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2° Lezione di Alberto Bellino
Prefazione : io riporto le parole dette nella prima puntata ......... secondo me si sta facendo un lavoro a dir poco eccezionale , con il vostro aiuto e in questo caso specifico con l'auto di Alberto Bellino vengono divulgate esperienze , informazioni , insomma un patrimonio per tutti .... e io sono felicissimo di rendermi promotore di tutto questo. A seguito dell'uscita del libro sull'autocostruzione di Alberto abbiamo deciso di pubblicare una serie di articoli che aiutino tutte le persone e sopratutto i possessori del libro, a comprendere meglio il mare di informazioni contenute nel libro , con l'ausilio di questi esempi. Verranno pubblicati articoli con spiegati tutti i sistemi di propagazione del suono in ordine come sul libro. Iniziamo dal Dipolo. Un consiglio , comperate il libro , avrete una manuale indispensabile che vi seguirà per una vita intera ... e avete la fortuna di avere l'autore qui online che può rispondere alle vostre domande in una sezione del forum .... non penso che sia una occasione che capita sempre....
SISTEMI DA CARICO PER ALTOPARLANTI – Di Alberto Bellino - 2004
APPLICAZIONE PRATICA N°2
Applicazione della routine di calcolo riguardante il capitolo “Dipolo a sorgenti multiple” (pag. 13-15 ):
Supponiamo di voler realizzare, per il nostro impianto Home Cinema, due diffusori per gli effetti , da posizionare ai lati del divano, per sostituire le solite microcasse in plastica da 1 mm di spessore e altoparlante da radiolina, che solitamente vengono “rifilate” in abbinamento all’apparecchio. I diffusori per gli effetti surround, non devono avere necessariamente caratteristiche HIFI, ma devono invece ricreare al meglio il suono e l’ambienza di un avvenimento alle nostre spalle. Per cui l’impiego di un diffusore dipolare, il quale opera in regime di campo riverberato, può essere un’ottima scelta in questo ambito di utilizzo. L’altezza del diffusore sarà di 80 cm da terra, con il tweeter pressappoco a livello delle nostre orecchie quando stiamo seduti sul divano, per cui andremo a realizzare, anche per motivi di estetica e stabilità a terra, due diffusori alti e stretti, due piccole colonne, magari con una base un poco più ampia, che collocheremo come schematizzato nella figura qui sotto :
Come sapete, apprendendo da ciò che è scritto sul testo riguardo a questo particolare sistema di carico, che la volumetria interna del diffusore è praticamente inifluente ai fini della prestazioni dinamiche in bassa frequenza, essendo la pressione interna al diffusore quasi nulla, mentre invece è importante mantenere una certa distanza tra il trasduttore posto sul baffle e quello posto sul retro. Visto che stiamo parlando di un diffusore ad emissione dipolare su tutto lo spettro audio riproducibile, sarà necessario montare, supponendo di realizzare un semplice due vie ( midwoofer + tweeter ), due midwoofer e due tweeter, un gruppo mid + tweeter sul baffle e un altro identico sul retro. Volendo ottenere una tranquillizzante impedenza di otto ohm, andremo a scegliere due midwoofer e due tweeter ciascuno da quattro ohm, che andremo poi a collegare in serie e in controfase :
Vediamo ora gli altoparlanti scelti. La Ciare, produce una linea di trasduttori specifica per l’Home Video. Volendo realizzare un diffusore piuttosto piccolo, scegliamo il modello di midwoofer MW131 e di tweeter MT263, ottimi trasduttori con i magneti schermati. Il diffusore avrà le seguenti dimensioni esterne : altezza da terra 800 mm, larghezza 160 mm e profondità 160 mm, ovvero piuttosto alto e stretto, l’ideale da porre nei pressi di un divano. Vediamo ora l’applicazione delle formule di pagina 14 andando a calcolare le caratteristiche dinamiche del diffusore e, successivamente le verificheremo mediante l’utilizzo del mio software EURES : 1) Calcoliamo la frequenza di massima pressione acustica, che deriva dalla distanza d di 160 mm dei due midwoofer MW131 : applichiamo la formula che ci dà : 345/(2 x ( d /1000 )) = 1078 Hz 2) La conseguente frequenza di minima pressione acustica sarà pari a : 345/( d / 1000 ) = 2156 Hz 3) La frequenza di cortocircuito acustico Fd sarà pari a : (345000/ (2 x ( d x 2 ))) x 0,707 = 381 Hz, considerando il rinforzo dato dall’immagine sonora speculare fornita dal pavimento, non molti ma sufficienti per un piccolo diffusore destinato ai soli effetti posteriori. 4) La lunghezza d’onda di minimo assorbimento varrà : (345/( 2 x Fd )) x 0,707 = 0,32 metri 5) Il diffusore è equiparabile ad un sistema a pannello con superficie pari a : (( d x d ) x 3,14)/1000000 = 0,080 metriquadrati 6) A questo punto, possiamo calcolarci la molto approssimativa frequenza minima utilmente riproducibile, o frequenza a -3dB al di sotto del livello medio del diffusore : F3=radq(Fd/Fs) = circa 160 Hz, ma dal grafico tracciato dal programma di simulazione sembra un valore un poco “generoso” 7) L’approssimativo Qtc del sistema sara pari a : Qtc=radq(Qts x 0,707 ) = circa 0,5, valore che ci dice assai poco, in verità. Per gli altri parametri, tra cui efficienza, Par, Per, SPL e Xmax sistema, si possono impiegare le formule già viste per il pannello a dipolo. Vediamo ora i parametri del trasduttore singolo, quelli nella configurazione adottata nel progetto, ovvero due altoparlanti in serie, e i parametri del sistema diffusore, generati dal software EURES :
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Ovviamente, come potete vedere dalla figura relativa ai parametri del trasduttore, sono stati tralasciati alcuni dati, tra cui la resistenza interna del finale di potenza, che presumibilmente, trattandosi di un commerciale a transistor sarà quasi zero, ed e stata aggiunta una resistenza di 0,4 ohm pari ad una ipotetica resistenza in c.c.di un un probabile induttore per il filtro passabasso. Volendo incrementare le prestazioni sulle basse frequenze, si può optare per una delle soluzioni proposte a pagina 14 e 15, oppure aumentando la distanza d tra i trasduttori, quindi realizzando un diffusore maggiormente profondo. Concludo, informandovi che questo diffusore non è stato fisicamente realizzato ma solamente progettato per offrire un esempio applicativo della routine di calcolo e delle informazioni contenute nel testo relativamente al capitolo sul dipolo a sorgenti multiple, ma ciò non preclude la sua realizzazione pratica da parte di qualche volenteroso che ne volesse saggiare direttamente le potenzialità che un simile diffusore potrebbe esprimere. Buon lavoro da Alberto.
E per chi e interessato al libro di bellino click qui sotto -
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