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SISTEMI DI CARICO PER ALTOPARLANTI – Di Alberto Bellino - 2004
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APPLICAZIONE PRATICA N°5 |

il libro di
Alberto |
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Applicazione della routine di calcolo
riguardante il capitolo “Bass reflex ” (pag. 32-50 ): |
Iniziamo la trattazione dei famosissimi sistemi bass-reflex.
La
variante di sistema bass reflex più semplice è quella a semplice
apertura, con la porta o condotto ricavato direttamente da una
apertura su di un pannello del mobile stesso, in pratica una
“finestra” che mette in comunicazione l’interno del diffusore con
l’esterno.
Questa tipologia di bass reflex è la più economica e semplice da
realizzare ma anche la più approssimativa dal punto di vista
acustico. Il principio di funzionamento viene esaurientemente
spiegato a pag.34, mentre per le formule di dimensionamento del
reflex a semplice apertura, si deve fare riferimento alla
trattazione di pag.40.
Vediamo ora di intraprendere la progettazione di un diffusore
abbastanza particolare, ispirato nelle forme e nelle
caratteristiche tecniche al famosissimo diffusore monovia Rehdeko
RK115.

Questo diffusore non sarà un “clone” del famoso progetto francese,
bensì un sistema acustico ad esso solamente ispirato, essendo
l’originale più sensibile e più piccolo come dimensioni del
mobile.
Come
al solito, scegliamo un altoparlante di facile reperibilità, costo
ragionevolmente contenuto e di attuale produzione. L’italianissima
Ciare ci viene ancora una volta in aiuto proponendoci il modello
CH321, un poderoso trasduttore da 12” biconico, dalle
caratteristiche spiccatamente professionali e dall’impedenza di
quattro ohm nominali.
Vediamone insieme le caratteristiche tecniche con il consueto
aiuto del mio software EUR.E.S:

Come
possiamo notare dalle caratteristiche tecniche, il trasduttore
bene si presta ad essere posto a lavorare in un box accordato. La
Fs è piuttosto alta, il Qts e il Vas sono contenuti e il fattore
di forza elevato. L’escursione è piuttosto ridotta per cui un box
accordato pare l’unica soluzione per poter fare esprimere
utilmente le potenzialità del trasduttore.
L’efficienza di trasduzione elettroacustica è vicina al 5%, un
valore notevole per un altoparlante dinamico, che permette di
ottenere una SPL che sfiora i 100 dB!
Il
trasduttore, grazie alla presenza del “whizzer cone” o conetto per
gli acuti, può essere considerato un “extended range” o gamma
estesa ma, visto l’elevato diametro del cono e il suo peso, si
renderà probabilmente necessario affiancargli un tweeter
supplementare, posto a compensare la sua risposta oltre i 7-8 KHz,
almeno per applicazioni domestiche per alta fedeltà.
Visto che il trasduttore è biconico e ci solleva dal compito di
progettare un crossover, passiamo subito alla determinazione del
corretto box di carico.
Prima però, visto l’applicazione per autocostruzione del progetto
e la particolarità del diffusore, vorrei considerare una opzione
utile per il dimensionamento corretto.
Solitamente, tutti gli autocostruttori, possiedono due tipologie
di amplificatori finali di potenza, uno a transistor e uno
valvolare, solitamente a triodi, con T.U.
Sebbene solitamente le due tecnologie di finali vengano utilizzate
indifferentemente con gli stessi diffusori, la loro interazione
con essi è profondamente diversa.
Gli
amplificatori a transistor hanno impedenze interne molto basse e
un elevato fattore di smorzamento, mentre quelli monotriodo hanno
una impedenza interna non trascurabile, dell’ordine dell’unità di
ohm e hanno minore capacità di controllo sulle basse frequenze.
Supponendo che il progetto che andiamo a realizzare andrà ad
essere pilotato indifferentemente da entrambe le tipologie di
amplificatori finali, andremo a considerare la resistenza interna
dell’ampli valvolare e la variazione di risposta che indurrà al
diffusore e andremo a dimensionare il sistema perché la sua
risposta sia il più possibile corretta anche in abbinamento con
l’ampli a stato solido.
Consideriamo quindi una resistenza interna pari a zero per l’ampli
a stato solido, considerando che esso sarà collegato ai diffusori
con cavi di potenza adatti a non fare “crollare”miseramente il suo
fattore di smorzamento e quindi di resistenza trascurabile.
Per
l’ampli a valvole, consideriamo una resistenza interna pari a 1,1
ohm e una resistenza dei cavi di potenza pari a 0,4 ohm per un
valore totale di 1,5 ohm posti in serie al diffusore. L’ampli avrà
le seguenti caratteristiche di impedenza interna :

Questo è solo un esempio, ma i valori degli ampli valvolari
monotriodo solitamente non si discostano molto da questo valore,
ovviamente molto dipende dal tipo di triodo utilizzato e dalla
bontà dei T.U. impiegati.
Il
Ciare CH321 possiede un Q piuttosto basso, circa 0,3 che permette
di ricercare un accordo tipo QB4 con una risposta leggermente
sovrasmorzata e un andamento della risposta in salita, cioè con
ripple negativo di alcuni dB.
Questo è un grosso vantaggio se si vuole accoppiare tale tipo di
diffusore con un ampli a triodi, poiché la sua resistenza interna
innalza il Qes e di conseguenza il Qts del trasduttore,
modificando la risposta del sistema e facendolo tendere ad
allineamenti massimamente piatti o leggermente sottosmorzati tipo
C4 ( pag. 37 ). Se avessimo utilizzato un woofer con Q più elevato
e con una risposta piatta o già leggermente sottosmorzata, ponendo
la resistenza interna dell’ampli a triodi in serie al sistema di
altoparlanti avremmo sicuramente ottenuto un sistema sottosmorzato
con ripple positivo e con peggiori performance musicali.
Vediamo ora di dimensionare il box. Con l’ausilio della tabella di
pag 37 proviamo ad utilizzare l’allineamento QB4, consono alle
caratteristiche del nostro Ciare : otteniamo quindi :
Vb = Vas / alfa Vb
= 62 / 2,95 = 21 litri
Fb = Fs x 1,18 Fb
= 64 x 1,18 = 75,5 Hz
F3 = Fs x 1,45 F3
= 64 x 1,45 = 92,8 Hz
Le
basse frequenze utilmente riprodotte sono a mio avviso
insufficienti per un ascolto domestico.
Ripetendo i calcoli per ottenere l’allineamento B4 , otteniamo
valori di Fb ed F3 pari ad Fs, perciò accettabili ma una risposta
ancora troppo smorzata per un utilizzo con l’ampli a stato solido.
Con
l’allineamento C4 si ottiene un box troppo grande.
La
soluzione ideale è utilizzare la routine di calcolo di pag.38,
necessaria per l’allineamento da me denominato Audiojam:
Vb = Vas / (0,4 / Qts
) Vb = 62 / ( 0,4 x 0,31 ) = 48,1 litri (arrotondiamo a
50 per ottenere misure del box regolari per i tagli del legno )
Fb = Fs / (( Vb / 20 x
Vas))^0,303 Fb = 69 Hz
F3 pari a circa 70 Hz (
non riporto tutta la formula per semplicità )
Con
questo allineamento, l’escursione è molto bassa e la potenza
acustica massima è di circa 107 dB con 8 w in ingresso,
sufficienti per una emissione poderosa con poca potenza di
pilotaggio.
La
risposta è sufficientemente estesa verso il basso ed il ripple è
negativo di circa 2 dB, accettabile se si considera l’apporto
dell’ambiente a frequenze sotto i 100 Hz.
Vediamo la schermata con i valori completi di EUR.E.S:

Vediamo ora come il
sistema si comporta nel caso del pilotaggio con il nostro ampli a
triodi a1,1 ohm di resistenza interna e 0,4 ohm di resistenza
parassita aggiuntiva :

Vediamo che la risposta prima negativa e leggermente a schiena
d’asino ora diventa addirittura sottosmorzata e con un ripple
positivo di 1,5 dB, un valore ancora perfettamente tollerabile.
Da
notare che il programma calcola la SPL in base alla sensibilità
del trasduttore a 2,83V, quindi il valore in SPL è molto alto,
nella realtà l’efficienza sarà intorno ai 98 dB.
Si
ottiene comunque un sistema, come il Rehdeko a cui ci si
riferisce, molto efficiente seppure non estesissimo in bassa
frequenza, adatto per sonorizzare ambienti anche piuttosto grandi.
Vediamo ora di dimensionare l’apertura.
Nel
reflex a semplice apertura, come indico a pag. 40 del mio testo,
il sistema più vantaggioso di dimensionare l’apertura sta nel
porre come dato fisso lo spessore del legno in cui si va a
ricavare l’apertura, che equivale alla lunghezza del condotto, poi
si pone la Fb desiderata e si calcola, con la formula di pag. 40
la corretta area dell’ apertura :
Per
Fb di 69 Hz e Lc pari ai 19 mm del pannello di MDF si ha Ac = 8491
mmquadrati pari ad una apertura circolare di 104 mm.
Si
dovrà fare attenzione solo al fatto che l’apertura dovrà
obbligatoriamente esse maggiore del valore ricavabile con la
formula di pag. 39, che indica il diametro minimo dell’apertura
reflex, senza che sussistano problemi di rumorosità dell’aria in
uscita dal condotto. Nel nostro caso l’apertura è molto maggiore
del diametro minimo per cui si può procedere in tutta sicurezza.
Vediamo ora la costruzione del mobile.
Per
semplicità ed economicità si può realizzare il box in MDF da 19 mm
di spessore, con l’aggiunta di un rinforzo a croce nella mezzeria
del mobile, anche esso di MDF. Al limite, si potrebbe aumentare lo
spessore del baffle frontale fino a 25 mm, lasciando inalterata la
volumetria del box.

L’assorbente acustico andrà posizionato su tutte le pareti tranne
il frontale, il suo spessore dovrà essere di almeno 2,5 cm,
spessori maggiori sono consigliati, soprattutto nella parte
posteriore, dietro all’emissione del cono, sarebbe bene porre
almeno due lastre di assorbente per aumentare il volume interno
del box e compensare l’ingombro del gruppo magnetico del
trasduttore. Come sempre consiglio l’adozione del poliuretano
espanso, bugnato o liscio, poiché nei sistemi con apertura,
l’impiego della lana di roccia, solitamente utilizzata per lo
riempimento dei box chiusi, potrebbe essere nociva perché si
inalerebbe il polverino di vetro emesso dall’apertura.
Concludo, informandovi che questi diffusori non sono stati
fisicamente realizzati ma solamente progettati per offrire un
esempio applicativo della routine di calcolo e delle informazioni
contenute nel testo relativamente al capitolo sui sistemi in box
reflex, ma ciò non preclude la sua realizzazione pratica da parte
di qualche volenteroso che ne volesse saggiare direttamente le
potenzialità che un simile diffusore potrebbe esprimere.
Buon
lavoro da Alberto.
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Alberto
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1° Lezione di Alberto Bellino
il dipolo ovvero il diffusore
completamente aperto.
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2° Lezione di Alberto Bellino
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sorgenti multiple
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3° Lezione Pratica di Alberto
Bellino
Un esempio pratico di un due vie
semplice
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La pagina personale di Alberto |
4° Lezione di Alberto
I monitor aperti |
Il libro di Alberto tantissime
informazioni su come costruirsi i diffusori acustici |
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chiama Fast Box e permette di "costruire" un box chiuso,
reflex o il labirinto acustico anche senza possedere i TSP
specifici.
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Fast TSP è un foglio di calcolo che approssima i parametri di
Thiele
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