, per velocizzare il lavoro e garantire nel tempo (e in caso di caduta) un’elevata tenuta. Lungo tutti gli spigoli sono state inserite spinature in legno di faggio per aumentare ulteriormente la resistenza degli incollaggi. Tra le due pareti laterali è stato inserito un distanziale, sempre in mdf, per migliorare lo smorzamento di eventuali vibrazioni.

A sx il mobile in mdf da 19 mm. E’ visibile la dima interna, di forma rettangolare, larghezza 60mm, nella quale sono stati realizzati tre alleggerimenti di forma circolare. A dx particolare del fissaggio con viti autofilettanti 5x30 mm e spinature passanti in legno di faggio, diam 6mm x 50 mm circa.

Il frontale è stato realizzato in un unico pezzo in multistrato di faggio con spessore di 20mm. Questo materiale è molto robusto e ha una notevolissima tenuta dei “filetti” delle viti, per cui è ideale per il fissaggio degli altoparlanti, anche a seguito di eventuali necessità di ripetuti smontaggi e rifissaggi.

Per eliminare le porzioni di pannelli in eccesso (taglio sempre con uno scarto di 2-3 mm per lato), lungo gli spigoli, ho impiegato una fresa verticale portatile con attrezzo appositamente pensato per la realizzazione di spigoli vivi (subito a valle dei taglienti è inserito un cuscinetto che agisce quale guida distanziatrice).

Le fasi successive hanno riguardato l’estetica del mobile. Visto che questi sarà visibile quasi esclusivamente di fronte, per l’inserimento nella libreria, ho agito sugli spigoli per ottenere una forma più accattivante. In particolare ho lavorato solo sugli spigoli superiori con uno smusso che ha eliminato delle porzioni piramidali. L’operazione non è molto complessa, ma merita una certa attenzione per ottenere un buon risultato; gli errori commessi in questa fase non potranno essere facilmente recuperati. Innanzitutto vanno tracciati i tre spigoli dello smusso, quindi, con successive passate della pialla si agisce fino a raggiungere i tracciamenti eliminando il materiale in eccesso.

 

 

A sx il mobile in mdf da 19 mm. E’ visibile la dima interna, di forma rettangolare, larghezza 60mm, nella quale sono stati realizzati tre alleggerimenti di forma circolare. A dx particolare del fissaggio con vitiautofilettanti 5x30 mm e spinature passanti in legno di faggio, diam 6mm x 50 mm circa.

 

Il frontale è stato realizzato in un unico pezzo in multistrato di faggio con spessore di 20mm. Questo materiale è molto robusto e ha una notevolissima tenuta dei “filetti” delle viti, per cui è ideale per il fissaggio degli altoparlanti, anche a seguito di eventuali necessità di ripetuti smontaggi e rifissaggi.

 

 

A sx la foratura del frontale e la preparazione delle sedi per l’incasso delle teste delle fiti autofilettanti, il tutto  eseguito con trapano a colonna. A dx il montaggio del frontale.

 

Per eliminare le porzioni di pannelli in eccesso (taglio sempre con uno scarto di 2-3 mm per lato), lungo gli spigoli, ho impiegato una fresa verticale portatile con attrezzo appositamente pensato per la realizzazione di spigoli vivi (subito a valle dei taglienti è inserito un cuscinetto che agisce quale guida distanziatrice).
Le fasi successive hanno riguardato l’estetica del mobile. Visto che questi sarà visibile quasi esclusivamente di fronte, per l’inserimento nella libreria, ho agito sugli spigoli per ottenere una forma più accattivante. In particolare ho lavorato solo sugli spigoli superiori con uno smusso che ha eliminato delle porzioni piramidali. L’operazione non è molto complessa, ma merita una certa attenzione per ottenere un buon risultato; gli errori commessi in questa fase non potranno essere facilmente recuperati. Innanzitutto vanno tracciati i tre spigoli dello smusso, quindi, con successive passate della pialla si agisce fino a raggiungere i tracciamenti eliminando il materiale in eccesso.

 

 

A sx il tracciamento degli smussi di forma piramidale e a dx il lavoro di piallatura fino all’eliminazione completa della porzione in eccesso. Il medesimo lavoro è stato eseguito anche sulle due pareti laterali. Va fatta particolare attenzione alla presenza di viti, che nel caso di interferenza vanno eliminate o ulteriormente incassate.

 

Per la finitura esterna ho deciso di utilizzare impiallacciatura con spessore di 1mm, o minore. La scelta è caduta su due legni: noce tanganika – tranciato, chiaro con venatura quasi assente e aspetto simile al nostro ottimo e pregiato noce nazionale e uno molto scuro con caratteristica venatura verticale e perfettamente parallela venghè – sfogliato. Si tratta di due legni tropicali di provenienza africana, molto impiegati in falegnameria proprio per la nobilitazione di mobili.

Dopo un primo tentativo d’incollaggio con colla vinilica, mal riuscito per il necessario impiego di grandi presse, ho preferito il più comune impiego di collante per contatto, tipo bostik 99, che non necessita di pressione prolungata, per cui l’operazione è alquanto più rapida e il risultato è subito visibile. Per eseguire tutta l’operazione è stato necessario l’impiego di circa 700 gr di collante.

 

 

A sx la fase di incollaggio dell’impiallacciatura. La colla per contatto va spalmata con un pennello tutta la superficie di entrambe le facce e dopo un’attesa di 10-15 minuti per l’evaporazione del solvente è possibile procedere con l’incollaggio, cominciando da uno spigolo verso l’opposto. Attenzione perché l’incollaggio è subito molto forte per cui non esiste la possibilità di un eventuale riposizionamento. Subito dopo l’impiallacciatura va pressata fortemente, anche con l’impiego di un “mattarello” per la pasta, facendo molta attenzione alle porzioni esterne agli spigoli che si spezzano con estrema facilità. A dx gli unici due collanti impiegati per la realizzazione di questi mobili.

 

La realizzazione delle aperture per gli altoparlanti e tubo reflex è stata eseguita con fresa verticale portatile, appositamente modificata con la realizzazione in proprio di un compasso che permette di realizzare con precisione anche diametri piuttosto piccoli (4-5 cm). La fresa è anche perfettamente adeguata alla realizzazione delle fresature di appoggio per gli altoparlanti. Gli smussi laterali necessari per il passaggio dei contatti del tweeter sono stati realizzati con un seghetto alternativo verticale, con ripetuti tagli paralleli.

 

 

A sx la fresa verticale con compasso in fase di lavoro. A dx il risultato al termine della lavorazione.

 

Successivamente ho preparato le superfici per la verniciatura con stuccatura con pasta legno precolorata della tinta finale del mobile e un primo passaggio con levigatrice rotoorbitale con carta 250 a cui sono seguite due mani di turapori nitro, fondamentale per l’ottenimento di una superficie liscia. Io ho preferito il colore naturale del legno per cui non ho impiegato impregnanti e vernici coloranti che altrimenti vanno stese prima del turapori. A seguire ho dato una passata con carta 600 prima della verniciatura definitiva con due mani di vernice trasparente opaca poliuretanica a base acquosa separate da una leggera carteggiatura con carta 800.

 

 

A sx risultato al termine della verniciatura con trasparente opaco poliuretanico a base acquosa. A dx i prodotti impiegati per la stuccatura e la verniciatura.

 

Per la mascherina di protezione degli altoparlanti sono partito da un pannello di particelle (truciolare) con spessore di 10 mm, laminato su entrambe i lati. Una volta realizzata la forma voluta, smussati gli spigoli e realizzate le aperture in corrispondenza degli altoparlanti e del reflex, ho verniciato il tutto con vernice nero opaco a base acquosa. Il tessuto fonopermeabile è stato fissato sul lato posteriore con graffette metalliche e quindi impregnato con colla vinilica per una maggior garanzia di tenuta. La mascherina è fissata al mobile mediante le apposite clips in materiale plastico.

 

A sx il lato posteriore della mascherina al termine della realizzazione. A dx particolare delle clips impiegate per il fissaggio (femmina e maschio), prima del montaggio a pressione nei fori precedentemente realizzati.

 

ELETTRONICA

 

 

 

Il modello H3.2 è un sistema due vie, 8 oHm, con potenza nominale di 80 Watt e potenza massima di 160 Watt. La frequenza di accordo è a 42 Hz. Il crossover è quello previsto da Ciare, realizzato sulla basetta originale, con il kit della casa.

 

 

A dx lo schema elettrico del filtro secondo le specifiche indicate da Ciare per il sistema H3.2. A sx il kit montato e pronto per l’istallazione.

 

Il filtro è stato inserito sul fondo del mobile e fissato con quattro viti autofilettanti, quindi circondato dal fonoassorbente ondulato. Tutto il mobile è stato riempito internamente con fogli di materiale fonoassorbe. I connettori per il collegamento dell’amplificazione sono di tipo tradizionale, di buona qualità.

 

 

A sx il filtro montato sul fondo del mobile e collegato con cavi con sezione di 2,5 mm2. Le pareti interne sono rivestite con fogli di materiale fonoisolante autoadesivo con spessore di 2,5 cm. A dx i connettori impiegati per il collegamento all’amplificazione.

 

 

Gli altoparlanti ed il condotto reflex impiegati sono quelli previsti da Ciare, il woofer HW 203 e il tweeter HT 262. sono stati fissati con quattro viti autofilettanti, previo rivestimento della sede d’appoggio con guarnizione autoadesiva antivibrante. Il cavo impiegato per il collegamento è sempre di buona sezione; all’estremità dei cavi ho saldato i comuni connettori “faston” accettati dagli altoparlanti.

 

 

 

A sx la coppia di altoparlanti Ciare HT 262 e HW 203. A dx la fase di montaggio degli altoparlanti previo impiego sulle sedi di appoggio di nastro adesivo antivibrante con spessore a riposo di 2 mm circa. Gli altoparlanti sono stati fissati con viti autofilettanti da 30 mm, diametro 3,5 mm. il tubo reflex è stato tagliato a 6 cm di lunghezza.

 

INSTALLAZIONE

 

 

 

Ed ecco il risultato finale, nel salotto di casa prima della consegna, per il primo rodaggio a fianco delle sorelle maggiori Ciare H3.5. Le ho posizionate su sostegni “occasionali” (ottimi gli sgabelli Ikea) e collegate ad una catena formata da un amplificatore Advant Acoustic MAP 105 e ad un DAC autocostruito collegato ad un pc realizzato in proprio.

 

 

Come suonano? A seguire riporto il grafico della risposta in frequenza pubblicato da Ciare per il modello H3.2.

 

 

Anche se il rodaggio non è ancora completo già si possono individuare alcuni aspetti: il suono è molto “aperto”, caratteristico dei sistemi Ciare, con gli alti ben in evidenza, a volte esuberanti e molto dettagliati. Il basso è ancora un po’ indietro, probabilmente meritevole di ulteriore rodaggio ma appare adeguatamente smorzato e preciso, capace di scendere ben in basso senza distorsioni ed eccessi. In considerazione della spesa complessivamente sostenuta il risultato è lodevole.

 

 

Buon ascolto a tutti  Giugno 2011



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