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SISTEMI DI CARICO PER ALTOPARLANTI –
Di Alberto Bellino - 2004
APPLICAZIONE PRATICA N° 8
Applicazione
della routine di calcolo riguardante il capitolo “Sistemi chiusi
particolari ” (pag. 29-31 ):
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Passiamo a
considerare nuovamente la progettazione di un sistema acustico
in box chiuso.
Dopo aver visto il
diffusore “The Gentleman”, un bookshelf in sospensione
pneumatica, passiamo alla progettazione di un diffusore molto
più grande ed importante, un tower da pavimento inspirato
nelle forme e nelle caratteristiche progettuali al famoso
modello Dynaudio Confidence 5. |

il libro di Alberto |

Il Confidence5.
Il sistema di
caricamento scelto per le basse frequenze è il carico isobarico.
Tutta la descrizione di tale tipologia di carico la potete trovare
nel mio testo a pag.29 e 30. Come al solito, vi consiglio, prima
di iniziare qualsiasi progetto, di leggere attentamente quanto
riportato nel capitolo indicato.
Il Dynaudio Confidence
montava un woofer interno da 17 cm e uno esterno da 21 cm. Le
gamme media ed alta erano affidate a trasduttori a cupola di
generose dimensioni. L’ingombro esterno era notevole ( cm
21x120x37,5 LxHxP ), la risposta andava da 47 a 21000 Hz e la
sensibilità era “bassina”, intorno agli 83 dB. L’impedenza era
pari a quattro ohm nominali e la potenza applicabile era di ben
250W. Il tutto in 41 Kg di mobile finemente impiallaciato in legno
naturale.
Il prezzo ( listino
anno 2000 dall’Annuario del suono ) era di tutto rispetto e non
per tutte le tasche : 22.000.000 di lire pari ad euro 11.362.
Vediamo come si può
autocostruire un diffusore del genere e mantenere bassi i costi ed
alta la qualità della realizzazione.
Innanzitutto, per
ottenere una gamma bassa corposa da un diffusore chiuso, bisogna
scegliere il trasduttore adatto, piuttosto cedevole, con bassa Fs
e con un Qts tale da poter ottenere il Qtc desiderato nel volume
di carico scelto. Anche l’escursione dovrebbe essere la più
generosa possibile, visto che in un box chiuso, si richiedono ampi
movimenti della membrana per riprodurre le frequenze più gravi.
Volendo scegliere un
trasduttore da 8 pollici come nel Confidence 5, possiamo trovare
nel modello Ciare HW211 ottime caratteristiche globali. Vediamole
insieme.
Il trasduttore è stato
studiato dai tecnici Ciare per essere posto a lavorare in box
chiuso. La risonanza è piuttosto bassa , il Vas piuttosto elevato,
l’escursione è vicina agli 8 mm lineari e il Q piuttosto elevato,
adatto per allineamenti Cebyshev , con Q pari ad 1 o anche
superiore.
L’EBP (Fs/Qes) è bassa
per cui il trasduttore ha bisogno di una molla d’aria
supplementare per esprimersi al meglio. Anche la sensibilità e
l’efficienza saranno piuttosto basse.
Vediamo ora i TSP
numerici, singolo ed in configurazione, tenendo conto di una
resistenza Rg serie ( bobina di crossover del passabasso e cavi )
pari a 0,6 ohm:

Ovviamente, dai valori
salta all’occhio che i due woofer sono connessi in parallelo e che
il Vas si è dimezzato, col vantaggio di poter realizzare un
diffusore dal volume minore di quello richiesto dal trasduttore
singolo.
Nel carico isobarico
troviamo un subvolume nel quale lavorano in fase i due woofer. Nel
subvolume non vi è pressione d’aria poiché quando il woofer
esterno si sposta in avanti ed espande l’aria contenuta nel
subvolume, il woofer interno si sposta anch’esso in avanti e la
comprime in eguale misura. E’ comunque sempre consigliabile
ridurre al massimo le dimensioni del subvolume per diminuire il
carico di aria messo in moto dalle due membrane e per non
sottrarre volume utile interno al diffusore. Per fare ciò si rende
necessario conoscere gli ingombri esterni dei trasduttori
impiegati. La maniera più utile di procedere è fissare la adeguata
sezione frontale del diffusore in base alle misure fisiche di
allocazione dei woofer, poi si procede a dimensionare il subvolume
interno tenendo conto dello spessore del legno utilizzato.
Successivamente si ricaverà con le formule al tempo viste per la
cassa chiusa l’adeguato volume interno del diffusore.
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Il Confidence
presentava una sezione frontale molto stretta, appena 210 mm,
insufficiente per il nostro Ciare HW211, il quale richiede un
foro di incasso da 185 mm e presenta un ingombro esterno pari
a 206mm. Porteremo allora la sezione frontale del nostro
diffusore ad un più adeguato valore di 250 mm e ridurremo la
profondità a 320 mm esterni. Poi, in base alla volumetria
interna richiesta dalla coppia di HW211, fisseremo l’altezza
totale del diffusore, tenendo conto dell’aumento di volume
virtuale fornito dall’assorbente acustico e dal volume
sottratto dal trasduttore interno, dal crossover e cavi e da
un rinforzo interno.
Bene, andiamo a
dimensionare il subvolume : l’ HW211 necessita di una
profondità di incasso pari a 76 mm, considerando, come nel
Confidence, un montaggio “a coperchio” sul baffle frontale.
Per evitare contatti tra il gruppo magnetico del woofer
esterno e la membrana del woofer interno, prevederemo di
lasciare tra loro un paio di cm di spazio. Il mobile, come al
solito, ve lo propongo realizzato in MDF da 19 mm.
Ecco lo spaccato
interno del diffusore relativo alla parte superiore, con le
dimensioni del subvolume e l’allocazione dei due woofer : |
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Come potete osservare,
abbiamo ottenuto il subvolume nel quale lavorano affacciati i due
HW211. Nel subvolume, di circa 6 litri, non va messo assorbente
acustico e dovrà essere praticato un foro per il passaggio dei
cavi, debitamente sigillato con colla termofusibile o mastice da
legno.
Passiamo ora alla
volumetria interna necessaria del box. L’HW211 ha un Qts piuttosto
alto, per cui sarebbe impossibile ottenere da un diffusore di
dimensioni equiparabili al Confidence, un allineamento Butterworth,
per cui dobbiamo giocoforza utilizzare allineamenti più ripidi,
tipo Cebyshev.
Partiamo dal diffusore
a cui ci inspiriamo, il Confidence. L’altezza del Confidence,
compresa di piede di appoggio era di 120 cm. Volendo utilizzare
anche per il nostro diffusore tale misura, dobbiamo togliere 4 cm
del piede e ancora 4 cm di spessore del legno, ottenendo una
dimensione interna utile del box di 112 cm che, moltiplicate per
la sezione frontale interna e la profondità interna scelte danno
come volumetria interna del box : mm 1120x212x282 = 67 litri di
box, a cui dobbiamo sottrarre l’ingombro del subvolume, del gruppo
magnetico del woofer interno, del crossover e dei cavi, il tutto
fa circa 7 litri, 6 di subvolume ed uno del resto. Risultato utile
: 60 litri netti. Ora a questi 60 litri dobbiamo sommare l’aumento
di volume virtuale dato da un riempimento totale di assorbente
acustico tipo poliuretano espanso o Dacron. Per i diffusori
ermetici, si può ancora utilizzare anche la lana di vetro, facendo
molta attenzione a non toccarla mai con le mani nude ma solo con
guanti spessi.
Un riempimento totale
porta ad un aumento del volume di circa il 30% nella maggioranza
dei casi. In realtà, per una misura più precisa si dovrebbe tenere
conto della densità dell’assorbente utilizzato ma, in un diffusore
chiuso e di tali dimensioni, qualche litro in più o in meno
rispetto al calcolo teorico porterebbe solo a qualche minima
variazione di Qtc e di Fc, per cui una certa tolleranza è
accettabile.
La presenza
dell’assorbente fa si che il volume visto dalla coppia di
trasduttori sia di 60 litri più il 30 percento : 78 litri utili
per le prestazioni del diffusore in bassa frequenza.
Utilizziamo ora la
comodissima tabella di pag. 25 per il calcolo rapido dei parametri
delle casse chiuse. Calcoliamoci il fattore alfa, detto anche
fattore di permissibilità acustica :
Alfa = Vas / Vab
quindi Alfa = 33,9 / 78 = 0,434
Ci troviamo di fronte
ad un diffusore in baffle infinito, essendo il rapporto alfa
minore dell’unità. Ora calcoliamoci gli altri parametri :
Qmc =
3,31 x 1,20 = 3,97
Qec = 1
x 1,20 = 1,20
Qtc =
0,77 x 1,20 = 0,924
Fc = 33
x 1,20 = 39,6 Hz
Ora calcoliamoci la F3
del sistema con la formula di pag.25 che, per semplicità ometto di
scriverla : F3 = 32,4 Hz (!)
Siccome il Qtc è
superiore a 0,707 ( Butterworth ) si avrà una certa quantità di
ripple. Nel nostro caso, applicando le formule del testo troviamo
un modesto 0,8 dB a 62 Hz, assolutamente insignificante. Di
seguito la simulazione della risposta in bassa frequenza del
diffusore :

Non male vero ? Le
basse frequenza si estendono utilmente fino ai 30 Hz e con un
ripple insignificante. E’ la dimostrazione che anche allineamenti
maggiormente ripidi rispetto al Butterworth possono lo stesso
esibire soddisfacenti doti di linearità, con in più una maggiore
capacità di generare potenza acustica, grazie al fattore Kp
maggiore ( costante specifica di potenza, vedere pag. 9 ).
Vediamo ora il “tallone
di Achille” dei diffusori chiusi, l’escursione massima del cono :

Vediamo come il
diffusore superi l’escursione lineare massima consentita solo per
frequenze inferiori ai 25 Hz, un male da poco se si considera la
quantità del messaggio sonoro a tali frequenze.
Comunque, per i più
esigenti, è possibile porre prima dei soliti filtri passabasso,
passabanda e passaalto, una cella passaalto del genere filtro
subsonico, come quella impiegata sul diffusore teutonico Canton
Ergo 71 DC, accordata a 25 Hz, che garantirebbe una maggiore
tenuta in potenza del diffusore a scapito di una pur minima
diminuzione delle prestazioni sonore globali.
In ogni caso, a meno di
utilizzare il diffusore spesso alla sua massima potenza
sopportabile, sconsiglio l’utilizzo di tale cella, non è troppo
“igienico” da un punto di vista sonoro, fare passare l’intero
messaggio musicale attraverso grandi condensatori elettrolitici
polarizzati.
Passiamo ora ad
occuparci della gamma media e alta.
Come per il Confidence,
utilizzeremo un midrange a cupola. Nel catalogo Ciare troviamo
l’ottimo CM500, con una cupola da 50mm e una impedenza di quattro
ohm nominali, adatta alla configurazione dei woofer adottata.
Il CM500 ha una
sensibilità di 90 dB, per cui si renderà necessario attenuarlo di
alcuni dB per allinearlo alla gamma bassa. La sua risonanza a 550
Hz genera un picco piuttosto pronunciato e piuttosto esteso in
frequenza, per cui si renderà necessario eliminarlo con una cella
R-L-C serie posta in parallelo al componente.
Per le alte frequenze,
utilizzeremo il modello di tweeter Ciare CT266, dotato di camera
posteriore di smorzamento del picco d’impedenza e conseguente
frequenza di risonanza assai bassa e risposta lineare in
frequenza.
La configurazione
scelta per il posizionamento dei trasduttori sul baffle frontale e
quella W-M-T, cioè a geometria di altoparlanti invertita, come per
il Confidence.
Bene, non ci resta che
vedere il filtro crossover da adottare. Ve ne propongo uno da me
studiato, dove è possibile utilizzare oppure omettere la cella
subsonica, a vostro piacimento, gli incroci sono tutti del
secondo ordine elettrico, a 700 e 3500 Hz :

Il filtro è piuttosto
complesso, ma è studiato per fare lavorare al meglio i trasduttori
impiegati. La cella opzionale comprende il filtro passaalto
subsonico a 25 Hz e l’inevitabile cella R-L-C per “spianare” il
picco di risonanza del sistema, poiché la cella passaalto, per
essere efficace e precisa nel suo intervento, deve vedere un
carico resistivo, mentre, senza la cella RLC essa si troverebbe a
lavorare in prossimità del picco di risonanza del sistema, quindi
su di un carico fortemente reattivo.
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I grandi
condensatori necessari, li ho indicati polarizzati, mentre
tutta la componentistica è di reperibilità sul catalogo Ciare.
Passiamo ora al
disegno relativo allo schema costruttivo del box. Ho scelto il
solito MDF da 19 mm di spessore che poi, una volta terminato,
si potrà rivestire con un foglio di vero legno oppure
verniciarlo della tinta desiderata. Il Confidence aveva una
finitura in legno naturale con il frontale parzialmente
colorato di nero.
Nello schema non ho
indicato lo spessore del legno del piede, nel Confidence era
nero e leggermente più largo del diffusore. Anche qui,
chiaramente si può realizzare il piede della misura e dello
spessore desiderato.
Concludo,
informandovi che questo diffusore non è stato fisicamente
realizzato ma solamente progettato per offrire un esempio
applicativo della routine di calcolo e delle informazioni
contenute nel testo relativamente al capitolo sui box chiusi
particolari, ma ciò non preclude la sua realizzazione pratica
da parte di qualche volenteroso che ne volesse saggiare
direttamente le potenzialità che un simile diffusore potrebbe
esprimere. |
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Buon lavoro da Alberto.
audiojam@libero.it
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