|
Ciao Davide!!!
Ti invio,come promesso,le foto dei
diffusori che ho realizzato nel corso di quattro mesi…
Eh sì,perché non ci vuole poco tempo
per progettare,disegnare,ordinare i pezzi,assemblarli e “tarare”il
tutto,come tu ben sai!
Il programma che
mi ha permesso di calcolare i volumi e l’accordatura è Unibox,scaricabile
gratuitamente da internet.
La scelta e’
ricaduta su altoparlanti Scan Speak Revelator (2905/9900)
per i tweeters e in Kevlar da 8”,sempre Scan Speak(21W/8554-00)
per i woofers ordinati sul sito più economico e fornito che
ho trovato(www.audiokit.it),
nonché risultati di una serietà e professionalità degni di nota!!!
Il mobile è stato
realizzato in massello di noce nazionale per quanto riguarda il
frontale e in Mdf per il resto , con un litraggio di 44.4 litri
.(QB3)

pannelli grezzi assemblati
La decisione,una volta finito il
lavoro,mi è sembrata azzeccatissima anche se la maggior parte dei
diffusori in commercio sono esattamente speculari rispetto ai
miei,cioè risultano in massello integralmente mentre il frontale
è quasi sempre nero ,vuoi per scelte commerciali, vuoi per
“abitudini nazionali”,io invece per limitare i costi ho optato per
il contrario,con un’accortezza :
ricavando una
fresatura longitudinale su tutti i lati sembra che il materiale
utilizzato sia identico(e quindi tutto in massello), e la scelta
del colore sia invece solo “stilistica”-

interno dei mobili
Come puoi vedere
sono caricate reflex ricavando un’asola sul fondo della cassa
(F3: 44 Hz.) , di più difficile costruzione rispetto al classico
tubo d’accordo,ma che secondo il mio parere, risulta più utile al
fine stesso di contribuire all’irrigidimento della struttura .
Anche i rinforzi
(quattro “fazzoletti” di dimensioni 60*60 mm.)e la “mensola
reflex”,sono stati tutti stondati e curati nei minimi dettagli.
Il bianco che vedi sono le mani di
turapori e di fondo che come sai risulta indispensabile per un
risultato estetico di livello accettabile.
In prossimità dell’apertura sul fondo
ho applicato due listelli a sezione triangolare che raccordano in
maniera perfetta il flusso , agevolando quindi il più possibile
l’onda sonora interna a fuoriuscire.
I due frontali
sono stati fresati con macchina a controllo numerico,realizzando
anche l’alloggiamento per gli atp in modo che una volta montati
siano a “filo mobile”.Come puoi notare le fresature che corrono
lungo i pannelli oltre che estetiche farebbero pensare ad un
asseblaggio a tre doghe,invece i frontali sono stati realizzati
con solo due tavole accuratamente incollate.
Tutti gli angoli e
gli spigoli sono stati arrotondati con raggio di 3 cm.che è anche
lo spessore del legno che ho utilizzato
.
Poi ho acquistato 8 fogli da 40*50 di
materiale bituminoso adesivo(4 per diffusore),reperibile da
qualsiasi rivenditore per carrozzieri ad un prezzo ragionevole(dagli
8 ai 13 Euro a foglio),e accuratamente tagliati l’ho incollati
su tutta la superficie interna del diffusore contribuendo a
rendere il più possibile smorzata la struttura.
Inoltre,incollando i fogli in maniera
discontinua,spero di aver contribuito a “rompere” eventuali onde
stazionarie.

fogli di bitume adesivo
Ho pensato di rivestire anche
l’apertura reflex con questo materiale(che risulta sagomato un po’
come il condotto della B&W…) , per attenuare i fastidiosissimi
“soffi” indesiderati.
Successivamente ho
provveduto ad applicare uno smorzante simile all’antirombo ,ma
a base d’acqua,inodore,non infiammabile e con asciugatura
totale nell’arco delle 24 ore,che ha reso il tutto assolutamente
impermeabile e “sordo”.
Si chiama”No
Clang “e si puo’ trovare all’indirizzo
www.mcmantom.com
al prezzo di 26
Euro a confezione(750 ml.) Il personale è stato il più disponibile
e professionale col quale abbia mai avuto a che fare (mi hanno
addirittura chiamato sul cellulare per spiegarmi come stenderlo e
consigliarmi sul da fare…)Bravi!!!
La tecnica che ho
utilizzato nell’applicarlo è con pennello(volendo si può anche
spruzzare…) ma con l’accortezza di lasciare il prodotto a “buccia
d’arancio” per rendere il tutto irregolare come mi auspicavo…
|
 |
 |
|
mobile con antirombo
|
pannello con antirombo |
Qua si può notare
il lavoro di trattamento ultimato …niente male eh?
Naturalmente per non sprecare il
materiale (una confezione è stimata per la copertura di circa un
metro quadrato di superficie)l’ho utilizzato anche sui due
pannelli anteriori stando attento a non darlo là dove non
risultava necessario,cioè dove avrebbe creato problemi con
l’incollaggio.
Prima dell’assemblaggio definitivo ho
anche applicato i pannelli di bugnato a celle aperte nella metà
alta del diffusore e nella sola parete frontale della parte
inferiore,lasciando le restanti pareti con solo il bitume e
l’antirombo,permettendomi la possibilità di futuri up-grade…
|
 |
 |
|
panoramica mobili |
apertura reflex |
Sotto questi,sono
avvitate quattro punte coniche della Monacor alte 34 mm e
di diametro 13 mm.reperite su e-bay a prezzi veramente
vantaggiosi…

Per i morsetti d’ingresso ho creato
due placche in medite verniciate con lo stesso nero goffrato del
mobile,avvitate al corpo del diffusore per mezzo di quattro viti
autofilettanti e utilizzando una guarnizione in neoprene adesiva
ritagliata di misura per l’accoppiamento;un lavorone dispendioso e
col senno di poi praticamente inutile se non ad aumentare le
finiture (forse…)

cross-over by A.Bellino
Il cross-over ,per
l’appunto, è una creazione di Alberto Bellino(
audiojam@libero.it),
ideatore,progettista e
realizzatore-inoltre- di una coppia di diffusori meravigliosi:le
“Spika” (http://www.autocostruire.com/catalog/index.php?cPath=34&osCsid=72e51915eb613b2ccb3a12468a401cda)
con già all’attivo un primato:le più piccole casse a linea di
trasmissione del mondo!!!(CHF n.86)nonché grande esperto di
elettroacustica e ambiente,quindi quale miglior tecnico cui
affidare il progetto!?!
JJJ
Dopo varie simulazioni e attenti studi
si decide per un passa alto a 3000 hz, privo di cella di
compensazione, con frequenza di incrocio acustica a 2400 hz
(consigliatomi anche dal “guru” del cross-over G.P.Matarazzo
in un forum dove chiedevo ragguagli sul taglio del tweeter ).
|
 |
L’assemblaggio finale non si è
svolto in maniera del tutto tranquillo,anzi…
Naturalmente che soddisfazione può
esserci se tutto filasse liscio come l’olio?
L
All’arrivo degli atp,il primo
dubbio (una volta presi in mano i tweeters)è stato quello di
verificare che passassero nei fori attuali,eh…………niente da
fare!!!
Il sito della Scan dà delle
dimensioni non proprio attendibili,in quanto la forma degli
atp non risulta essere completamente cilindrica,ma ha un
inserto che in fase di foratura sarebbe stato da tener
presente!(dovrebbero,come per esempio fa la “Ciare”,indicare
il foro per applicazione a pannello)
Comunque dopo due ore ½ di
pazienza,sudori freddi,tre o quattro sigarette e raspa da
legno in mano,il problema è stato risolto… |
Ora si tratta solo di collegare i cavi
potenza ( autocostruiti con cavo “Audison Ultra Flat 212” e
terminazione a forcelle), accendere l’ampli valvolare da 15 Watt
rms di costruzione cinese(cavo di alimentazione autocostruito con
materiale reperito dal ”gentilissimo Davide” …) e la sorgente, un
Marantz 5001.
|
 |
 |
 |
|
cavo alimentazione |
cavi potenza |
cavi segnale |
Come dicevo, il cavo di alimentazione
(e una relativa prolunga semibilanciata da 2 metri) li ho
realizzati da me intrecciando,come si fa con una bellissima coda
bionda,5 cavi da 2 mmq ,schermandoli con l’uso di carta stagnola
e isolandoli con strati di nastro isolante e guaine
termorestringenti.Il tutto completato con filtro in ferrite vicino
la presa IEC(dove naturalmente ho lasciato i cavi senza
schermatura)
Il risultato,almeno quello visivo,è
molto professionale e appagante,confermando la qualità del
materiale che vendi nel tuo sito.
I cavi segnale modello Coral.Gen.(anch’essi
artigianali,semibilanciati e successivamente schermati con filtri
in ferrite )l’ho acquistati su e-bay da
ml-audio@email.it con un ottimo rapporto
qualità/prezzo,concludendo i vari ponti che il segnale dovrà
compiere per giungere alle “CHARLIE BLACK SOUL 2”e da
queste alle mie orecchie.

Inoltre come potevano mancare le
targhette identificative dei diffusori?
Realizzate in alluminio
anodizzato,incise e leggermente ritoccate per potersi alloggiare
all’interno della fresatura del mobile.
Mi chiederai il perché del
nome…beh,diciamo che le prime realizzate dieci anni fa si
chiamavano in conseguenza al legno che utilizzai:l’Iroko
africano,quindi ….anima nera!!!
In onore a quelle mie meravigliose “70
litri”tre vie , ho deciso di non inventarmi altri nomi.
Queste sono appena
arrivate a casa dalla falegnameria:
il corpo
verniciato di nero goffrato(leggermente ruvido al tatto),laccato
trasparente opaco il frontale come del resto i piedistalli che ho
ricavato dalle stesse tavole di noce
e realizzati in
pendenza per inclinarli quel tanto che ritenevo necessario(delta
di 2 cm.)
Dopo una trepidante attesa durata mesi
e mesi,le porto in casa e mi convinco di valutarle in maniera del
tutto obbiettiva,senza farmi condizionare dalla fatica e dalla
spesa sostenuta(!!!)
Considerazioni d’ascolto:
Beh cosa vuoi…sai come vanno queste
cose…non farsi proprio del tutto condizionare è quasi impossibile.
Ti tornano in mente tutti quei
sacrifici,le attese,le fatiche,le notti perse a pensare il da
farsi ,i giorni dedicati a progettare,l’assemblaggio del mobile,la
coibentazione,le fresature,l’attesa per le mail di conferma dei
fornitori,ecc…ecc…e cosa dire ?Che non possono riuscire tanto male
da farti dire :”ho buttato via dei soldi”,tanto più se il
risultato finale è qualcosa di meraviglioso!!!
Per calore,anche se ammetto che gli
atp hanno bisogno di ancora qualche ora di rodaggio,per dinamica e
dettaglio.
I fiati,le corde,le percussioni sono
qualcosa di magicamente reale,le voci dettagliatissime ma , come
dicevo, necessitano ancora di migliorie che arriveranno fuor
dubbio dopo qualche decina di ore di attività(o almeno i
presupposti ci sono tutti…)
Da un woofer di questo diametro non mi
sarei mai aspettato tanto in termini di presenza profondità e
controllo,visto anche il suo QTS parecchio basso,e il tweeter
assolutamente meritevole del nome assegnatogli:Revelator.
Assolutamente rivelatore.

Spero tu possa perdonare la povertà
di linguaggio tecnico,visto che non sono proprio del mestiere ma
un semplice e sincero amante dell’autocostruzione , un
avventuriero , un dilettante allo sbaraglio come avrebbe detto
un’icona dello spettacolo italiano.
Questo è il mio quinto progetto e
penso che per qualche anno ne avrò a basta visto la fatica nel
realizzarlo,ma caro Davide, ti assicuro che tutti gli sforzi che
si usano nel costruire da se tali splendori sono assolutamente
appaganti.Lo giuro.
Un sentito ringraziamento all’amico
Alberto Bellino ,che si è rivelato un tecnico-progettista di
inestimato valore,al quale auguro un futuro professionale ricco di
soddisfazioni e a mio padre che ha creduto fino in fondo nel
progetto!!!
Per consigli,insulti o quant’altro
relativi al progetto:
manueflavia@libero.it
Grazie ancora per lo spazio
dedicatomi,
Cordiali saluti,
Chiarlone Emanuele
Il Filtro


 |
Torna alla pagina iniziale
 |
|