|
Cosa
dite di questi stupendi diffusori ..... pensate solo alla
qualita' dei componenti , e alla costruzione del
mobile
, 7 cd di mdf nella parete anteriore
e 5 cm nella posteriore.
Allego
come faccio sempre mail di Pierluigi , interessato
anche a vendere questi capolavori causa mancanza
spazio,
mi permetto di commentare il prezzo in apparenza molto
elevato , ma solo in apparenza , perchè
acquistare
questi particolari componenti costa caro , tanto per
fare un esempio un paio di trombe di questo
tipo
, possono anche costare da sole 2000 euro, i woofer
non ne parliamo, e cosi via. A voi i commenti.
Preg.mo Davide,
e' da qualche giorno che ispeziono abbondantemente il sito
Audiocostruzioni e devo dire che e' molto interessante. Sono
anch'io un autocostruttore da diverso tempo e mi piace costruirmi
le elettroniche con le quali poi ascolto la musica.
Una delle ultime creazioni, di cui se riesco allego una foto,
per motivi di convivenza e sopravvivenza ho dovuto allogiarla
in garage. Spiego in due parole di cosa si tratta. Ho realizzato
( con un amico che lavora il legno meglio di me ) un diffusore
ad alta efficienza con componenti Altec originali. Esso impiega
come woofer un 414A da 30 cm; un 802D con membrana originale
in alluminio accoppiato ad una tromba Altec 511 trattata con
foglio di bitume spesso 5 mm e nelle scavernature anteriori
e' riempita di materiale smorzante, il tutto stuccato e verniciata
di colore verde. Il woofer dietro consiglio del Sig. Imai
(Audio Tekne); non e' uno scherzo; lavora in un volume reflex
particolare tipo quelli che usa Lui per i suoi diffusori.
In pratica non e' altro che un foro largo quasi quanto quello
del woofer che si puo' aprire o chiudere con una flangia in
legno in modo da intervenire sulla gamma bassa del diffusore,
anche in base all'ambiente che uno ha. Il crossover dopo varie
sperimentazioni e' un 12 db sul woofer ed un 18 db sulla tromba
che praticamente e' tagliata ad 800 Hz. Esso e' realizzato
con induttanze fatte con nucleo ad E I con lamierini
a grani orientati con pochissime spire sia sul woofer che
sulla tromba. I condensatori sono degli ITT PMT 2R d'epoca
( di colore beige non so se li conosce ) le resistenze sono
a filo ma mai sono singole. Esse sono tutte in parallelo.
Sono cablate con cavo audio tekne di potenza.
Il mobile e' in MDF. La parte anteriore e' spessa 8 cm ; le
laterali 5 cm ; il posteriore 3 cm. Due persone bastano appena
per spostare la cassa. Essa e' laccata di colore arancione
come da foto allegata.
Io siccome non ho piu' la possibilita' di ascoltarlo
vorrei venderlo, so che non e' facile
e mi farebbe molto piacere se mi potesse aiutare a trovare
qualcuno che apprezzi il mio operato. Voglio recuperare quello
che ho speso di tasca mia. Ne piu' ne meno sono circa 5000.00
EURO. Potrebbero sembrare tanti ma se uno vuole un diffusore
definitivo da ascoltare anche con pochissima potenza questo
fa al caso suo. Spero in una sua risposta . Io sono di MONTESILVANO
65016 (PE) e abito in Via Antonio Salieri 3 Il
mio recapito telefonico e' 335/6475703 ; 085/4682643; Grazie
ancora
Cordiali Saluti Pierluigi D'Angelo
pierluigidangelo@tin.it
“ UN DIFFUSORE DEFINITIVO “
IL PIACERE DI ASCOLTARE LA MUSICA CON
L’ALTA EFFICIENZA
Tutto e’
iniziato qualche tempo fa, quando volevo ascoltare un
po’ di musica ma non possedevo uno stereo. Di tanto
in tanto andavo a casa di amici a sentire. Dopo alcuni anni
di attesa finalmente ho coronato il sogno di avere
un impianto stereo tutto mio. Esso era composto
da un integrato Musical Fidelity A200, 60 W in classe
A; una coppia di Sonus Faber
Minuetto su piedestalli; un cd Marantz 72 MK2; il tutto collegato
con cavi YBA Cristal.
Ben
presto la voglia di ascoltare sempre meglio
mi ha portato alla conoscenza delle valvole.
Fu cosi che acquistai con grande sacrificio un integrato
Audio Note OTO con l’ingresso phono che sostitui egregiamente
il Musical Fidelity A200. Il suono era dolce,vellutato, piu’
naturale.
Per i miei
diffusori forse 12 W in classe A erano un po’ pochi per quanto
riguardava la dinamica. Cosi decisi di cambiarli con una coppia
di AUDIO NOTE AN K SP( cablate in argento ).
Il salto
di qualita’ fu notevole sotto tutti i parametri cominciavo
quasi a rassegnarmi che quel suono era un punto
di arrivo. Non lo era affatto.
Era solo un punto di partenza,
sempre alla ricerca di qualcosa che suonasse meglio di quello
che avevo.
Un bel giorno
ebbi la fortuna( o sfortuna ) di ascoltare una coppia
di monofonici con la 300B con diffusori
Tannoy e li’ ci fu il colpo di fulmine. Visto
che i prezzi di acquisto di una coppia di monofonici con la
300B in single ended era proibitivo, almeno per le mie tasche,
mi e’ venuta l’idea di costruirmeli spendendo anche una cifra
cosiderevole pero’ sicuramente non avevano niente a che vedere
con la produzione commerciale. Ovviamente mi riferisco all’impiego
della componentistica usata. E’ una
cosa importante perche’ in base ad essa prende
forma l’oggetto da costruire.
A quel punto bisogna prendere in considerazione
lo spazio a disposizione, LA MOGLIE cosa dice se nella
sala vede un oggetto non meglio identificato di grandi dimensioni;
ovviamente chi ha uno spazio tutto per se’ e’ piu’ fortunato
degli altri e puo’ fare quello che vuole.
Cosi mi sono
avventurato nella realizzazione dei miei finali che ancora
oggi sono sempre gli stessi, hanno solo subito qualche
piccolo up – grade nel corso del tempo. Cio’ e’ normale in
quanto si impara sempre qualcosa di nuovo che
poi si sperimenta; la modifica sui propri
apparecchi e’ una conseguenza logica. A questo punto decisi
di cambiare le mie casse. Le Audio
Note le detti in permuta con l’integrato Oto e presi una coppia
di Tnnoy Stirling ed un pre Audio
Research SP6 B. Le cose andavano notevolmente meglio rispetto
a prima, la naturalezza dell’emissione
era una cosa fantastica, la tridimensionalita’ era ottima,
la scena anche e molto profonda, ero quasi contento. Questo
“quasi” era il problema.
Per non andare
tanto alla lunga mi sono costruito un bel preamplificatore
linea e phono e dulcis in fundo i miei amati diffusori con
componenti Altec d’epoca. Quello che ha fatto scattare la
molla di autocostruirmi i diffusori e’ stato un
ascolto con una cassa di prova con gli stessi componenti da
me usati che messi a confronto con le Tannoy,
le hanno letteralmente sbaragliate.
Non me ne voglia chi vende Tannoy ma il confronto e’ improponibile
sotto tutti i parametri di ascolto, non solo per le Tannoy
ma anche per qualsiasi altro diffusore convenzionale che non
impiega quel tipo di componenti.
Per trovare
i woofer ed driver dei medio alti c’e’ voluto quasi un anno.
Vi chiederete il perche’. Bene! Su ebay di 414 A e di
802 D ne trovate a quintali sono tutti nuovi ed in ottime
condizioni.
Ma
quando andate a chiedere al
venditore le resistenza delle bobine
dei woofer o dei driver o non vi rispondono o ricevete
delle risposte evasive. Quando acquistate pensando di avere
fatto un affare, invece vi siete solo complicati
la vita, perche’ quei componenti non hanno una resistenza
non dico uguale ma almeno simile; cosi quando
li montate avete un diffusore che suona diverso dall’altro
Poi per raddrizzare il crossover bisogna fare i salti mortali
ed alla fine non si riesce mai a bilanciare il tutto maniera
ottimale. Una volta trovati i componenti bisognava
decidere quale tipo di diffusore costruire anche in
base al rapporto del litraggio del mobile con
l’ambiente. L’unico sistema che si potesse avvicinare
ad un litraggio medio con un ingombro non eccessivo
era un sistema reflex
particolare i mpiegato dal Sig. Imai dell’Audio Tekne per
quanto riguarda il woofer , la tromba con il
driver viene appoggiata sopra e va spostata in
avanti o indietro per allineare la risposta degli alti
con i bassi e per avere
al giusta profondita’ di scena. Il woofer e’ solidale con
la parte anteriore pressato da dietro
da una flangia di MDF da 3 cm con
interposto un pezzo di carbon block da 10x10x5 tra flangia
e magnete del woofer. Questo per smorzare tutte le risonanze
dannose del woofer stesso. La tromba ed il
driver sono appoggiati sopra il mobile su uno scalino
appositamente ricavato, all’interno del quale alloggia il
crossover costruito punto per punto in aria.
Esso
e’ un 12 db sul woofer ed un18 db
sul dirver. Il taglio della tromba e’ a 800 Hz, tagli piu’
bassi hanno evidenziato un suono nasale della tromba che diventava
praticamente inascoltabile.
I componenti
del crossover hanno avuto anche loro un’evoluzione. Dalle
bobine in aria si e’ passati alle bobine avvolte
su nucleo normale prima
e poi a grani orientati (tipo trasformatori d’uscita) eliminandoparecchie
spire di rame rigido smaltato
da 1.6 mm sia sul woofer che sul driver
ottenendo ancora piu’ dinamica e dettaglio dall’emissione.
Le resistenze sono tutte del tipo cementate ma mai da sole
. Sono sempre in parallelo per evitare disturbi
induttivi. I condensatori sono degli ITT PMT 2R chi li conosce
sa di cosa parlo. Sono dei fantastici poliestere
di colore beige che sono eccezionali
li ho preferiti a degli ottimi carta e olio che non vanno
assolutamente male ; ma secondo me gli ITT danno
un pizzico di naturalezza e velocita’ in piu’. Pero’ attenzione
questo poliestere, non un qualsiasi poliestere. Provare per
credere, sono comunque difficili da reperire.
Li ho ascoltati
con i miei finali single ended con la 300B finale ed una 328
A Western Electric come driver. E’ un semplicissimo
due stadi con pochi ma buoni componenti.
Ce ne saranno di migliori sicuramente ma la musicalita’
che esprimono o meglio che riescono
ad esprimere nel contesto del mio impianto e’ veramente eccezionale;
fatica di ascolto inesistente le ore passano ma uno neanche
se ne accorge; grande dinamica
nei pieni orchestrali , il volume sonoro
va su e giu naturalmente ed il coinvolgimento
diventa veramente grande, il preamplificatore
linea e’ un inseguitore catodico realizzato con una 76 come
prima valvola ed una L63 come buffer o adattatore d’impedenza
, come volete chiamarlo voi . Per quanto riguarda il phono
uso una RIIA splittata con delle buone valvole , va benissimo,
ma si puo’ fare di piu’ con una RIIA passiva ed induttiva
e con valvole non proprio convenzionali,
queste ultime lasciamole usare a chi costruisce apparecchiature
commerciali. Con
questo non voglio peccare di presunzione ma vi assicuro che
ascoltare una MH41 come prima valvola del
pre phono e come seconda valvola una KT66 GEC e’ tutta un’altra
cosa che ascoltare due ECC83 o due ECC88. Molti forse non
conoscono neanche queste valvole, ma chi le conosce sa benissimo
cosa intendo. Questo e’ solo uno dei tanti esempi
di quello che si puo’ realizzare con le valvole per un phono
di qualita’ veramente eccezionale, non chiacchiere e
distintivi come diceva qualcuno. Anche per la linea si puo’
realizzare qualcosa di semplice e di qualita’ stratosferica
al di fuori dei canoni tradizionali.
Per esempio una sola valvola S. E. accoppiata
a trasformatore sia in ingresso che in uscita,
oppure sempre una sola valvola accoppiata a resistenza
e condensatore ma con carico
anodico adeguato al tipo di valvola. Ovviamente anche questi
pre si possono relizzare con delle valvole convenzionali
(non tutte) , ma le valvole d’epoca sono un’altra cosa e danno
soprattutto un suono veramente straordinario.
Per esempio si puo’ usare un pentodo collegato
a triodo; un triodo a riscaldamento diretto; per esempio una
10Y, oppure una Telefunken RS 242 o RS 241, una EL34 oppure
meglio una KT66 GEC; una SIEMENS F2AII; una KT88 GEC. Basta
mi fermo qui penso di avere suscitato abbastanza curiosita’
sull’argomento .
Un saluto
sincero a tutti gli audiofili autocostruttori e non.
Pierlugi
pierluigidangelo@tin.it
|