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SISTEMI DI CARICO PER ALTOPARLANTI –
Di Alberto Bellino - 2004
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APPLICAZIONE PRATICA N°6
Applicazione
della routine di calcolo riguardante il capitolo “Bass
reflex ” (pag. 32-50 ): |

Il libro di
Alberto |
Continuiamo con la trattazione dei famosissimi
sistemi bass-reflex.
Dopo aver visto un progetto di
diffusore bass reflex a semplice
apertura, vediamo ora la progettazione del
bass reflex a condotto.
I diffusori bass
reflex con condotto di accordo sono
quelli maggiormente diffusi, soprattutto in campo commerciale
hanno conosciuto una diffusione a tutti i livelli. La loro
relativa semplicità costruttiva e le prestazioni
globali che un progetto ben accordato è
capace di conseguire, ne hanno fatto il principale sistema di
carico oggi impiegato.
Per questo sistema
acustico, ho moltiplicato per due gli sforzi progettuali, nel
senso che vi offrirò due progetti di diffusori, uno piuttosto
grande ed impegnativo, l’altro molto semplice, che si rivolge
principalmente ai neofiti del “do it
yourself”.
Partiamo col progetto numero 1.
________________________________________________________________________________
Si tratta di una riedizione delle
famose Chario
Academy 3, testate nel lontano 1994, un diffusore grande e
costoso, molto impegnativo.
Io mi sono solamente ispirato al
progetto, proponendo un diffusore più piccolo e più economico, ma
concettualmente simile al Chario, con
lo stesso sistema di carico e la stessa tipologia di trasduttori.
Nonostante il progetto sia un poco più
costoso ed impegnativo di quelli che normalmente vi
offro come standard, anche questo
risponde alle mie linee guida che identificano quelle che, secondo
me sono le caratteristiche che un progetto di diffusore per
autocostruzione dovrebbe possedere,
ovvero impegno economico di realizzazione mai eccessivo, sempre
inferiore ad un diffusore commerciale di pari livello,
assemblaggio alla portata di tutti ed estetica e dimensioni adatte
per un normale ambiente di ascolto domestico.
Vediamo le caratteristiche del
diffusore originale Chario:
-
Numero vie quattro
: due woofer da 250mm in
push-pull parallelo, due
midwoofer da 130mm, un
midrange da 130mm e un
tweeter da 29mm a cupola morbida.
-
Impedenza 4 ohm
nominali, minimo 2 ohm a 7
KHz
-
Risposta in frequenza 25
– 20000 Hz
-
Frequenze
di incrocio dei trasduttori : 250,
1000, 1300 e 1900 Hz
-
Potenza consigliata 250
W
-
Sensibilità 88
dB 1W 1m
-
Prezzo: 13.950.000 nel
1994 ( circa 7.200 euro )
Vediamo ora le caratteristiche del
nostro progetto :
-
Numero vie quattro
: due woofer da 200mm in
push-pull serie, due
midwoofer da 130mm, un
midrange da 130mm e un
tweeter da 19mm a cupola in poliammide
-
Impedenza nominale 8
ohm, minimo approssimativo 6 ohm
-
Risposta in frequenza 30
– 20000 Hz
-
Frequenze
di incrocio dei trasduttori : 200,
1000, 3000 Hz
-
Potenza consigliata
: da 15 a 100W
-
Sensibilità 88
dB 1W 1m
-
Prezzo di realizzo
: inferiore ai 1.000 euro ( presunto )
Il gruppo dei due
woofer da otto pollici lavora alla base del diffusore, col
secondo appeso al fondo del diffusore. Un distanziale di MDF
opportunamente aperto ai lati lo distanzia e lo fa emettere
direttamente verso il pavimento, su un angolo solido di 2pigreco
steradianti, ovvero l’emissione delle basse frequenze viene
rinforzata di 3 dB circa in ambiente. Il
woofer interno lavora in un volume reflex di 35 litri, con
il condotto che emette anteriormente.
Nelle Chario
Academy il gruppo dei due
woofer era da 250mm e il condotto
posto anch’esso sul fondo, i due woofer
erano in parallelo per una impedenza
dimezzata. Nel nostro diffusore, i woofer
lavorano in serie per una impedenza
complessiva di 8 ohm e una resistenza che sfiora i 10 ohm, un
carico più semplice per l’amplificatore, inoltre i trasduttori
sono dei più modesti 200 mm per ridurre le dimensioni del box.
I due midwoofer
sono anche essi in serie e lavorano in
un esuberante volume chiuso, riempito di assorbente acrilico,
efficace in gamma media, visto che la gamma bassa viene eliminata
dal filtro crossover. Il
midrange possiede un proprio volume di
carico indipendente.
In pratica, il box è diviso in due
soli subvolumi, uno per i
woofer e l’altro che alloggia tutti
gli altri trasduttori.
I trasduttori scelti sono tutti
fabbricati dalla Ciare. I
woofer sono il modello CW202,
trasduttori molto equilibrati dal punto di vista dei TSP, adatti
ad allineamenti C4, con un “punch” notevole. Ottima membrana in
cellulosa e buona escursione lineare,
sospensione robusta, buona linearità nella gamma di funzionamento
a “pistone rigido”.
I midwoofer
sono il modello CW 130Z, trasduttore
molto economico ma adatto per l’uso che ne vogliamo fare. Filtrato
a circa 200Hz garantisce un’ottima
tenuta in potenza e la linearità è buona in un ampio
range di frequenze.
Il midrange
è un classico HM130, trasduttore in listino da molti anni,
supercollaudato, molto efficiente e lineare, con la comodità di un
suo volume di carico.
Visto che il mid
emette fino ad oltre 3
KHz, si è scelto un tweeter
dalla cupola di modeste dimensioni e non troppo sensibile, il
modello HT200, adatto ad essere incrociato a frequenze
leggermente superiori a quelle solite che siamo abituati a vedere
con i “cupoloni”da 26 o 32 mm.
Vediamo insieme le caratteristiche dei
woofer, singolo, in configurazione
push-pull serie e con i TSP definitivi
considerando la resistenza della bobina di filtro
del passabasso
da 1,2 ohm. La tabella necessaria per ricavare i TSP
a seconda della configurazione e del
numero di trasduttori utilizzati, si trova a pag. 88 del mio
testo, mentre per la variazione dei TSP causata dalla resistenza
in c.c. della bobina di filtro, occorre fare riferimento alle
formule e alla spiegazione di pag.87.

Facciamo la stessa cosa con i due
midwoofer CW130Z, affiancati in serie,
con una bobina di filtro in serie da 0,9 ohm :

Naturalmente i TSP dei
midwoofer servono a poco poiché i
trasduttori sono filtrati a 200Hz, utile
invece sapere l’efficienza e il modulo dell’impedenza.
A proposito di
efficienza : relativamente ai due
woofer, il programma calcola l’efficienza del gruppo su
quattro pigreco steradianti, ovvero in
campo libero, poco più di 86 dB, mentre il reale livello in
ambiente sarà maggiorato di circa tre dB, dato il particolare
posizionamento dei woofer, per cui si
dovrà ritenersi utile un valore di efficienza di circa 89 dB nella
gamma di funzionamento dei woofer, da
30 Hz a 200 Hz.
Passiamo al calcolo del volume di
carico reflex per i woofer.
Visto il fattore di merito piuttosto
alto, si rende necessario l’impiego dell’allineamento
Altec denominato “Extended
bass” l’unico in grado di accordare al
meglio altoparlanti “difficili” quali sono quelli a Q
relativamente elevato.
Andiamo a pagina 38 del mio testo
: utilizziamo le formule di dimensionamento dell’extended
bass e troviamo :
alfa = 1 /
( 7,95 x Qts^2,21 ) alfa = 1 / ( 7,95 x 0,18 ) = 0,69
Vb =
Vas / alfa
Vb = 24 / 0,69 = 35
litri
Fb =
Fs x 0,471 x Qts^-0677
Fb = 40 x 0,471 x 1,69 = 32
Hz
F3 = Fb / 1,5 x
Qts^0,44 F3 = 32 / 1,5 x 0,71 = 30 Hz
Con l’aiuto del mio software
EUR.E.S. vediamo insieme gli altri
dati :

Vi ricordo che, con l’ausilio del mio
testo potete calcolare tutti i parametri che vedete visualizzati
nella schermata del mio software, il quale contiene proprio le
formule presenti nel testo.
Come possiamo
notare, la risposta in bassa frequenza, nonostante il grafico la
calcoli per 4 pigreco steradianti,
ovvero in uno spazio aperto, senza il rinforzo di 3 dB fornito
dall’immagine speculare del pavimento, è estremamente estesa e con
un roll-off veramente contenuto da 35
a 100 Hz. Si può dire che, in
ambiente, il diffusore possiederà una gamma bassa sicuramente
potente e molto profonda ma priva di particolari enfasi a
determinate frequenze.
L’escursione si mantiene molto bassa,
il coefficiente S ha il canonico valore di 5,7 relativo ad un
sistema massimamente piatto, e a 30 Hz
il sistema sarà capace di erogare oltre 95 dB
senza distorcere.
Passiamo al condotto
di accordo.
Il diametro minimo consigliato per non
causare soffi o rumorosità, applicando la formula di pagina 39,
risulta di 56 mm, quindi noi andremo a
scegliere un diametro almeno superiore a questo. La
Ciare fornisce già pronto il condotto
YAC411, del diametro di 60mm e lunghezza 185 mm, a sezione
leggermente crescente. Nonostante la lunghezza del condotto sia
leggermente inferiore a quella richiesta dal programma, la
variazione di Fb
risulta variare di solo 1 Hz,
per cui possiamo utilizzare il condotto indicato senza grossi
problemi.
La coppia di
midwoofer CH130Z viene filtrata
dal crossover a 200Hz, per cui,
simulare il loro comportamento in bassa frequenza nel loro volume
di carico risulta inutile. Molto meglio preoccuparci che il loro
livello sia equiparabile al resto della gamma e che la loro fase
sia corretta.
Comunque,
se si eliminasse il passa alto relativo ai
midwoofer, il sistema si potrebbe liquidare come un
baffle infinito ad
allinamento QC2 ( quasi
Cebyschev del secondo ordine ).
Veniamo ora alla costruzione del
mobile.
Per lo schema di montaggio, non ho
considerato lo spessore del legno, che potrà essere scelto a
piacere, consiglio comunque il solito
MDF da 19mm di spessore. Non ho previsto fresature sul frontale
per l’incasso delle flange dei
trasduttori, ma un più semplice montaggio “a
copechio”.

Il volume del reflex andrà rivestito
con assorbente poliuretano, bugnato o liscio
di almeno 2 cm di spessore, sui lati liberi, facendo attenzione a
fissarlo bene alle pareti, con colla o punti metallici, altrimenti
esso, col tempo, potrebbe cadere sul woofer
interno andando a toccare la membrana.
Il volume chiuso dei
midwoofer sarà invece completamente
riempito di assorbente acrilico o
Dacron, senza comprimerlo.
Nel setto interno di divisione dei due
subvolumi andrà
previsto almeno un foro per fare passare i fili delle connessioni
degli altoparlanti, poi esso dovrà essere chiuso con colla
termofusibile o mastice, garantendo la
tenuta d’aria tra i due subvolumi. Il
filtro crossover potrà essere posto a
piacere, indifferentemente in uno o l’altro dei due
subvolumi.
Gli sfiati del
woofer inferiore sono laterali, mentre sul frontale e sul
retro sono previsti due pannelli di MDF che fungono anche da piedi
e da distanziali.
Per l’assemblaggio, consiglio
vivamente di prevedere la parte inferiore smontabile, poiché il
montaggio del woofer interno potrebbe
risultare alquanto complesso.
Consiglio di montare da parte il
piede, con su già entrambi gli
altoparlanti e poi, fissare il tutto al resto del mobile, ponendo
una guarnizione bituminosa tra il legno per garantire la tenuta
d’aria e fissare le due parti con viti autofilettanti da legno, di
modo che, le due parti si possano facilmente disunire se si
rendesse necessario l’apertura per accedere al
woofer interno.
Il disegno sotto rende bene l’idea
:

Bene, passiamo ora al
crossover necessario. Generalmente,
non presento anche il filtro dei miei progetti, perché i filtri di
frequenza non fanno parte della trattazione del mio testo.
Visto comunque
il valore intrinseco del progetto, ho voluto lo stesso proporre
una tipologia di filtro, per rendere subito disponibile l’intero
materiale relativo alla realizzazione pratica del diffusore da
parte di qualche volenteroso sperimentatore.

Sottolineo
che, per semplificare la realizzazione, tutti i componenti del
filtro sono quelli disponibili a catalogo
Ciare, solo alcune bobine dovranno essere acquistate del
valore commerciale immediatamente superiore e sbobinate fino a
raggiungere il valore di induttanza richiesto.
Bene, ci sono ora tutte le premesse
per la realizzazione di un diffusore da
pavimento di medie dimensioni e notevoli prestazioni acustiche. La
sensibilità non sarà altissima, circa 88 dB
con un watt, per cui si richiede un pilotaggio con amplificatori
di almeno una ventina di watt.
Passiamo al
progetto numero 2
________________________________________________________________________________
Si tratta di un diffusore “bookshelf”
o da libreria ( meglio su piedistallo! )
estremamente classico nelle forme e nelle linee, semplice
da costruire, adatto per una prima “volta” da parte di un
appassionato autocostruttore.
Ho tenuto conto, nella progettazione
di tale diffusore, di mantenere il prezzo di realizzo più basso
possibile e la massima semplicità di
assemblaggio.
Queste premesse non devono trarre in
inganno i lettori : il diffusore è
stato pensato tenendo conto dell’esperienza acquisita finora sui
sistemi reflex e di quanto essi possano essere efficaci e
dimostrino un eccezionale rapporto prezzo-qualità sonora se
accuratamente progettati.
Il diffusore deve potersela cavare con
tutti i generi musicali. Questo vuole dire gamma bassa
sufficientemente profonda e potente, gamma media neutra e gamma
alta presente ma non affaticante. Insomma un diffusore
“universale”, versatile e SICURO, in grado di soddisfare qualsiasi
utente e che si dimostri un fedele compagno
di ascolti per molti anni.
Scontata la
realizzazione di un sistema a due vie, per ottenere un
diffusore da libreria, perciò piuttosto piccolo ma che possieda un
buon impatto sulle basse frequenze, è necessario l’impiego di un
woofer da 6,5”.
Scorrendo il catalogo
Ciare troviamo un
componente dal prezzo straordinariamente contenuto e ottime
caratteristiche globali : il modello HW159, dalla rassicurante
impedenza di otto ohm.
Compagno ideale del
midwoofer scelto è il
tweeter HT159,
anche esso un componente dal prezzo molto contenuto, un
classico “softdome” di seta da 25 mm.
Anche per questo progetto, proporrò un
semplice filtro crossover,
anche esso ampiamente collaudato e
derivato da un diffusore commerciale e da uno per
autocostruzione che ha riscosso un
incredibile successo. Come i trasduttori, anche per la
realizzazione del filtro si è badato ad ottenere le massime
prestazioni con il minimo impegno economico e straordinaria
semplicità di assemblaggio.
Vediamo le caratteristiche del
midwoofer HW159.
La risonanza non è bassissima per un
17 cm, così il fattore di merito è piuttosto elevato, 0,49 senza
tenere conto di eventuali resistenze
aggiuntive che ne elevano ulteriormente il valore.
Dato assolutamente rimarchevole per la
classe e le dimensioni del trasduttore è l’escursione lineare
massima consentita, ben 4,5 mm, che permette di realizzare anche
un sistema in sospensione pneumatica senza grossi patemi d’animo
per eventuali distorsioni da “fondo corsa”
dell’equipaggio mobile.
Un woofer
del genere ci consiglia di essere accordato in un volume eccedente
il Vas ed a
una frequenza di accordo canonicamente inferiore a quella di
risonanza.
Si renderebbe necessario un
allineamento Extended
Bass, ma il volume di carico
richiesto, ben 37 litri risulta
eccessivo per un diffusore da libreria equipaggiato con un
midwoofer da 17 cm, per cui possiamo
ricorrere ad un classico C4, considerando di ottenere una riposta
caratterizzata da un leggero ripple
positivo centrato ad una frequenza superiore a quella dell’accordo
e da un minore smorzamento del movimento del diaframma.
L’allineamento C4 e le sue
caratteristiche sono contemplate a pag.
37 del mo testo :
Alfa = 1,05 quindi
Vb = Vas /
alfa Vb = 19,4 / 1,05 = 18,5
litri
Fb =
Fs x 0,94
Fb = 53 x 0,94 = 50
Hz
F3 = Fs x
0,87 F3 = 53 x 0,87 = 46 Hz
(non male per un bookshelf! )
Par pari a circa 99
dB con poco più di 11 W in ingresso,
per un escursione max di 0,3 mm.
Il ripple
positivo è centrato a circa 90
Hz per un incremento della risposta di
circa 2,5 dB, un dato tutto sommato anche piacevole poiché dona un
poco di spessore alla riproduzione delle basse frequenze anche in
un diffusore di litraggio contenuto,
una sorta di minimo effetto “loudness”,
utile per posizionamenti sulle mensole della libreria o comunque
lontano dalle pareti.
E’ chiaro che il diffusore bene si
presta ad essere impiegato con finali a stato solido o con
amplificatori valvolari
push-pull o con stadio finale a
pentodo, mentre potrebbe soffrire di un certo sottosmorzamento se
collegato con amplificatori monotriodo
con qualche ohm di resistenza interna del generatore. Diciamo che
il classico integrato a transistor o mosfet,
commerciale od autocostruito da una
ventina di watt in su di potenza
erogata può essere la migliore soluzione.
Vediamo la paginata dei dati e la
simulazione della risposta in campo libero con il solito
EUR.E.S:

Per il condotto di
accordo, visto i dati forniti, si è scelto, come per il
progetto precedente il modello Ciare
YAC411, che andremo a tagliare per ottenere la lunghezza utile di
144 mm.
Veniamo ora alle dimensioni e ai
rapporti dimensionali del box. Per diminuire al massimo le
risonanze interne ho scelto di utilizzare i rapporti dimensionali
indicati da THIELE, che prevedono la
realizzazione di un box poco sviluppato in profondità e con
un baffle piuttosto largo, uno stile
abbastanza “retrò” che ricordo i diffusori anni 70-80.
La posizione dei trasduttori è
classica con il woofer nella mezzeria
del box e il tweeter posto subito
sopra, il condotto di accordo è posto
frontalmente, sotto al woofer.
Il materiale scelto per realizzare il
box è il truciolato da 19 mm, ma con una modica spesa in più si
può realizzare di MFD di pari spessore. Lasciate perdere le
fresature per l’incasso dei trasduttori e
altri accessori tipo punte, carbon
block eccc…. Questo diffusore è
ispirato alla semplicità e al risparmio. Alcuni accessori
potrebbero costare più dei diffusori stessi. Al massimo, si può
prevedere una “spalmata” di antirombo
catramoso all’interno del box. Come piedini vanno bene i
feltrini per le gambe delle sedie o i
fermaporta in
gomma.
L’assorbente,
posto su tutte le pareti tranne quella frontale potrà essere la
“solita” gommapiuma o poliuretano da 2 cm di spessore,
acquistabile anche nei bricocenter al prezzo di qualche euro per
mezzo metro quadrato. Anche per
i morsetti di collegamento prevedete una semplice vaschetta
plastica e il monowiring.
Vediamo ora lo schema di montaggio del
box :

Come potete
vedere, il box è estremamente semplice da assemblare.
Vediamo ora il filtro
crossover.
Esso è un filtro in tipologia serie,
in grado di “legare” molto l’emissione dei due trasduttori, a
tutto vantaggio della coerenza di
emissione. La frequenza di incrocio è
di circa 3 KHz. Il tutto si compone di
soli tre elementi reattivi :

Un filtro semplicissimo ma in grado di
attuare una pendenza ben maggiore di quanto i soli tre elementi
costitutivi farebbero supporre.
Concludo,
informandovi che questi diffusori non sono stati fisicamente
realizzati ma solamente progettati per offrire un esempio
applicativo della routine di calcolo e delle informazioni
contenute nel testo relativamente al capitolo sui sistemi in
bass reflex, ma ciò non preclude la
sua realizzazione pratica da parte di qualche volenteroso che ne
volesse saggiare direttamente le potenzialità che un simile
diffusore potrebbe esprimere.
Buon lavoro da Alberto.
audiojam@libero.it
Come sempre se avete qualche domanda
da porre ad Alberto prego usare il forum a questo indirizzo:
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I manuali di Alberto Bellino
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1°
Lezione di Alberto Bellino
il
dipolo ovvero il diffusore completamente aperto.
Da
non perdere.
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2° Lezione di Alberto Bellino
il dipolo ovvero il dipolo a sorgenti multiple
Da
non perdere.
|
3° Lezione Pratica di Alberto Bellino
Un esempio pratico di un due vie
semplice |
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4° Lezione di Alberto
I monitor aperti |
5° Lezione di Alberto
I bass reflex |
6° Lezione di Alberto
I bass reflex |
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chiama Fast Box e permette di "costruire" un box chiuso, reflex o il
labirinto acustico anche senza possedere i TSP specifici. |
Fast TSP è un foglio di calcolo che approssima i parametri di Thiele
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